La Seconda guerra mondiale

SpiegazioneLiceo · 5ªstoria

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La Seconda guerra mondiale fu il conflitto più ampio e devastante della storia umana, combattuto tra il 1939 e il 1945 su scala planetaria e segnato da una violenza senza precedenti contro i civili.

La Seconda guerra mondiale nacque dall'instabilità lasciata dal primo conflitto mondiale, dalla crisi economica del 1929 e dall'ascesa dei regimi totalitari in Europa e in Asia. Il revisionismo aggressivo della Germania nazista, l'imperialismo dell'Italia fascista e l'espansionismo del Giappone militarista resero inevitabile lo scontro con le democrazie occidentali e con l'Unione Sovietica. Lo studio di questo evento è essenziale per comprendere il mondo contemporaneo, perché ne ridisegnò i confini, le ideologie e gli equilibri di potere. Affrontare l'argomento significa anche riflettere sul valore della memoria, come accade davanti ai monumenti ai caduti che si trovano in quasi ogni paese italiano.

Le fasi militari e i fronti del conflitto

La guerra ebbe inizio il primo settembre 1939 con l'invasione tedesca della Polonia, alla quale seguì la dichiarazione di guerra di Francia e Regno Unito. La prima fase, fino al 1941, vide il dominio dell'Asse: la Wehrmacht conquistò la Francia in poche settimane grazie alla tattica della guerra-lampo, basata su carri armati, aviazione e movimento rapido. L'Italia entrò nel conflitto nel giugno 1940 a fianco della Germania, aprendo il fronte mediterraneo e quello africano, dove però subì pesanti rovesci. La svolta arrivò nel 1941 con due eventi decisivi: l'attacco tedesco all'Unione Sovietica, denominato Operazione Barbarossa, e l'attacco giapponese a Pearl Harbor, che spinse gli Stati Uniti nel conflitto. Tra il 1942 e il 1943 le grandi battaglie di Stalingrado, El-Alamein e Midway segnarono il punto di rottura, perché l'Asse perse l'iniziativa strategica su tutti i fronti. La guerra si concluse in Europa il giorno 8 maggio 1945 con la resa tedesca, e nel Pacifico il 2 settembre 1945 dopo le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki.

L'Italia tra fascismo, Resistenza e violenza sui civili

L'Italia visse la guerra in modo drammatico e contraddittorio, passando da alleata della Germania a paese diviso e occupato. Dopo lo sbarco alleato in Sicilia del luglio 1943, il regime fascista cadde il 25 luglio e il nuovo governo Badoglio firmò l'armistizio annunciato l'8 settembre 1943. Da quel momento la penisola si spaccò in due: al Sud avanzavano gli Alleati, mentre al Centro-Nord nasceva la Repubblica Sociale Italiana, controllata dai tedeschi e guidata da Mussolini. Cominciò allora la Resistenza, un movimento di partigiani che combatté contro nazisti e fascisti, contribuendo alla Liberazione del 25 aprile 1945. Questo conflitto fu però anche una guerra totale contro i civili, con bombardamenti sulle città, deportazioni razziali nei campi di sterminio e stragi come quella di Marzabotto o delle Fosse Ardeatine. La Shoah, lo sterminio sistematico di circa sei milioni di ebrei europei, rappresenta il vertice della disumanizzazione novecentesca e impone il dovere della memoria storica.

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