Il cambiamento climatico

SpiegazioneLiceo · 5ªscienze

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Il pianeta si sta riscaldando a una velocità senza precedenti nella storia recente: capire perché significa comprendere il legame profondo tra atmosfera, oceani, biosfera e attività umane.

Clima e tempo meteorologico: una distinzione fondamentale

Quando parliamo di cambiamento climatico è essenziale distinguere il clima dal tempo meteorologico, perché si tratta di due concetti scientificamente molto diversi. Il tempo meteorologico descrive le condizioni atmosferiche in un luogo preciso e in un momento specifico, come la pioggia di oggi pomeriggio a Milano o la nevicata di domani sulle Alpi. Il clima, invece, è la sintesi statistica del tempo meteorologico osservata su un periodo lungo, convenzionalmente almeno trenta anni, secondo le indicazioni dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale. Per questo motivo una singola estate fresca non smentisce il riscaldamento globale, così come una giornata gelida a febbraio non lo nega. Pensiamo a una città come Bologna: il suo clima è caratterizzato da estati calde e umide e inverni freddi, ma all'interno di questa media convivono giornate molto diverse fra loro. Studiare il cambiamento climatico significa quindi osservare come questa media si stia spostando nel tempo, non come variano singoli episodi.

L'effetto serra naturale e quello potenziato

La Terra mantiene una temperatura media superficiale di circa 15 gradi Celsius grazie a un fenomeno fisico chiamato effetto serra, indispensabile per la vita come la conosciamo. La radiazione solare in entrata, prevalentemente nella banda della luce visibile, attraversa l'atmosfera e riscalda la superficie terrestre, che a sua volta riemette energia sotto forma di radiazione infrarossa. Alcuni gas presenti in atmosfera, come vapore acqueo, anidride carbonica, metano e protossido di azoto, hanno la proprietà di assorbire e riemettere questa radiazione infrarossa, trattenendo calore vicino al suolo. Senza questo meccanismo naturale la temperatura media del pianeta sarebbe di circa meno diciotto gradi e gli oceani sarebbero in larga parte ghiacciati. Il problema attuale non è dunque l'esistenza dell'effetto serra, ma il suo potenziamento dovuto all'aumento della concentrazione di gas climalteranti immessi dalle attività umane. Un'analogia quotidiana è quella dell'automobile parcheggiata al sole: i vetri lasciano entrare la luce ma trattengono il calore, e se la copriamo con un telo scuro la temperatura interna sale ulteriormente.

Le cause antropiche e i principali gas serra

La comunità scientifica, attraverso i rapporti dell'IPCC, ha stabilito con altissimo grado di certezza che il riscaldamento osservato dal periodo preindustriale è di origine antropica, cioè provocato dalle attività umane. La combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale, utilizzati per produrre energia elettrica, alimentare i trasporti e riscaldare gli edifici, è la causa principale dell'aumento di anidride carbonica in atmosfera. La concentrazione di CO2 è passata da circa 280 parti per milione nell'era preindustriale a oltre 420 parti per milione attuali, un valore che non si registrava da almeno ottocentomila anni secondo le carote di ghiaccio antartiche. Il metano, prodotto da allevamenti intensivi di bovini, risaie, discariche e perdite negli impianti del gas, ha un potenziale di riscaldamento globale circa ottanta volte superiore alla CO2 su un orizzonte di vent'anni. La deforestazione amazzonica, infine, riduce la capacità della biosfera di assorbire carbonio e libera in atmosfera quello immagazzinato negli alberi. Anche una scelta quotidiana, come consumare carne tutti i giorni o prendere l'auto per percorsi brevi, contribuisce in modo misurabile a questo bilancio.

Le conseguenze osservabili sul sistema Terra

Il riscaldamento globale non si limita a un aumento delle temperature medie, ma innesca una catena di conseguenze che coinvolge l'intero sistema climatico in modo non lineare. I ghiacciai alpini, come quello dei Forni in Lombardia, hanno perso oltre un terzo della loro superficie negli ultimi cinquant'anni, riducendo le riserve idriche estive disponibili per agricoltura e consumo umano. La fusione delle calotte polari e l'espansione termica degli oceani, dovuta al fatto che l'acqua riscaldata occupa più volume, stanno facendo innalzare il livello del mare di circa tre millimetri all'anno, minacciando città costiere come Venezia. L'acidificazione degli oceani, provocata dall'assorbimento di parte della CO2 atmosferica, danneggia i coralli e gli organismi con guscio calcareo, mettendo a rischio interi ecosistemi marini. Eventi meteorologici estremi come ondate di calore prolungate, alluvioni improvvise e siccità severe, come quella che ha colpito il bacino del Po nell'estate 2022, diventano più frequenti e intensi. Anche la distribuzione di specie animali e vegetali si modifica: la zanzara tigre, originaria del Sud-Est asiatico, si è ormai stabilita in tutta Italia favorita dagli inverni più miti.

Mitigazione e adattamento: due strategie complementari

Di fronte al cambiamento climatico, la scienza individua due strategie d'azione complementari che devono procedere in parallelo: la mitigazione e l'adattamento. La mitigazione consiste nel ridurre le emissioni di gas serra e nell'aumentare la capacità di assorbimento del carbonio, per limitare l'entità del riscaldamento futuro. Rientrano in questa strategia la transizione verso fonti rinnovabili come solare ed eolico, l'efficientamento energetico degli edifici tramite isolamento e pompe di calore, l'elettrificazione dei trasporti e la protezione delle foreste. L'adattamento, invece, riguarda le misure necessarie per convivere con i cambiamenti già in atto, perché una parte del riscaldamento è ormai inevitabile a causa dell'inerzia del sistema climatico. Esempi concreti di adattamento sono la costruzione di sistemi di drenaggio urbano resilienti contro le bombe d'acqua, la selezione di varietà agricole più resistenti alla siccità, la creazione di aree verdi nelle città per ridurre le isole di calore. Anche scegliere di andare a scuola in bicicletta, ridurre lo spreco alimentare o spegnere gli apparecchi in stand-by sono gesti quotidiani che si inseriscono nella strategia di mitigazione.

Ricorda

Esercizio di verifica attivo: sul quaderno, costruisci uno schema a doppia colonna intitolato "Mitigazione" e "Adattamento". Inserisci in ciascuna colonna almeno quattro azioni concrete che hai studiato, poi aggiungi per ognuna una breve frase che spieghi a quale conseguenza del cambiamento climatico risponde. Infine, scrivi un paragrafo di cinque righe in cui spieghi perché entrambe le strategie sono necessarie e non alternative.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.scienze.cl3.fenomeni-naturali-antropici.06-2025 — Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. Da revisionare.

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