Singolare e plurale: uno o tanti?

SpiegazioneScuola primaria · 2ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione

Ogni parola che indica una cosa, una persona o un animale può trovarsi in due forme: una quando è sola, una quando è in compagnia.

Immagina di entrare in cucina e vedere una mela sul tavolo: la chiameresti mela. Se invece sul tavolo trovi un cesto pieno, allora dirai mele, perché ce ne sono tante insieme. Questo piccolo cambiamento finale della parola ci aiuta a capire subito quante cose stiamo nominando. La lingua italiana, infatti, ha un modo molto preciso e utile per dirci se parliamo di un solo oggetto oppure di molti. Imparare questa regola ti permetterà di scrivere frasi corrette e di farti capire meglio dagli altri.

Che cosa significa singolare

La parola singolare si usa quando il nome indica una sola persona, un solo animale o un solo oggetto. Per esempio, se dico il cane, sto parlando di un unico animale che magari scodinzola davanti a me. Allo stesso modo, quando scrivo la maestra, mi riferisco a una sola insegnante, quella che entra in classe la mattina. Il singolare è quindi la forma che usiamo ogni volta che possiamo contare la cosa con il numero uno. Spesso le parole singolari finiscono in -o, in -a oppure in -e, come libro, penna e fiore. Riconoscere il singolare è il primo passo per poi scoprire come trasformarlo correttamente quando le cose diventano tante.

Che cosa significa plurale

La parola plurale si usa invece quando il nome indica più persone, più animali o più oggetti messi insieme. Se nel mio astuccio ho tre matite colorate, non dirò mai matita, ma userò la forma matite, perché sono più di una. Lo stesso vale quando in cortile vedo gli uccelli appoggiati sul ramo: la parola cambia perché non c'è un solo uccellino, ma un piccolo gruppo. Il plurale ci serve quindi ogni volta che la quantità è maggiore di uno, anche solo due. Senza il plurale, ogni volta dovremmo ripetere tante volte la stessa parola, e parlare diventerebbe davvero faticoso e lento.

Come si trasforma il maschile da singolare a plurale

Quando un nome maschile è singolare, di solito finisce con la lettera -o, come in tavolo, quaderno oppure gatto. Per renderlo plurale dobbiamo cambiare l'ultima lettera e mettere al suo posto una -i, ottenendo così tavoli, quaderni e gatti. Pensa al tuo zaino: dentro c'è un libro, ma sullo scaffale della biblioteca trovi tanti libri colorati. Allo stesso modo, in giardino può esserci un albero, mentre nel bosco crescono molti alberi vicini. Questa regola è una delle più semplici e funziona per la maggior parte delle parole maschili che incontrerai leggendo o ascoltando.

Come si trasforma il femminile da singolare a plurale

I nomi femminili al singolare di solito finiscono con la lettera -a, come in mamma, scuola o farfalla. Per formare il plurale dobbiamo togliere quella -a finale e mettere al suo posto una -e, così avremo mamme, scuole e farfalle. Per esempio, sul prato fiorito può posarsi una farfalla coloratissima, ma in primavera ne vedi volare tantissime farfalle insieme. Allo stesso modo, hai una sorella oppure puoi avere due sorelle che giocano con te. Imparando questo piccolo scambio tra la -a e la -e, riuscirai a parlare in modo corretto di tutte le cose femminili che ti circondano ogni giorno.

I nomi che finiscono in -e

Esistono anche parole un po' speciali, che al singolare terminano con la lettera -e, e possono essere sia maschili sia femminili. Pensa a fiore, che è maschile, oppure a chiave, che invece è femminile. Per formare il plurale di queste parole basta cambiare la -e finale con una -i, ottenendo così fiori e chiavi. Sul davanzale della finestra può crescere un fiore profumato, ma in giardino la nonna coltiva molti fiori diversi. Allo stesso modo, nella tua tasca c'è una chiave di casa, mentre il portiere ne ha tante chiavi appese al muro. Anche se all'inizio sembra strano, con un po' di esercizio diventa molto facile riconoscere queste parole.

Gli articoli che accompagnano i nomi

I nomi non sono quasi mai soli, perché davanti a loro mettiamo delle parole piccole chiamate articoli, che cambiano insieme al singolare e al plurale. Per i nomi maschili usiamo il o lo al singolare, e poi i o gli al plurale, come in il bambino che diventa i bambini. Per i nomi femminili usiamo la al singolare, che si trasforma in le quando le cose sono molte, come in la bambola e le bambole. Se dico la matita, parlo di una sola; se dico le matite, ne ho tante nel mio astuccio colorato. Ricordare gli articoli giusti ti aiuta a costruire frasi belle, ordinate e perfettamente comprensibili.

Parole curiose che non cambiano mai

Nella nostra lingua esistono alcune parole un po' dispettose, perché restano uguali sia al singolare sia al plurale. Per esempio, la parola città non cambia mai: posso visitare una città in vacanza oppure conoscere tante città italiane diverse. Lo stesso succede con il caffè, parola che resta identica anche quando i caffè sul bancone del bar sono molti. Anche le parole brevissime come re o gru hanno questa caratteristica curiosa e non si modificano. Per capire se sono singolari o plurali dobbiamo guardare l'articolo che le accompagna oppure il senso della frase. Sono piccole eccezioni che rendono l'italiano una lingua affascinante e piena di sorprese da scoprire.

Ricorda

Ecco i punti più importanti da tenere sempre a mente quando lavori sul singolare e sul plurale:

  1. Il singolare indica una sola cosa, persona o animale.
  2. Il plurale indica due o più cose, persone o animali.
  3. I nomi maschili in -o al plurale diventano in -i, come libro e libri.
  4. I nomi femminili in -a al plurale diventano in -e, come penna e penne.
  5. I nomi in -e, sia maschili sia femminili, al plurale diventano in -i, come fiore e fiori.
  6. Gli articoli cambiano insieme al nome: il diventa i, lo diventa gli, la diventa le.

Piccolo esercizio di verifica: prova a scrivere sul quaderno il plurale di queste parole, ricordando di cambiare anche l'articolo davanti. Le parole sono: il quaderno, la mela, il fiore, la chiave, lo zaino, la farfalla. Quando hai finito, rileggi a voce alta ciò che hai scritto e controlla che ogni parola suoni corretta e naturale alle tue orecchie.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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