La popolazione e le città

SpiegazioneScuola primaria · 5ªgeografia

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La popolazione è l'insieme delle persone che vivono in un territorio: studiarla significa capire dove abitano, perché si spostano e come si organizzano nelle città.

Che cos'è la popolazione

Quando i geografi parlano di popolazione si riferiscono a tutte le persone che vivono in un determinato territorio in un certo momento storico, contate una per una senza distinzioni di età, lavoro o provenienza. Conoscere il numero degli abitanti di un Paese è importantissimo, perché permette allo Stato di programmare la costruzione di scuole, ospedali, strade e servizi adeguati al numero reale di cittadini. In Italia oggi viviamo in poco più di 58 milioni, ma questo dato cambia ogni giorno perché nascono bambini, muoiono persone anziane, alcuni emigrano all'estero e altri arrivano da altri Paesi. Pensa per esempio a una famiglia che si trasferisce dalla Sicilia a Milano per lavoro: la popolazione siciliana diminuisce di alcune unità mentre quella milanese aumenta della stessa quantità. Oppure immagina un bambino che nasce a Bologna mentre tu stai leggendo: in quell'istante la popolazione italiana è cresciuta di un'unità. Studiare la popolazione, quindi, significa osservare un mondo in continuo movimento.

Il censimento e i dati demografici

Per sapere quanti siamo davvero, ogni Stato organizza periodicamente un censimento, cioè una grande indagine che raccoglie informazioni su tutti gli abitanti del Paese. In Italia se ne occupa l'ISTAT, l'Istituto Nazionale di Statistica, che invia questionari alle famiglie chiedendo età, lavoro, titolo di studio e composizione del nucleo familiare. I dati raccolti vengono poi elaborati e trasformati in tabelle, grafici e cartine che gli studiosi chiamano dati demografici, dal greco "demos" che significa popolo. Per esempio, grazie al censimento sappiamo che in Italia oggi gli anziani sono molti più dei bambini, segno che la nostra è una popolazione che invecchia. Un altro dato curioso riguarda la composizione delle famiglie: oggi una famiglia italiana media è formata da poco più di due persone, mentre cento anni fa le famiglie erano molto più numerose, spesso con sei o sette figli. Questi numeri non sono solo curiosità, ma servono ai sindaci e ai governi per prendere decisioni concrete sul futuro.

La densità di popolazione

La densità indica quanti abitanti vivono mediamente in un chilometro quadrato di territorio e si calcola dividendo il numero totale degli abitanti per la superficie della zona considerata. Se in un comune di 10 chilometri quadrati vivono 5.000 persone, la densità sarà di 500 abitanti per chilometro quadrato, un valore piuttosto alto che indica un luogo affollato. Le zone di pianura, dove si coltiva facilmente la terra e si costruiscono industrie, hanno generalmente densità molto elevate: la Pianura Padana ne è l'esempio più chiaro, con città vicinissime tra loro e campagne ricche di paesi. Al contrario, in montagna la densità crolla, perché il clima è rigido, le strade sono ripide e l'agricoltura è difficile: in molte vallate alpine vivono meno di venti abitanti per chilometro quadrato. Pensa alla differenza tra Napoli, dove in un chilometro quadrato si ammassano oltre ottomila persone, e un piccolo paese della Basilicata, dove nello stesso spazio vivono forse quaranta abitanti. La densità ci racconta dunque la storia del rapporto tra l'uomo e l'ambiente.

I movimenti della popolazione

La popolazione non rimane mai ferma: cambia continuamente a causa di due grandi tipi di movimenti, quelli naturali e quelli migratori. I movimenti naturali riguardano nascite e morti: quando in un anno nascono più bambini di quante persone muoiono, la popolazione cresce e si parla di saldo naturale positivo. Quelli migratori, invece, riguardano gli spostamenti delle persone da un luogo all'altro per cercare lavoro, studio o una vita migliore. Chi lascia il proprio Paese si chiama emigrante, mentre chi arriva in un nuovo Paese viene chiamato immigrato: nel passato moltissimi italiani sono emigrati in America o in Germania per lavorare, oggi invece l'Italia accoglie persone provenienti dalla Romania, dal Marocco, dall'Albania e da molti altri Paesi. C'è anche una migrazione interna, cioè dentro lo stesso Stato: pensa ai nonni che da giovani lasciarono i paesini della Calabria per andare a lavorare nelle fabbriche di Torino. Capire i movimenti aiuta a leggere la storia di un territorio attraverso i volti di chi lo abita.

La città: dove vive la maggior parte di noi

La città è un insediamento di grandi dimensioni in cui vivono molte persone che svolgono soprattutto lavori legati ai servizi, al commercio e all'industria, e non più all'agricoltura come accadeva nei villaggi antichi. In Italia, e in quasi tutto il mondo, ormai più della metà della popolazione vive in città, perché qui si trovano scuole, ospedali, uffici, negozi, teatri e mezzi di trasporto comodi. Una città si riconosce non solo per il numero di abitanti, ma anche per la varietà delle sue funzioni: a Roma, per esempio, convivono il governo dello Stato, il turismo internazionale e centinaia di università. Ogni città è organizzata in quartieri, ciascuno con una sua identità: ci sono il centro storico, con monumenti e palazzi antichi, la periferia, dove sorgono i palazzi più recenti, e le zone industriali, spesso ai margini dell'abitato. Anche la tua città o il tuo paese hanno questa struttura: prova a osservare la prossima volta che attraversi le strade del tuo quartiere. La città è quindi un mondo complesso che cambia e si trasforma continuamente.

Tipi di città e funzioni urbane

Non tutte le città sono uguali: ognuna ha una funzione prevalente che la rende speciale e diversa dalle altre. Esistono città industriali, come Taranto, nate intorno alle fabbriche e ai porti commerciali, dove gran parte degli abitanti lavora nelle aziende. Ci sono città d'arte, come Firenze e Venezia, in cui musei, chiese e monumenti attirano milioni di turisti ogni anno e danno lavoro a guide, albergatori e ristoratori. Esistono poi le città capitali, come Roma, sede del Parlamento, del Governo e degli ambasciatori stranieri, oppure le città universitarie, come Bologna, famosa per la sua antichissima università fondata nel 1088. Ci sono anche le città portuali, come Genova, che vivono grazie alle navi e ai traffici sul mare, e le città amministrative, come i capoluoghi di provincia, dove si trovano uffici importanti per il territorio circostante. Nella realtà, però, una città può svolgere più funzioni insieme: Milano, per esempio, è insieme capitale economica, città della moda, centro universitario e importante nodo dei trasporti italiani.

Le aree metropolitane e la rete delle città

Quando una città diventa molto grande, finisce per unirsi ai comuni vicini formando una grande area metropolitana, cioè un insieme di città collegate da strade, treni, lavoro e servizi comuni. Pensa a Milano: insieme a Monza, Sesto San Giovanni, Rho e tanti altri comuni forma un'area in cui vivono oltre quattro milioni di persone, che ogni giorno si spostano per lavorare o studiare. In Italia le principali aree metropolitane sono Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova, Firenze, Bologna, Bari, Catania, Palermo, Venezia e Cagliari, e ognuna di esse è stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato. Le città non vivono mai da sole, ma sono collegate tra loro come i nodi di una grande rete: autostrade, ferrovie ad alta velocità e aeroporti permettono di passare da una città all'altra in poche ore. Per esempio, un treno Frecciarossa collega Milano e Roma in meno di tre ore, anche se le due città distano più di 500 chilometri. Questa rete fitta è una ricchezza enorme per il nostro Paese, perché favorisce gli scambi di idee, persone e merci.

Problemi e qualità della vita nelle città

Vivere in città offre molti vantaggi, ma porta con sé anche problemi che riguardano la qualità della vita di tutti i cittadini. Il traffico intenso provoca inquinamento dell'aria, rumore e perdita di tempo: a Milano e a Torino, durante l'inverno, spesso scattano i blocchi della circolazione per le auto più vecchie, proprio per ridurre lo smog. Anche il prezzo delle case in città è molto più alto rispetto ai paesi: per questo molte giovani famiglie preferiscono abitare nei comuni vicini, viaggiando ogni mattina per andare al lavoro. Per migliorare la vita urbana, le amministrazioni costruiscono parchi, piste ciclabili, linee della metropolitana e zone pedonali, dove le auto non possono passare. Pensa al centro storico di Bologna, ricco di portici antichi e oggi in gran parte chiuso alle macchine, oppure ai grandi parchi di Roma come Villa Borghese, dove i cittadini vanno a correre o a fare un picnic. Una città bella e vivibile è il risultato del lavoro paziente di amministratori, urbanisti e di ogni singolo cittadino che la rispetta.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno disegna la tua città o il tuo paese e dividi l'area in tre zone (centro storico, periferia, zona industriale o agricola). Per ciascuna zona scrivi due edifici o luoghi che la caratterizzano e indica con una freccia da quale zona arrivano le persone che ogni mattina vengono al tuo paese o vi escono per andare a scuola o al lavoro. Infine prova a stimare se nel tuo comune la densità di popolazione è alta, media o bassa, motivando la tua risposta in tre righe.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.geografia.cl3.paesaggio.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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