Il testo descrittivo

SpiegazioneScuola primaria · 3ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il testo descrittivo è come una macchina fotografica fatta di parole: serve a far vedere a chi legge una persona, un animale, un luogo o un oggetto che non ha davanti agli occhi.

Che cos'è il testo descrittivo

Il testo descrittivo è uno scritto che ha lo scopo di rappresentare con le parole qualcosa o qualcuno, in modo che il lettore possa immaginarlo come se lo vedesse davvero. Quando descriviamo non raccontiamo una storia con un inizio e una fine, ma fermiamo un'immagine e la spieghiamo nei minimi particolari. Pensa a quando tornata da una gita parli a tua nonna del parco che hai visitato: le dici quanto era grande, di che colore erano i fiori, che profumo c'era nell'aria. Allo stesso modo, in un testo scritto, scegliamo le parole giuste per costruire un'immagine nella mente di chi legge. Per riuscirci bene serve osservare con attenzione e poi mettere in fila le informazioni in modo ordinato. Più sono precise le parole, più viva diventa la descrizione.

Che cosa si può descrivere

Con il testo descrittivo possiamo parlare di tantissime cose diverse e ognuna richiede uno sguardo attento. Possiamo descrivere una persona, raccontando com'è il suo viso, come si veste, com'è il suo carattere e cosa le piace fare. Possiamo descrivere un animale, indicando la specie, l'aspetto del pelo o delle piume, i versi che emette e le sue abitudini quotidiane. Possiamo descrivere un luogo, come la cucina di casa, l'aula di scuola o un giardino, soffermandoci sugli oggetti che lo riempiono e sulla luce che lo illumina. Infine possiamo descrivere un oggetto, anche piccolissimo come un astuccio, parlando della sua forma, del materiale e di come si usa. Ogni argomento ci porta a scegliere parole diverse e a guardare dettagli particolari.

I cinque sensi: l'aiuto migliore

Per descrivere bene non basta usare gli occhi, ma bisogna immaginare di usare tutti i sensi insieme. Con la vista notiamo il colore, la forma, la grandezza e il movimento: per esempio, di una mela possiamo dire che è rossa, tonda e lucida. Con l'udito possiamo cogliere i suoni e i rumori: il fruscio delle foglie in autunno o il ticchettio della pioggia sul vetro della finestra. Con l'olfatto descriviamo gli odori, come il profumo del pane caldo che esce dal forno della panetteria sotto casa. Con il gusto raccontiamo i sapori, dolci come il miele oppure aspri come il succo di limone. Con il tatto, infine, parliamo del contatto: la sabbia ruvida sotto i piedi, la coperta morbida la sera o la maniglia fredda del cancello in inverno.

I dati oggettivi e i dati soggettivi

Quando descriviamo possiamo usare due tipi di informazioni molto diverse fra loro. I dati oggettivi sono quelli che chiunque osservi la stessa cosa noterebbe allo stesso modo, perché si possono misurare o vedere chiaramente: per esempio, dire che il mio gatto ha il pelo grigio e tre macchie bianche è un dato oggettivo. I dati soggettivi, invece, sono le impressioni, i sentimenti e i ricordi che quella cosa fa nascere dentro di noi, e cambiano da persona a persona. Se scrivo che il mio gatto mi sembra buffo come un pupazzo o che mi mette allegria quando lo guardo, sto usando dati soggettivi. Una bella descrizione mescola spesso questi due tipi di dati, perché così risulta precisa ma anche viva e personale. Provare a unirli rende il testo più interessante per chi legge.

L'ordine nella descrizione

Una buona descrizione non butta giù le informazioni a caso, ma segue un ordine chiaro che aiuta il lettore a seguirla. Quando descriviamo una persona possiamo partire dall'alto verso il basso: prima i capelli, poi il viso, poi gli abiti e infine le scarpe. Quando descriviamo un luogo possiamo usare un ordine spaziale: prima ciò che si vede appena entrati, poi quello che sta a destra, a sinistra e in fondo, come quando giriamo lentamente lo sguardo. Per un oggetto è utile partire dall'aspetto generale e poi passare ai particolari più piccoli, come la forma di una bicicletta e poi il campanello sul manubrio. Per un animale possiamo cominciare dalla specie, passare all'aspetto fisico e finire con il carattere e le abitudini. Scegliere un ordine fa diventare il testo facile da capire.

Le parole giuste: aggettivi e paragoni

Il testo descrittivo ha bisogno di parole speciali per diventare davvero vivace e interessante. Gli aggettivi qualificativi sono i nostri migliori amici, perché ci aiutano a dire come è fatta una cosa: un cielo azzurro, una stanza accogliente, un cane vivace. Anche le similitudini sono utilissime e si costruiscono con la parola "come": il sole è caldo come un abbraccio, la neve è bianca come lo zucchero a velo. I paragoni rendono l'immagine più chiara perché collegano una cosa a un'altra che già conosciamo bene. Possiamo poi usare verbi precisi, scegliendo "sussurra" invece di "dice" o "corre" invece di "va". Variando le parole evitiamo le ripetizioni e il testo diventa più piacevole da leggere e da ascoltare.

Come si scrive: i passi da seguire

Per scrivere una bella descrizione possiamo procedere con metodo, senza avere fretta e seguendo alcuni passaggi ordinati.

  1. Scegli con calma l'argomento e osservalo bene, dal vivo se possibile oppure con l'immaginazione.
  2. Prendi appunti su un foglio scrivendo tutte le caratteristiche che noti, anche quelle che ti sembrano piccole.
  3. Decidi l'ordine che seguirai, per esempio dall'alto in basso oppure dal generale al particolare.
  4. Scrivi il testo unendo dati oggettivi e soggettivi e aggiungendo aggettivi e qualche similitudine.
  5. Rileggi a voce alta e controlla che le parole siano precise, che non ci siano ripetizioni e che il lettore riesca davvero a vedere ciò che hai descritto.

Ricorda

Il testo descrittivo serve a far immaginare con le parole una persona, un animale, un luogo o un oggetto. Per scriverlo bene osserva con tutti e cinque i sensi, mescola dati oggettivi e dati soggettivi e segui un ordine chiaro. Usa aggettivi colorati, verbi precisi e qualche paragone con la parola "come". Ora prova tu sul quaderno: scegli un oggetto che hai sulla scrivania, osservalo per due minuti senza scrivere nulla, poi scrivi sei frasi che lo descrivono. Nella prima frase usa la vista, nella seconda il tatto, nella terza un suono o un odore collegato all'oggetto, nella quarta un dato oggettivo, nella quinta un dato soggettivo e nella sesta una similitudine con "come".

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.italiano.cl3.scrittura.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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