Tra la fine dell'Ottocento e il 1914 l'Europa vive una stagione di euforia chiamata Belle Époque, segnata dalla nascita della società di massa, in cui per la prima volta milioni di persone entrano insieme nei consumi, nella politica e nella cultura.
Una nuova società: produzione, consumi e partecipazione
La società di massa nasce dall'incontro tra la seconda rivoluzione industriale e l'urbanizzazione, perché le fabbriche producono merci standardizzate a basso costo che diventano accessibili a un numero crescente di lavoratori urbani. L'elettricità, il motore a scoppio, l'acciaio e la chimica trasformano la vita quotidiana, mentre i grandi magazzini, la pubblicità e i cataloghi per corrispondenza creano un pubblico di consumatori che desidera gli stessi prodotti. Sul piano sociale cresce un ceto medio impiegatizio, formato da bancari, insegnanti, commessi e funzionari pubblici, che si affianca all'operaio di fabbrica e modifica gli equilibri tradizionali tra borghesia e proletariato. La politica si democratizza grazie all'allargamento del suffragio, che in molti Paesi diventa universale maschile e porta nelle urne contadini e operai prima esclusi dalla vita pubblica. Nascono così i partiti di massa, come i partiti socialisti e i partiti cattolici, dotati di sezioni locali, giornali, tessere e iscritti, e nascono i sindacati moderni, che organizzano scioperi e trattano contratti collettivi. Cambia anche il tempo libero: il calcio, il ciclismo, le Olimpiadi moderne rifondate nel 1896, il cinema dei fratelli Lumière e i quotidiani a grande tiratura costruiscono per la prima volta un immaginario condiviso da milioni di persone.
La Belle Époque: fiducia nel progresso e contraddizioni nascoste
La Belle Époque è il nome con cui, dopo la tragedia della Prima guerra mondiale, si guardò con nostalgia agli anni compresi tra il 1890 circa e il 1914, percepiti come un'epoca di pace, eleganza e fiducia illimitata nella scienza. Parigi ne è la capitale simbolica, con la Torre Eiffel del 1889, le Esposizioni Universali, i caffè letterari, il can-can dei locali notturni e l'arte nuova dello stile Liberty che decora palazzi, manifesti e oggetti d'uso. Le città si trasformano grazie a tram elettrici, illuminazione pubblica, metropolitane e reti fognarie, mentre la medicina compie progressi enormi con i vaccini di Pasteur e le scoperte di Koch sui microbi, allungando la vita media. In Italia questo clima coincide con l'età giolittiana, durante la quale Giovanni Giolitti governa quasi ininterrottamente dal 1903 al 1914 cercando di integrare le masse socialiste e cattoliche nello Stato liberale, attraverso leggi sociali, suffragio universale maschile nel 1912 e una rapida industrializzazione del triangolo Milano-Torino-Genova. Sotto la patina dorata, però, si nascondono profonde tensioni: il nazionalismo aggressivo, la corsa agli armamenti, l'imperialismo coloniale, l'antisemitismo dimostrato dall'affare Dreyfus in Francia e la questione meridionale italiana rivelano una società molto meno serena di quanto sembri. Le avanguardie artistiche, come il cubismo di Picasso e il futurismo di Marinetti, e pensatori come Freud e Nietzsche mettono in crisi le certezze borghesi, anticipando lo shock che il 1914 trasformerà in catastrofe collettiva.
Ricorda
- La società di massa significa partecipazione allargata a consumi, politica e cultura, con partiti e sindacati organizzati e suffragio progressivamente esteso.
- La Belle Époque è insieme fiducia nel progresso scientifico e tecnologico e contraddizione, perché convive con nazionalismo, colonialismo e tensioni sociali che esploderanno nel 1914.
- L'età giolittiana è la versione italiana di questa stagione, con il tentativo di trasformare lo Stato liberale in uno Stato capace di dialogare con le masse.
- Esercizio attivo: sul quaderno costruisci una tabella a tre colonne intitolate "Tecnologia", "Politica" e "Cultura/Tempo libero". Inserisci in ciascuna almeno tre fenomeni della Belle Époque studiati e, sotto la tabella, scrivi in cinque righe perché quella stagione viene definita "bella" solo a posteriori.