L'Italia è un Paese ricchissimo di acque dolci: fiumi che scendono dai monti al mare e laghi che riposano nelle valli o nelle pianure, formando paesaggi unici e preziosi per la vita di persone, piante e animali.
Che cos'è un fiume
Un fiume è un corso d'acqua dolce che scorre con continuità lungo un percorso preciso, dalla sorgente, cioè il punto dove nasce, fino alla foce, cioè il punto dove termina sfociando nel mare, in un lago o in un altro fiume. L'acqua dei fiumi proviene principalmente dallo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi, dalle piogge che cadono in montagna e dalle sorgenti che escono dalle rocce. Il letto del fiume è la parte di terreno scavata dall'acqua nel corso di moltissimi anni, mentre le rive sono le strisce di terra che lo delimitano ai due lati. Pensa, ad esempio, a quando in cortile si forma un piccolo ruscello dopo un acquazzone: l'acqua trova subito la sua strada in discesa, proprio come fa un fiume vero. Un altro esempio quotidiano è il rubinetto aperto in cucina, che fa scorrere l'acqua con un flusso continuo, simile a quello di una sorgente di montagna. I fiumi italiani, scendendo verso il mare, attraversano paesaggi diversissimi: foreste, città, campi coltivati e zone umide.
Le parti di un fiume
Ogni fiume ha alcune parti fondamentali che è utile saper riconoscere su una cartina geografica. La sorgente è il punto di nascita, spesso in alta montagna, dove l'acqua sgorga fresca e limpida dalle rocce o da un ghiacciaio. Il corso è tutto il tragitto che l'acqua compie scendendo verso valle, e si divide solitamente in corso superiore (rapido e in pendenza), corso medio (più calmo) e corso inferiore (lento, in pianura). Gli affluenti sono i fiumi più piccoli che si uniscono al fiume principale, portandogli altra acqua: il Ticino, l'Adda e l'Oglio, ad esempio, sono affluenti del Po. La foce è il punto finale: può essere a delta, quando il fiume si divide in tanti rami (come il Po), oppure a estuario, quando il fiume sfocia con un'unica grande imboccatura (come il Tevere). Immagina un albero capovolto: il tronco è il fiume principale e i rami sono gli affluenti. Allo stesso modo, quando piove e l'acqua scende dal tetto, i piccoli rivoletti laterali che si uniscono al getto principale ti ricordano proprio come funzionano gli affluenti.
I fiumi italiani più importanti
L'Italia ha molti fiumi, ma alcuni sono particolarmente famosi per la loro lunghezza o per il loro ruolo nella vita del Paese. Il Po è il fiume più lungo, misura circa 652 chilometri, nasce dal Monviso, sulle Alpi Cozie, e attraversa tutta la Pianura Padana prima di sfociare nel mar Adriatico con un grande delta. L'Adige è il secondo fiume per lunghezza, nasce in Trentino-Alto Adige, attraversa Verona e raggiunge anch'esso l'Adriatico, vicino alla foce del Po. Il Tevere è il fiume di Roma, nasce sul Monte Fumaiolo, in Appennino, e sfocia nel mar Tirreno a Ostia, formando un piccolo delta. L'Arno è il fiume di Firenze e Pisa: nasce sul Monte Falterona, attraversa la Toscana e termina nel Tirreno. Ci sono poi fiumi più brevi ma importanti come il Piave, l'Adda, il Tagliamento, il Volturno e il Garigliano. Quando in una città vedi un ponte famoso, come Ponte Vecchio a Firenze o Ponte Sant'Angelo a Roma, sotto di esso scorre quasi sempre un fiume importante che ha dato vita alla città.
Che cos'è un lago
Un lago è una grande massa di acqua dolce, oppure più raramente salata, raccolta in una cavità del terreno chiamata bacino o conca lacustre. A differenza del fiume, l'acqua del lago non scorre in una direzione precisa, ma resta quasi ferma, mossa solo dal vento e da deboli correnti interne. I laghi si formano in modi diversi: alcuni nascono dall'azione dei ghiacciai antichi che scavarono profonde valli poi riempite d'acqua, altri occupano antichi crateri di vulcani spenti, altri ancora si formano per frane che bloccano un fiume. Quasi tutti i laghi hanno un fiume che entra (immissario) e un fiume che esce (emissario), come un grande catino con un rubinetto sopra e uno scarico sotto. Per capirlo, pensa a una bacinella lasciata sotto la grondaia: l'acqua piovana la riempie e, quando è piena, trabocca da un lato. Allo stesso modo, in piscina ci sono i bocchettoni che immettono acqua e quelli che la fanno uscire: il principio dei laghi è proprio questo.
I laghi italiani più importanti
I laghi più grandi d'Italia si trovano quasi tutti al Nord, nella zona prealpina, e sono di origine glaciale, cioè scavati dai ghiacciai migliaia di anni fa. Il Lago di Garda è il più esteso, con i suoi 370 chilometri quadrati, ed è diviso fra Lombardia, Veneto e Trentino; le sue acque sono limpidissime e attirano moltissimi turisti. Il Lago Maggiore si trova fra Piemonte, Lombardia e Svizzera, ed è attraversato dal fiume Ticino. Il Lago di Como ha la caratteristica forma di una Y rovesciata, è molto profondo e circondato da montagne. Al Centro Italia troviamo laghi di origine vulcanica, come il Lago di Bolsena, il Lago di Bracciano e il Lago di Vico, tutti nel Lazio, nati in antichi crateri. In Umbria si trova il Lago Trasimeno, ampio ma poco profondo, di origine tettonica. Se hai mai visitato Sirmione, sul Garda, o Bellagio, sul Como, hai potuto vedere quanto i laghi siano luoghi di villeggiatura amati anche dai bambini, con spiaggette, traghetti e battelli.
A che cosa servono fiumi e laghi
Fiumi e laghi sono risorse preziose che gli esseri umani utilizzano da migliaia di anni in moltissimi modi diversi. Prima di tutto, forniscono acqua potabile che, dopo essere stata depurata, arriva nelle case attraverso gli acquedotti. Servono anche per irrigare i campi: l'acqua del Po, ad esempio, bagna le risaie del Vercellese e del Pavese, dove cresce il riso che mangiamo. Le centrali idroelettriche sfruttano la forza dell'acqua in caduta per produrre energia elettrica, utile per illuminare le città e far funzionare elettrodomestici e scuole. I fiumi e i laghi permettono inoltre la pesca, il trasporto di merci con le chiatte e attività sportive come la canoa, il nuoto e la vela. Lungo le rive vivono molti animali, come aironi, anatre, pesci e rane, e crescono piante particolari come pioppi e salici. Quando bevi un bicchiere d'acqua del rubinetto o accendi la luce della camera, c'è molto spesso, dietro a quel gesto semplice, l'acqua di un fiume o di un lago italiano.
Curiosità e parole nuove
Il mondo dei fiumi e dei laghi è pieno di parole curiose che vale la pena conoscere per leggere meglio le cartine geografiche. Si chiama bacino idrografico tutta la zona di terreno le cui acque finiscono in uno stesso fiume: il bacino del Po, ad esempio, comprende buona parte del Nord Italia. Un torrente è un piccolo corso d'acqua che spesso, d'estate, si asciuga quasi completamente, mentre un canale è un corso d'acqua artificiale, scavato dall'uomo, come il Naviglio Grande a Milano. La portata di un fiume è la quantità di acqua che passa in un secondo, e cambia con le stagioni: in primavera, con lo scioglimento delle nevi, i fiumi alpini hanno una portata altissima. Una curiosità interessante riguarda il Lago Trasimeno: in alcuni periodi molto secchi i suoi livelli si abbassano tanto che riemergono antiche rovine romane sommerse. Un'altra curiosità: il fiume Aniene, vicino a Roma, forma delle bellissime cascate a Tivoli, oggi parco molto visitato.
Ricorda
Ecco i punti chiave da tenere bene a mente:
- Un fiume scorre dalla sorgente alla foce e riceve acqua dagli affluenti.
- La foce può essere a delta (come il Po) o a estuario (come il Tevere).
- I fiumi italiani più importanti sono Po, Adige, Tevere, Arno, Piave e Adda.
- Un lago è acqua dolce raccolta in una conca, spesso con un immissario e un emissario.
- I grandi laghi del Nord (Garda, Maggiore, Como) sono di origine glaciale; quelli del Centro (Bolsena, Bracciano) sono vulcanici.
- Fiumi e laghi servono per bere, irrigare, produrre energia, pescare e fare sport.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna un fiume immaginario partendo dalla cima di una montagna e arrivando al mare. Aggiungi e scrivi i nomi delle sue parti (sorgente, corso superiore, corso medio, corso inferiore, due affluenti, foce). Poi disegna anche un lago lungo il suo percorso, indicando con due frecce l'immissario e l'emissario. Infine, in cinque righe, racconta a che cosa potrebbero servire quel fiume e quel lago alle persone che vivono nelle vicinanze.