L'accento: il piccolo segno che cambia tutto

SpiegazioneScuola primaria · 2ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Un segno piccolo, un grande potere

L'accento è un segnetto obliquo che si mette sopra una vocale per dirci dove far sentire di più la voce: è piccolo, ma cambia il significato delle parole.

Quando leggiamo ad alta voce, ci sono parole in cui una sillaba suona più forte delle altre, come un piccolo colpo di tamburo. Pensa alla parola città: quando la pronunci, la voce si appoggia con forza sull'ultima sillaba, ed è proprio lì che disegniamo un piccolo segno chiamato accento. Senza quel segno, leggeresti la parola in modo diverso e potresti non capire più di cosa si tratta. L'accento, infatti, ci guida come un piccolo direttore d'orchestra che ci dice quale nota suonare più forte. Imparare a usarlo bene è importante sia quando leggiamo sia quando scriviamo. In questa scheda scoprirai dove si mette, perché è utile e quando non bisogna dimenticarlo.

Che cos'è l'accento

L'accento è un segno grafico che si scrive sopra una vocale per indicare che quella vocale va pronunciata con maggiore forza. Lo trovi soprattutto sull'ultima vocale di certe parole, come in caffè, papà, perché, lunedì e virtù. Prova a dire ad alta voce "papà": senti che la voce si alza proprio sulla seconda "a"? Quel rinforzo della voce si chiama accento tonico, mentre il segno scritto si chiama accento grafico. In classe seconda impariamo soprattutto a riconoscere e a scrivere l'accento grafico, quello che si vede sul quaderno.

Le parole con l'accento sull'ultima vocale

Molte parole italiane terminano con una vocale che va pronunciata con un colpo di voce più deciso: queste parole si chiamano parole tronche. Esempi che incontri ogni giorno sono città, libertà, però, comò, ragù e martedì. Se scrivi "caffe" senza accento, la parola sembra sbagliata e incompleta, mentre con l'accento, "caffè", diventa proprio la bevanda che i grandi bevono al mattino. Lo stesso vale per i giorni della settimana che finiscono in "-dì", come lunedì, martedì, mercoledì, giovedì e venerdì. Ricorda sempre di mettere il segno: senza accento, queste parole perdono il loro suono e il loro significato.

Quando l'accento cambia il significato

Ci sono coppie di parole che si scrivono con le stesse lettere, ma una ha l'accento e l'altra no: in questo caso l'accento serve a distinguerle. Per esempio, "e" senza accento è una congiunzione che unisce, come in "pane e marmellata", mentre "è" con l'accento è il verbo essere, come in "Luca è felice". Pensa anche a "da" e "dà": "vado da nonna" indica un luogo, ma "la mamma dà un bacio" è il verbo dare. Allo stesso modo, "si" senza accento è un pronome, come in "Marta si pettina", mentre "sì" con l'accento vuol dire d'accordo, come quando rispondi "sì" alla maestra. Vedi come un piccolo segno può cambiare completamente il senso di una frase?

Come si scrive l'accento

L'accento si disegna sopra la vocale finale come un piccolo trattino obliquo che scende da destra verso sinistra. Esistono due tipi di accento, ma il più usato in classe seconda è quello che si chiama grave e va verso il basso, come in città, caffè, però, comò e tribù. Per ricordarti quando metterlo, segui questi passi:

  1. Leggi la parola ad alta voce e ascolta dove la voce si fa più forte.
  2. Se il colpo di voce cade sull'ultima vocale, allora ti serve l'accento.
  3. Scrivi il segno obliquo proprio sopra quella vocale finale, senza dimenticarlo.

Prova con la parola "virtù": la voce si appoggia sulla "u" finale, quindi disegni l'accento sopra di essa.

Ricorda

L'accento è un piccolo segno con un grande compito: ci dice dove appoggiare la voce e ci aiuta a distinguere parole che altrimenti sembrerebbero uguali. Ora prova tu con questo piccolo esercizio: scrivi sul quaderno queste parole mettendo l'accento dove serve.

  1. Oggi è lunedi e bevo un caffe con la nonna.
  2. La mamma da un bacio a papa prima di uscire.
  3. Perche non rispondi si quando ti chiamo?

Rileggi ad alta voce ogni frase, ascolta dove la voce si alza e controlla di non aver dimenticato nessun accento.

Riferimento curricolare

Scheda didattica verificata sull'obiettivo ob.primaria.italiano.cl3.scrittura.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Verificata il 2026-06-04 sulla norma di riferimento.

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