Il clima e gli ambienti naturali

SpiegazioneScuola primaria · 4ªgeografia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il clima è l'insieme delle condizioni atmosferiche tipiche di un luogo osservate per molti anni: dipende da sole, pioggia, vento e altri fattori, e dà forma agli ambienti naturali che vediamo intorno a noi.

Che cos'è il clima

Quando guardiamo dalla finestra al mattino e vediamo se piove, se c'è il sole o se tira vento, stiamo osservando il tempo meteorologico, cioè la situazione dell'atmosfera in quel preciso momento. Il clima è una cosa diversa e molto più ampia: è il quadro generale delle condizioni atmosferiche che si ripetono in una zona per decenni interi. Per descrivere il clima di un luogo, gli studiosi raccolgono dati sulla temperatura, sulle piogge, sull'umidità e sui venti per almeno trent'anni di seguito. Solo dopo aver raccolto tutte queste informazioni possono dire, ad esempio, che in Sicilia il clima è mite e secco, mentre sulle Alpi è freddo e nevoso. Capire il clima di un territorio è importante perché ci aiuta a sapere quali piante crescono, quali animali vivono lì e come si vestono e lavorano le persone. Senza la conoscenza del clima sarebbe difficile coltivare i campi, organizzare le vacanze o costruire case adatte al posto giusto.

Un primo esempio concreto è quello della nonna che racconta: «Da bambina, in inverno, il fiume si ghiacciava ogni anno»; questa è un'osservazione sul clima, perché riguarda molti anni. Un secondo esempio è il bollettino della TV che dice «domani pioverà su Milano»: qui si parla solo di tempo, non di clima, perché si riferisce a un singolo giorno.

Gli elementi che formano il clima

Il clima non nasce per caso, ma si forma grazie a diversi elementi che, mescolandosi tra loro, creano condizioni sempre diverse da zona a zona. La temperatura indica quanto è caldo o freddo l'aria, e cambia molto tra il giorno e la notte e tra le stagioni. Le precipitazioni comprendono la pioggia, la neve, la grandine e la rugiada, e raccontano quanta acqua cade dal cielo durante l'anno. L'umidità misura quanto vapore acqueo si trova nell'aria, ed è ciò che ci fa sentire l'aria pesante e appiccicosa nei pomeriggi d'estate. Anche i venti hanno un ruolo enorme, perché spostano nuvole, calore e umidità da una regione all'altra del pianeta. Infine, la pressione atmosferica influenza la formazione delle nuvole e l'arrivo del bel tempo o del maltempo.

Un esempio quotidiano è la passeggiata in montagna d'estate: salendo si sente l'aria più fresca, perché la temperatura diminuisce con l'altezza. Un altro esempio è il bucato steso al mare in una giornata ventosa, che si asciuga velocemente grazie al vento e alla bassa umidità della brezza marina.

I fattori che influenzano il clima

Ogni luogo della Terra ha un clima particolare a causa di alcuni fattori che agiscono insieme, come pezzi di un grande puzzle. La latitudine, cioè la distanza dall'equatore, è il fattore più importante: vicino all'equatore fa sempre caldo, mentre vicino ai poli fa quasi sempre freddo. L'altitudine, ovvero quanto un luogo è alto sul livello del mare, fa sì che la temperatura scenda circa di un grado ogni centocinquanta metri di salita. La vicinanza al mare rende le estati meno calde e gli inverni meno freddi, perché l'acqua si scalda e si raffredda lentamente. Le catene montuose, come le Alpi e gli Appennini, fermano i venti freddi e le nuvole, creando climi diversi sui due versanti. Anche la presenza di laghi, foreste o grandi città può modificare il clima locale in modo sorprendente.

Pensiamo a Genova e a Cuneo: sono entrambe in Piemonte e Liguria, vicine sulla cartina, ma Genova ha inverni miti grazie al mare, mentre Cuneo è più fredda perché è lontana dalla costa. Un altro caso è la cima del Monte Bianco, dove la neve resta anche d'estate perché ci troviamo a oltre quattromila metri di altezza.

Le fasce climatiche della Terra

Gli studiosi hanno diviso la Terra in tre grandi fasce climatiche, basandosi soprattutto sulla quantità di calore che ogni zona riceve dal sole. La fascia tropicale si trova intorno all'equatore ed è sempre molto calda, con piogge abbondanti che alimentano foreste rigogliose o, in altre zone, grandi deserti caldi. La fascia temperata, dove si trova anche l'Italia, ha quattro stagioni ben distinte: una primavera fresca, un'estate calda, un autunno piovoso e un inverno freddo. La fascia polare comprende le regioni vicine al Polo Nord e al Polo Sud, dove fa freddissimo tutto l'anno e il ghiaccio non si scioglie quasi mai. In queste tre fasce si sviluppano paesaggi, piante e animali completamente diversi tra loro. La nostra penisola, trovandosi nella fascia temperata, gode di un clima vario e gradevole, anche se cambia parecchio tra nord e sud.

Un esempio concreto è una banana coltivata in Africa equatoriale: cresce solo nella fascia tropicale, dove c'è caldo e tanta acqua tutto l'anno. Un altro esempio è l'orso polare, che vive sui ghiacci dell'Artide e morirebbe in Italia perché qui fa troppo caldo per lui.

I climi e gli ambienti d'Italia

L'Italia, pur essendo un paese non grandissimo, ospita una grande varietà di climi e di ambienti naturali. Sulle Alpi e sull'Appennino più alto troviamo il clima alpino, freddo e nevoso, con boschi di abeti e prati d'alta quota dove pascolano le mucche d'estate. Nella Pianura Padana il clima è continentale, con inverni gelidi e nebbiosi ed estati afose, adatto alla coltivazione di mais, riso e grano. Lungo le coste del Mar Tirreno e del Mar Adriatico si sviluppa il clima mediterraneo, mite tutto l'anno, perfetto per ulivi, viti, agrumi e per le splendide spiagge sabbiose. Nelle zone collinari interne, come in Toscana o in Umbria, troviamo un clima di transizione, né troppo caldo né troppo freddo, ideale per la vite e per i girasoli. Sulle isole maggiori, soprattutto in Sicilia e Sardegna, il clima mediterraneo diventa ancora più caldo e secco, con estati lunghe e poche piogge.

Possiamo pensare a un contadino di Cefalù che raccoglie limoni a gennaio sotto il sole: questo accade perché il clima mediterraneo permette agli agrumi di crescere anche in inverno. Al contrario, a Cortina d'Ampezzo, a gennaio i bambini vanno a scuola con gli sci ai piedi perché la neve copre tutto il paese.

Gli ambienti naturali e i loro abitanti

Ogni clima dà vita a un ambiente naturale particolare, cioè a un paesaggio popolato da piante e animali adatti proprio a quelle condizioni. La foresta pluviale, nei luoghi caldi e piovosi, è verdissima, ricca di alberi altissimi e abitata da scimmie, pappagalli e serpenti coloratissimi. La savana, con la sua erba alta e i pochi alberi sparsi, ospita leoni, elefanti, zebre e giraffe che si spostano per cercare acqua durante la stagione secca. Il deserto è un ambiente difficile dove sopravvivono solo cammelli, scorpioni e piante grasse come i cactus, capaci di conservare l'acqua per mesi. La steppa e la prateria sono pianure erbose dove vivono bisonti, antilopi e lepri, mentre nei boschi temperati troviamo scoiattoli, cervi, caprioli e tanti tipi di uccelli. Nelle regioni polari, infine, l'ambiente è dominato dal ghiaccio, e qui vivono pinguini, foche, orsi polari e renne, ognuno con un fitto pelo o un grasso spesso per difendersi dal freddo.

Un esempio quotidiano è il documentario in TV che mostra le giraffe della savana africana: sono alte proprio per raggiungere le foglie sui rami più alti degli alberi sparsi. Un secondo esempio è il cactus che la zia tiene sul balcone: ha le spine al posto delle foglie perché nel deserto le foglie larghe perderebbero troppa acqua.

Come il clima cambia la vita delle persone

Il clima non influenza soltanto la natura, ma decide anche come vivono, lavorano e si vestono gli esseri umani in ogni angolo del pianeta. Nei paesi caldi le case hanno tetti piatti e finestre piccole per tenere fuori il sole, mentre nei paesi freddi i tetti sono ripidi per far scivolare via la neve. Anche i vestiti cambiano: gli abitanti del deserto indossano lunghe tuniche bianche per proteggersi dal sole, mentre gli abitanti della Lapponia portano pellicce e stivali imbottiti. L'agricoltura segue il clima: nelle zone calde si coltivano canna da zucchero, banane e cotone, mentre nelle zone fresche si coltivano patate, mele e segale. Persino i giochi, le feste e i piatti tradizionali nascono dal clima del luogo: in Italia mangiamo gelato d'estate, panettone d'inverno e zuppe calde quando fa freddo.

Un esempio concreto è la pausa pomeridiana in Spagna e nel sud Italia, chiamata siesta, che serve a riposare durante le ore più calde della giornata estiva. Un altro esempio è la sauna in Finlandia: è una tradizione molto antica, nata per scaldarsi nei lunghi e gelidi inverni del Nord Europa.

Ricorda

Ecco i punti chiave da tenere a mente:

  1. Il clima è l'insieme delle condizioni atmosferiche di un luogo osservate per molti anni, mentre il tempo riguarda un solo momento.
  2. Gli elementi del clima sono temperatura, precipitazioni, umidità, venti e pressione.
  3. I fattori che influenzano il clima sono la latitudine, l'altitudine, la vicinanza al mare, le montagne e la vegetazione.
  4. La Terra è divisa in tre fasce climatiche: tropicale, temperata e polare.
  5. In Italia troviamo cinque climi principali: alpino, continentale, mediterraneo, di transizione e isolano caldo.
  6. Ogni clima crea un ambiente naturale particolare, con piante e animali adatti a viverci.
  7. Il clima influenza anche le case, i vestiti, i cibi e i lavori delle persone.

Piccolo esercizio di verifica da fare sul quaderno: disegna una linea verticale che divide la pagina in due colonne. Nella prima colonna scrivi 'TEMPO' e nella seconda 'CLIMA'. Poi inserisci nella colonna giusta queste cinque frasi: 'Oggi piove a Bologna'; 'In Valle d'Aosta gli inverni sono freddi e nevosi'; 'Domani ci sarà il sole'; 'In Sicilia le estati sono lunghe e calde'; 'Stamattina c'è vento forte'. Alla fine, scegli una regione italiana e scrivi tre frasi che descrivono il suo clima e l'ambiente naturale che vi si sviluppa.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.geografia.cl3.paesaggio.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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