Il cambiamento climatico

SpiegazioneLiceo · 5ªscienze

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Il cambiamento climatico è la modifica a lungo termine delle condizioni medie dell'atmosfera terrestre, oggi accelerata in modo senza precedenti dalle attività umane che alterano la composizione dei gas atmosferici.

Il clima è la sintesi statistica del tempo meteorologico osservata su periodi lunghi, almeno trent'anni, e dipende dall'equilibrio tra l'energia solare che la Terra riceve e quella che rinvia nello spazio. Questo equilibrio, chiamato bilancio radiativo, è regolato dall'atmosfera, dagli oceani, dalla criosfera, dalla biosfera e dalla litosfera, che insieme formano il sistema climatico. Quando uno di questi componenti viene perturbato, l'intero sistema reagisce per ritrovare un nuovo stato di equilibrio, talvolta molto diverso dal precedente. Negli ultimi due secoli, l'attività industriale, l'agricoltura intensiva e la deforestazione hanno modificato profondamente la composizione chimica dell'aria. La temperatura media globale è aumentata di circa 1,2 gradi rispetto al periodo preindustriale e questo riscaldamento sta accelerando in modo evidente. Si parla quindi di riscaldamento globale per indicare la causa fisica e di cambiamento climatico per indicare l'insieme degli effetti.

L'effetto serra e le sue alterazioni

L'atmosfera terrestre lascia passare gran parte della radiazione solare visibile, che riscalda la superficie del pianeta; questa, a sua volta, emette radiazione infrarossa verso l'alto. Alcuni gas, come anidride carbonica, metano, vapore acqueo e protossido d'azoto, assorbono parte di quella radiazione infrarossa e la rinviano verso il basso, mantenendo la temperatura media globale intorno a 15 gradi anziché ai -18 gradi che si avrebbero senza atmosfera. Questo fenomeno naturale, indispensabile alla vita, prende il nome di effetto serra e funziona come il vetro di una serra che intrappola il calore. Bruciando combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale, l'umanità immette in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica accumulatasi nel sottosuolo in milioni di anni. La concentrazione di CO2 è passata da circa 280 parti per milione del 1850 a oltre 420 nel decennio attuale, un valore che non si registrava da almeno tre milioni di anni. L'effetto serra naturale viene così amplificato e l'energia trattenuta riscalda atmosfera, oceani e terre emerse, alterando le grandi correnti che ridistribuiscono il calore sul pianeta.

Conseguenze, retroazioni e risposte

Il riscaldamento globale produce una catena di effetti collegati tra loro che si manifestano su scale diverse e in tempi diversi. I ghiacciai montani arretrano, la calotta artica si assottiglia, il livello del mare sale per la fusione dei ghiacci continentali e per la dilatazione termica dell'acqua più calda. Gli eventi meteorologici estremi diventano più frequenti e intensi: ondate di calore prolungate, piogge violente concentrate in poche ore, siccità persistenti che mettono in crisi l'agricoltura mediterranea, come accaduto nell'estate del 2022 nella pianura padana, dove la portata del Po è scesa ai minimi storici. Entrano in gioco i meccanismi di retroazione: lo scioglimento dei ghiacci riduce la riflessione della luce solare, perché l'acqua scura assorbe più calore del ghiaccio bianco, accelerando ulteriormente il riscaldamento. Anche gli oceani assorbono circa un terzo dell'anidride carbonica emessa e diventano più acidi, danneggiando coralli, molluschi e l'intera catena trofica marina. Le risposte a questa crisi si articolano su due fronti complementari: la mitigazione, che riduce le emissioni attraverso fonti rinnovabili, efficienza energetica, riforestazione e cattura della CO2, e l'adattamento, che modifica infrastrutture, agricoltura e città per resistere agli impatti ormai inevitabili. L'Accordo di Parigi del 2015 ha fissato l'obiettivo di contenere l'aumento di temperatura ben al di sotto dei 2 gradi e possibilmente entro 1,5 gradi rispetto al livello preindustriale.

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