Introduzione
Le parole sono come piccoli treni: ogni vagone è una sillaba e tutti insieme formano il viaggio del suono.
Quando parliamo, le parole escono dalla nostra bocca in piccoli pezzettini sonori che possiamo battere con le mani. Prova a dire il tuo nome lentamente, scandendolo con un colpetto per ogni pezzo: scoprirai che ogni parola ha una sua musica segreta. Questi pezzettini si chiamano sillabe e servono per leggere meglio, per andare a capo sul quaderno e per riconoscere la struttura delle parole. Imparare a dividere le parole in sillabe è un gioco che ci aiuta a diventare lettori più sicuri e veloci.
Che cos'è una sillaba
Una sillaba è un piccolo gruppo di lettere che si pronuncia con una sola emissione di voce, cioè senza staccare il fiato in mezzo. Dentro ogni sillaba c'è sempre almeno una vocale, perché senza vocale non si potrebbe pronunciare nulla. Le vocali sono le cinque amiche a, e, i, o, u e sono il cuore che fa battere ogni sillaba. Le consonanti, invece, si appoggiano alle vocali per formare suoni completi e ordinati. Per esempio, nella parola "casa" troviamo due sillabe: ca-sa, e in ciascuna sentiamo chiaramente una vocale. Anche nella parola "luna" succede la stessa cosa: lu-na, due battiti sonori, due piccole nuvolette di voce.
Battere le mani per contare le sillabe
Il modo più divertente e sicuro per scoprire quante sillabe ha una parola è battere le mani mentre la pronunciamo lentamente. Ogni battito corrisponde a una sillaba, come se stessimo suonando un piccolo tamburo con le parole. Proviamo insieme con la parola "farfalla": far-fal-la, tre battiti, tre sillabe colorate come le sue ali. Adesso proviamo con "gelato": ge-la-to, tre battiti che sembrano tre cucchiaiate dolci. Questo gioco si può fare ovunque, in classe, a casa o anche mentre camminiamo per strada con la mamma. Più ci alleniamo e più diventiamo bravi a sentire la musica nascosta dentro ogni parola.
Le parole con una consonante in mezzo
Quando in una parola troviamo una sola consonante tra due vocali, quella consonante va sempre con la vocale che la segue, cioè quella che viene dopo. Questa è una regola molto importante e facile da ricordare con un po' di pratica. Per esempio, la parola "pane" si divide in pa-ne, perché la n se ne va insieme alla e che le sta accanto. Allo stesso modo, la parola "topo" diventa to-po, con la p che fa coppia con la o finale. Possiamo immaginare che la consonante sia un bambino che dà la mano alla vocale alla sua destra, come quando camminiamo in fila a due a due. Anche la parola "sole" segue questa stessa regola e si divide in so-le, semplice e ordinata.
Le parole con due consonanti uguali
Molte parole italiane hanno due consonanti uguali una accanto all'altra, come palla, gatto o nonna, e queste si chiamano consonanti doppie. Quando dividiamo queste parole in sillabe, le due consonanti uguali si separano: una rimane con la sillaba che la precede e l'altra va con la sillaba che la segue. Per esempio, la parola "palla" si divide in pal-la, con una l da una parte e una l dall'altra. Anche la parola "gatto" segue lo stesso ragionamento e diventa gat-to, con le due t che si dicono addio. Questo accade perché ogni consonante doppia ha bisogno del suo spazio per essere pronunciata bene e con forza. Pensa a "nonna": non-na, e sentirai chiaramente che le due n stanno proprio una di qua e una di là.
Le parole con due consonanti diverse
Quando incontriamo due consonanti diverse vicine, la maggior parte delle volte si dividono come le doppie, cioè una resta indietro e l'altra va avanti con la vocale. Questa è una piccola scoperta che ci aiuta tantissimo quando dobbiamo andare a capo sul quaderno. Per esempio, la parola "campo" si divide in cam-po, con la m che resta con ca e la p che parte con po. Allo stesso modo, la parola "porta" diventa por-ta, con la r e la t che si separano gentilmente. Ci sono però alcune coppie di consonanti che restano sempre unite, come bl, br, cr, dr, fr, gr, pl, pr, tr, ed entrano insieme nella sillaba successiva. La parola "libro" si divide infatti in li-bro, perché br vuole restare unita come una coppia di amici inseparabili.
A che cosa servono le sillabe
Dividere le parole in sillabe non è solo un gioco, ma una abilità molto utile in tantissime situazioni della vita scolastica di ogni giorno. Quando leggiamo una parola lunga e difficile, scomporla in sillabe ci aiuta a pronunciarla correttamente senza fare fatica. Quando scriviamo sul quaderno e arriviamo alla fine della riga, dobbiamo andare a capo proprio rispettando la divisione in sillabe, mettendo un trattino. Per esempio, se stiamo scrivendo la parola "montagna" e finisce lo spazio, possiamo dividere così: mon-tagna oppure monta-gna. Anche nelle filastrocche e nelle poesie le sillabe ci servono per contare i tempi e creare la rima, come succede in "sopra la pan-ca la ca-pra cam-pa". Insomma, le sillabe sono piccole compagne di viaggio che ci accompagnano in tutta la nostra avventura con la lingua italiana.
Ricorda
- Ogni sillaba contiene sempre almeno una vocale, che è il suo cuore sonoro.
- Per contare le sillabe basta battere le mani mentre si pronuncia lentamente la parola.
- Una consonante sola tra due vocali va sempre con la vocale che la segue, come in ca-sa.
- Le consonanti doppie si dividono sempre, una di qua e una di là, come in pal-la e gat-to.
- Le coppie speciali come br, tr, cr, gr restano unite nella stessa sillaba, come in li-bro.
Piccolo esercizio di verifica
Prova a dividere in sillabe queste parole scrivendole sul quaderno con il trattino tra una sillaba e l'altra, poi conta quante sillabe ha ciascuna parola:
- mela
- tavolo
- cavallo
- zebra
- cartella
Quando hai finito, leggi ogni parola ad alta voce battendo le mani per controllare se i battiti corrispondono al numero di sillabe che hai scritto. Buon divertimento con le parole!