I settori economici

SpiegazioneScuola primaria · 5ªgeografia

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I settori economici raggruppano i lavori delle persone in base a ciò che producono o offrono: dalle materie prime ai servizi più moderni.

Che cos'è un settore economico

Ogni giorno milioni di persone svolgono lavori diversi e tutti insieme fanno funzionare il mondo che ci circonda. Per studiare meglio queste attività, i geografi e gli economisti le hanno divise in grandi gruppi chiamati settori economici. Un settore raccoglie tutti i lavori che hanno qualcosa in comune, come il tipo di prodotto realizzato o il servizio offerto alle persone. Pensiamo a un fornaio che cuoce il pane e a un contadino che coltiva il grano: entrambi lavorano con il cibo, ma in fasi molto diverse della produzione. Questa divisione serve a capire come funziona l'economia di un paese e quali attività sono più diffuse in una certa regione. Conoscere i settori ci aiuta anche a riconoscere il valore di ogni mestiere, perché ciascuno è collegato agli altri in una grande catena.

Il settore primario

Il settore primario comprende tutti i lavori che ricavano le risorse direttamente dalla natura, senza trasformarle troppo. Ne fanno parte l'agricoltura, l'allevamento, la pesca, la silvicoltura, cioè la cura dei boschi, e le attività estrattive come quelle delle miniere e delle cave. Un pescatore che esce in barca all'alba per riempire le reti di acciughe sta lavorando nel settore primario. Allo stesso modo, un viticoltore delle colline toscane che raccoglie a mano i grappoli d'uva svolge un'attività primaria. I prodotti di questo settore vengono chiamati materie prime, perché sono il punto di partenza di tutti gli altri lavori. In passato quasi tutti gli italiani lavoravano nei campi, mentre oggi il settore primario impiega meno persone, ma resta fondamentale per nutrire la popolazione.

Il settore secondario

Il settore secondario riunisce tutte le attività che trasformano le materie prime in prodotti finiti, pronti per essere usati o venduti. In questo gruppo troviamo le industrie, l'artigianato e il settore delle costruzioni, come quello dei muratori che costruiscono case e ponti. Pensiamo al latte appena munto: in una grande fabbrica viene lavorato per diventare yogurt, formaggio o burro confezionato. Anche un falegname che prende le tavole di legno e costruisce una libreria sta svolgendo un lavoro del secondario. Esistono industrie molto grandi, con migliaia di operai e macchinari automatici, e piccole botteghe artigiane dove tutto si fa a mano con grande pazienza. In Italia il settore secondario è molto sviluppato soprattutto al Nord, in regioni come Piemonte, Lombardia e Veneto, ricche di stabilimenti industriali famosi nel mondo.

Il settore terziario

Il settore terziario non produce oggetti, ma offre servizi utili alle persone, alle famiglie e alle altre aziende. Fanno parte di questo settore il commercio, i trasporti, il turismo, la sanità, la scuola, le banche e moltissime altre attività. Quando entri in una libreria e una commessa ti aiuta a scegliere un romanzo, stai usufruendo di un servizio commerciale. Anche il dottore che ti visita quando hai la febbre o l'autista dell'autobus che ti porta a scuola lavorano nel terziario. Oggi in Italia, come in tutti i paesi sviluppati, questo settore è quello che dà lavoro al maggior numero di persone, perché la nostra società ha bisogno di tanti servizi diversi. Il turismo, per esempio, è importantissimo nel nostro paese, grazie alle città d'arte, alle spiagge e alle montagne che attirano visitatori da ogni continente.

Il settore quaternario o terziario avanzato

Negli ultimi decenni gli studiosi hanno aggiunto un quarto gruppo, chiamato settore quaternario o terziario avanzato, legato all'informazione e alla tecnologia. Comprende la ricerca scientifica, l'informatica, le telecomunicazioni, la pubblicità, l'editoria e i servizi finanziari più moderni. Un ricercatore che studia nuove medicine in un laboratorio universitario svolge un lavoro del quaternario. Anche chi sviluppa videogiochi o app per il telefono lavora in questo settore innovativo e in continua crescita. Questo gruppo richiede in genere studi lunghi e competenze specialistiche, perché si lavora con idee, dati e tecnologie complesse. Si parla di terziario avanzato perché è una versione più moderna e specializzata dei servizi tradizionali.

Come i settori sono collegati tra loro

I settori economici non sono mondi separati, ma formano una grande catena in cui ogni anello dipende dagli altri. Immaginiamo il viaggio di una semplice tavoletta di cioccolato: prima un coltivatore raccoglie le fave di cacao in Africa, poi un'industria le lavora e le trasforma in cioccolato, infine un negozio le vende ai clienti. Senza il lavoro del contadino non ci sarebbe materia prima, senza la fabbrica non ci sarebbe il prodotto, senza il negoziante non arriverebbe a noi. Allo stesso modo, un'azienda di scarpe ha bisogno del cuoio (primario), delle macchine cucitrici (secondario), dei trasportatori e dei pubblicitari (terziario) e dei programmatori che gestiscono il sito di vendita online (quaternario). Per questo gli studiosi parlano di filiera produttiva, cioè il percorso che un prodotto compie dalla terra fino alle nostre case.

I settori in Italia e nel mondo

La distribuzione dei settori cambia molto a seconda dei paesi e racconta la storia economica di ogni territorio. In Italia oggi più di sei lavoratori su dieci sono occupati nel terziario, circa tre nel secondario e meno di uno nel primario, segno di un paese sviluppato e ricco di servizi. Nei paesi più poveri del mondo, invece, gran parte della popolazione lavora ancora nell'agricoltura, perché mancano industrie e servizi moderni. Negli Stati Uniti, in Germania o in Giappone il quaternario è cresciuto moltissimo grazie alla ricerca e alla tecnologia avanzata. Anche all'interno della stessa Italia ci sono differenze importanti: nelle pianure del Po l'agricoltura resta protagonista, mentre città come Milano sono trainate dalla finanza e dall'informatica. Studiare queste differenze ci aiuta a leggere meglio una carta geografica economica.

Ricorda

Ecco i punti chiave da fissare bene in mente:

  1. Il settore primario ricava risorse dalla natura: agricoltura, allevamento, pesca, attività estrattive.
  2. Il settore secondario trasforma le materie prime in prodotti finiti: industria, artigianato, edilizia.
  3. Il settore terziario offre servizi alle persone: commercio, trasporti, scuola, sanità, turismo.
  4. Il settore quaternario riguarda informazione, ricerca, informatica e tecnologie avanzate.
  5. I settori sono collegati tra loro nella filiera produttiva, dalla materia prima al prodotto venduto.

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno disegna una tabella con quattro colonne intitolate Primario, Secondario, Terziario e Quaternario. Poi scrivi in ciascuna colonna almeno tre lavori che osservi nella tua città o nel tuo paese, provando a non ripetere quelli già citati nella spiegazione. Sotto la tabella, scegli un oggetto che hai nello zaino (per esempio l'astuccio o il quaderno) e ricostruisci la sua filiera, indicando quali settori sono intervenuti per farlo arrivare sul tuo banco.

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