Il basso Medioevo e i Comuni

SpiegazioneLiceo · 3ªstoria

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Tra l'XI e il XV secolo l'Europa cambia volto: le città rinascono, i mercanti tornano protagonisti e nuove forme di governo cittadino, i Comuni, sfidano l'autorità dell'imperatore. È in questi secoli che nascono molte abitudini ancora oggi familiari, come il mercato settimanale in piazza o le università.

Dalla campagna alla città: la rinascita dell'XI secolo

Dopo i secoli oscuri dell'alto Medioevo, intorno all'anno Mille l'Europa conosce una straordinaria stagione di ripresa. Le invasioni di Ungari, Saraceni e Normanni si attenuano e i contadini possono finalmente coltivare i campi senza il continuo timore di razzie. Migliorano anche le tecniche agricole: si diffondono l'aratro pesante con vomere di ferro, il collare rigido per i cavalli e la rotazione triennale dei campi, che lascia un terzo della terra a riposo a turno. I raccolti aumentano e con essi cresce la popolazione, che in alcune regioni quasi raddoppia nel giro di due secoli. I figli più giovani dei contadini, non avendo terra da ereditare, si spostano verso i centri urbani in cerca di lavoro come garzoni, manovali o piccoli artigiani. Pensate a un ragazzo di un villaggio del contado bolognese che, intorno al 1150, lascia la cascina paterna per andare a imparare il mestiere del fabbro in città: è un destino che riguarda migliaia di persone.

Mercanti, fiere e nuove rotte commerciali

La crescita demografica si intreccia con una vera e propria rivoluzione commerciale. Le città marinare italiane, come Venezia, Genova, Pisa e Amalfi, riaprono le rotte del Mediterraneo, comprando spezie, sete e zucchero dai porti del Levante e rivendendoli in tutta Europa. Nel nord del continente nascono invece le grandi fiere della Champagne, dove i mercanti fiamminghi scambiano panni di lana con i tessuti italiani. Per gestire affari sempre più complessi compaiono strumenti che usiamo ancora oggi: la lettera di cambio, che evita di trasportare monete d'oro lungo strade pericolose, e la contabilità in partita doppia, ideata proprio dai mercanti toscani. Immaginate un mercante senese che, partendo per la fiera di Troyes, depositi una somma in banca a Siena e la ritiri in Francia: è il funzionamento embrionale di un bonifico bancario. Nascono così figure sociali nuove, dinamiche e ricche, che presto chiederanno anche un ruolo politico nelle loro città.

Nascita e organizzazione dei Comuni

In questo clima di rinascita urbana, soprattutto nell'Italia centro-settentrionale, le città iniziano a darsi un governo autonomo: nascono i Comuni, generalmente tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. All'origine ci sono i giuramenti collettivi, chiamati conjurationes, con cui i cittadini più importanti — vescovi, nobili, mercanti — si impegnano reciprocamente a difendere libertà e privilegi della città. Si possono distinguere tre fasi principali nello sviluppo del governo comunale: 1. il Comune consolare (XII secolo), retto da magistrati eletti chiamati consoli, scelti tra le famiglie aristocratiche; 2. il Comune podestarile (fine XII-XIII secolo), in cui un magistrato forestiero, il podestà, viene chiamato dall'esterno per garantire imparzialità nelle lotte fra fazioni; 3. il Comune di popolo (XIII secolo), in cui artigiani e mercanti organizzati nelle Arti ottengono propri rappresentanti, come il capitano del popolo. Un esempio concreto è Bologna, dove nel 1257 viene promulgato il Liber Paradisus, che libera quasi seimila servi della gleba con il denaro pubblico, segno di una nuova mentalità cittadina. Anche le piazze cambiano aspetto: si costruiscono il palazzo comunale, la torre civica e la cattedrale, simboli del potere e dell'identità collettiva.

Lo scontro con l'Impero: dalla Lega Lombarda a Federico II

L'autonomia dei Comuni si scontra presto con le pretese universalistiche dell'Impero. L'imperatore Federico I di Svevia, detto Barbarossa, scende in Italia ben cinque volte per ristabilire i suoi diritti, chiamati regalie, sulle città lombarde. Nella dieta di Roncaglia del 1158 i giuristi dell'università di Bologna gli riconoscono il potere di nominare podestà, riscuotere tributi e controllare strade e monete. Le città reagiscono unendosi nella Lega Lombarda, che nel 1176 sconfigge Federico nella celebre battaglia di Legnano, ricordata ancora oggi come simbolo della libertà cittadina. La pace di Costanza del 1183 riconosce ai Comuni ampi margini di autogoverno, pur lasciando una formale sovranità all'imperatore. Lo scontro riprende con Federico II, nipote del Barbarossa, sovrano colto e accentratore che dalla Sicilia tenta di stringere in una morsa il papato e i Comuni del Nord: la sua morte nel 1250 segna però la fine del sogno imperiale di unificare l'Italia. Da qui in avanti, in molte città le lotte fra Guelfi (sostenitori del papa) e Ghibellini (sostenitori dell'imperatore) diventano il cuore della vita politica.

Dal Comune alla Signoria e la crisi del Trecento

Nel corso del Duecento e soprattutto del Trecento, le lotte di fazione e le difficoltà di governo portano molti Comuni a consegnare il potere a un solo uomo, dando origine alla Signoria. Si tratta spesso di nobili o capitani di ventura che, con l'appoggio di una parte della cittadinanza, ottengono cariche straordinarie e poi le trasformano in dominio personale ed ereditario: i Visconti a Milano, gli Scaligeri a Verona, gli Estensi a Ferrara sono esempi celebri. Nel frattempo, l'Europa attraversa una crisi durissima: la grande carestia del 1315-1317, la peste nera del 1347-1351 che uccide circa un terzo della popolazione, la guerra dei Cent'anni fra Francia e Inghilterra. Le campagne si spopolano, i salari degli artigiani sopravvissuti aumentano e scoppiano rivolte sociali come il Tumulto dei Ciompi a Firenze nel 1378, quando i lavoratori della lana chiedono il diritto di avere una propria Arte. Da queste turbolenze, nel Quattrocento, si esce con un nuovo ordine politico: gli Stati regionali italiani, come il Ducato di Milano o la Repubblica di Venezia, gettano le basi del passaggio dal Medioevo all'età moderna.

Ricorda

Piccolo esercizio attivo: sul quaderno costruisci una linea del tempo dal 1000 al 1450 e collocaci almeno otto eventi tra quelli citati nella spiegazione (rinascita agricola, fondazione dei primi Comuni, dieta di Roncaglia, Legnano, pace di Costanza, Liber Paradisus, morte di Federico II, peste nera, Tumulto dei Ciompi). Per ciascun evento aggiungi una frase di una riga che ne spieghi l'importanza per la storia dei Comuni.

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