L'Italia politica è la rappresentazione del nostro Paese che mostra come è organizzato: i confini con gli altri Stati, le venti regioni con i loro capoluoghi, le città principali e i simboli che ci rappresentano nel mondo.
Che cos'è la geografia politica
Quando guardiamo una carta geografica dell'Italia, possiamo notare che ne esistono di tipi diversi: quella fisica mostra montagne, fiumi e mari, mentre quella politica si concentra sull'organizzazione umana del territorio. La carta politica usa colori differenti per distinguere le regioni e segna con simboli precisi i confini, le capitali e le città importanti. Studiare la geografia politica significa capire come gli esseri umani hanno suddiviso e governato lo spazio in cui vivono. Per esempio, quando i tuoi genitori prenotano una vacanza in Trentino, stanno scegliendo una regione precisa che ha proprie leggi locali e un proprio capoluogo. Anche quando guardi il telegiornale e senti parlare del presidente di una regione, stai entrando nel mondo della geografia politica. Questa disciplina ci aiuta dunque a leggere il territorio non solo come natura, ma come spazio costruito e organizzato dalle persone.
I confini dell'Italia
L'Italia è una penisola che si protende nel Mar Mediterraneo e possiede confini di due tipi molto diversi tra loro: quelli naturali e quelli artificiali. I confini naturali sono quelli segnati dalla natura stessa, come la catena delle Alpi a nord e i mari che circondano la penisola su tre lati. I confini artificiali, invece, sono linee decise dagli Stati attraverso trattati e accordi internazionali, e talvolta sono segnati da cippi, muri o semplici cartelli stradali. A nord l'Italia confina con quattro Stati: la Francia a nord-ovest, la Svizzera e l'Austria al centro, la Slovenia a nord-est. Pensa quando viaggi in macchina verso le piste da sci di Cervinia e vedi le indicazioni per la Svizzera: stai avvicinandoti a un confine politico vero e proprio. Anche quando in estate prendi il traghetto per la Grecia da Bari o Ancona, attraversi il mare lasciando lo spazio politico italiano per entrare in quello di un altro Stato europeo.
Le venti regioni italiane
L'Italia è suddivisa in venti regioni, ciascuna con caratteristiche proprie di storia, lingua, tradizioni e paesaggio. Cinque di queste regioni hanno uno statuto speciale, cioè godono di maggiore autonomia rispetto allo Stato centrale: sono la Valle d'Aosta, il Trentino-Alto Adige, il Friuli-Venezia Giulia, la Sicilia e la Sardegna. Le altre quindici regioni vengono chiamate a statuto ordinario e seguono regole più simili tra loro. Possiamo dividere idealmente l'Italia in tre grandi aree: il Nord, che comprende regioni come Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna; il Centro, con Toscana, Umbria, Marche e Lazio; il Sud con le isole, dove troviamo Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ogni regione ha un proprio governo locale, guidato da un presidente eletto dai cittadini che vi abitano. Per esempio, se vivi in Veneto e i tuoi genitori pagano una tassa sull'automobile, quella tassa viene gestita in parte dalla Regione Veneto stessa.
I capoluoghi: cuori delle regioni
Ogni regione italiana ha un capoluogo, cioè una città principale dove si trovano la sede del governo regionale e i suoi uffici più importanti. Il capoluogo è spesso la città più popolosa della regione, ma non sempre: per esempio in Calabria il capoluogo è Catanzaro, anche se Reggio Calabria è più conosciuta. Tra i capoluoghi più famosi ricordiamo Milano per la Lombardia, Torino per il Piemonte, Venezia per il Veneto, Genova per la Liguria e Bologna per l'Emilia-Romagna. Scendendo lungo la penisola troviamo Firenze in Toscana, Perugia in Umbria, Ancona nelle Marche e Roma nel Lazio, che è anche capitale dell'intero Paese. Al Sud incontriamo Napoli in Campania, Bari in Puglia, Potenza in Basilicata e Catanzaro in Calabria, mentre nelle isole abbiamo Palermo per la Sicilia e Cagliari per la Sardegna. Quando senti dire al telegiornale che il Consiglio Regionale si riunisce a Bologna, sai ora che quella città è il centro politico dell'Emilia-Romagna.
Roma capitale e i simboli dello Stato
Roma è la capitale d'Italia dal 1871 e ospita le sedi più alte dello Stato, dove vengono prese le decisioni che riguardano tutti i cittadini italiani. Nel palazzo del Quirinale vive e lavora il Presidente della Repubblica, mentre a Palazzo Madama si riunisce il Senato e a Montecitorio la Camera dei Deputati. Questi due edifici insieme formano il Parlamento, che è il luogo dove vengono discusse e votate le leggi che valgono per tutto il Paese. La bandiera italiana, chiamata Tricolore, è composta da tre fasce verticali di uguale dimensione: verde, bianca e rossa. L'inno nazionale è il Canto degli Italiani, scritto da Goffredo Mameli nel 1847, che probabilmente hai sentito cantare prima delle partite della nazionale di calcio. Lo stemma della Repubblica, infine, mostra una stella bianca su una ruota dentata circondata da un ramo di ulivo e uno di quercia, simboli di pace e di forza del popolo italiano.
L'Italia nel mondo: l'Unione Europea
L'Italia non è uno Stato isolato, ma fa parte dell'Unione Europea fin dalla sua fondazione, quando ancora si chiamava Comunità Economica Europea. Far parte di questa grande famiglia di Stati significa condividere alcune regole comuni, una moneta unica chiamata euro e la possibilità di viaggiare liberamente senza controlli rigidi ai confini. Per esempio, quando i tuoi nonni hanno cambiato le vecchie lire in euro nel 2002, l'Italia stava adottando ufficialmente la nuova moneta europea. Allo stesso modo, quando una famiglia decide di trasferirsi a lavorare in Germania o in Spagna, può farlo con relativa facilità grazie agli accordi europei. L'Italia partecipa anche all'ONU, l'Organizzazione delle Nazioni Unite, che riunisce quasi tutti i Paesi del mondo per discutere di pace, diritti umani e cooperazione. Studiare l'Italia politica significa quindi guardarla anche come parte di un sistema più grande di relazioni internazionali.
Le città metropolitane e le province
Oltre alle regioni, il territorio italiano è organizzato in unità più piccole chiamate province e in quattordici città metropolitane, che riguardano le aree urbane più grandi. Le città metropolitane comprendono per esempio Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze e Bari: sono territori dove la città principale e i comuni vicini collaborano strettamente. Le province raggruppano invece comuni più piccoli e gestiscono servizi come le strade provinciali e alcune scuole superiori. Il comune, infine, è l'unità più piccola e vicina ai cittadini: ha un sindaco eletto direttamente dagli abitanti e si occupa di servizi quotidiani come l'asilo nido, la raccolta dei rifiuti e l'anagrafe. Quando vai con un genitore in Comune per ritirare la carta d'identità, stai vivendo in prima persona il livello più vicino dell'organizzazione politica. Questa scala di organizzazione, dal piccolo comune fino allo Stato, si chiama amministrazione del territorio.
Ricorda
- L'Italia politica studia come il territorio è organizzato dagli esseri umani in confini, regioni, città e Stati.
- I confini possono essere naturali (come le Alpi e i mari) oppure artificiali (decisi con accordi).
- L'Italia ha 20 regioni: 15 a statuto ordinario e 5 a statuto speciale (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna).
- Ogni regione ha un capoluogo, sede del governo regionale.
- Roma è la capitale d'Italia e ospita Quirinale, Senato e Camera dei Deputati.
- L'Italia fa parte dell'Unione Europea e usa l'euro come moneta.
- Sotto la regione troviamo province, città metropolitane e comuni.
Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno disegna una tabella con due colonne. A sinistra scrivi i nomi di cinque regioni italiane a tua scelta (almeno una del Nord, una del Centro e una del Sud) e a destra il loro capoluogo. Poi, sotto la tabella, scrivi una frase che spieghi la differenza tra confine naturale e confine artificiale usando un esempio del territorio italiano.