Il Purgatorio è la seconda cantica della Commedia: il regno della speranza, della fatica e della purificazione, dove le anime non sono già salve come in Paradiso né perdute come all'Inferno, ma camminano verso Dio.
Una montagna nell'emisfero australe
Dopo essere uscito dalle viscere oscure dell'Inferno, Dante riemerge sotto un cielo stellato che non vedeva da giorni e si ritrova ai piedi di una montagna altissima, posta nell'emisfero meridionale, agli antipodi di Gerusalemme. Questa montagna è il Purgatorio, immaginato come un'isola sorta dalle acque quando Lucifero precipitò dal cielo, spostando la terra che lo evitava. La struttura è precisa e geometrica: una spiaggia con l'Antipurgatorio, sette cornici che girano attorno al monte e, in cima, il Paradiso Terrestre, l'antico giardino dell'Eden. Ogni cornice corrisponde a uno dei sette peccati capitali, disposti secondo un criterio morale che parte dai vizi più gravi (superbia, invidia, ira) e sale verso quelli meno pesanti (gola, lussuria). Per capire questa architettura, pensa a un grattacielo con sette piani in cui ogni piano ospita un corso di recupero diverso: più sali, meno duro è il programma, perché chi sta sopra ha già lavorato sui difetti più radicati. Al posto della disperazione infernale, qui regna un'atmosfera di lavoro paziente, fatta di canti, preghiere e attesa del mattino, perché il viaggio purgatoriale è scandito dal tempo solare.
Il tempo, la speranza e la differenza con l'Inferno
La prima grande novità che il lettore percepisce è che nel Purgatorio esiste il tempo: si vede l'alba, il tramonto, le stelle si muovono, e di notte non si può salire. Questa scelta non è un dettaglio scenografico, ma una potente metafora teologica: il tempo è la condizione di chi può ancora cambiare, mentre l'eternità immobile dell'Inferno rappresenta la condanna definitiva. Le anime purganti soffrono pene anche dure, ma le accettano volentieri, quasi le desiderano, perché sanno che ogni pena le avvicina alla salvezza. Pensa alla differenza fra un detenuto a vita e uno studente che si prepara a un esame difficile: entrambi faticano, ma il secondo sa che la fatica ha uno scopo e una fine, e questo cambia tutto. Un altro elemento decisivo è la solidarietà: le anime si aiutano, pregano le une per le altre e chiedono ai vivi di pregare per loro, perché le suffragio possono accorciare i tempi della purificazione. Questa rete di rapporti orizzontali (fra anime) e verticali (fra vivi e morti) costituisce la cosiddetta comunione dei santi, ed è del tutto assente nei gironi infernali, dove ognuno è chiuso nel proprio dolore senza speranza di mutamento.
L'Antipurgatorio e le sette cornici
Prima di iniziare la vera salita, Dante attraversa l'Antipurgatorio, una zona di attesa dove sostano coloro che si sono pentiti tardi: scomunicati riconciliati in punto di morte, pigri, morti per violenza e principi negligenti, raccolti nella celebre Valletta dei principi. Solo dopo essere passato per la porta custodita da un angelo, che gli incide sulla fronte sette P (le piaghe dei peccati), Dante può cominciare a percorrere le sette cornici. Ciascuna cornice contiene tre elementi ricorrenti: gli esempi di virtù (esempi positivi del vizio opposto), la pena inflitta ai penitenti e gli esempi di vizio punito. I superbi, per esempio, camminano curvi sotto enormi pietre, perché in vita avevano alzato troppo la testa; gli invidiosi hanno le palpebre cucite con il fil di ferro, perché avevano usato lo sguardo per desiderare il male altrui; i golosi soffrono fame e sete davanti a un albero carico di frutti profumati. Le pene non sono vendette, ma terapie pedagogiche: agiscono per contrappasso, cioè per analogia o per contrario con il peccato, e mirano a riformare l'anima, non a punirla per sempre. Quando il peccato è scontato, l'angelo della cornice cancella una delle P con un colpo d'ala e Dante avverte di salire più leggero, come quando, dopo aver consegnato un compito a lungo rimandato, ci si sente improvvisamente alleggeriti.
I personaggi e il Paradiso Terrestre
Il Purgatorio è popolato da figure umanissime, spesso più vicine al nostro sentire rispetto ai dannati: Catone l'Uticense, custode dell'isola, simbolo della libertà; Manfredi, biondo e bello, che racconta la propria conversione in punto di morte; il poeta Sordello, che abbraccia Virgilio per puro amore della patria; Pia de' Tolentini, con i suoi pochi, indimenticabili versi; e soprattutto il poeta latino Stazio, che ha appena finito la sua purificazione e accompagna Dante e Virgilio fino alla cima. Sulla vetta del monte si apre il Paradiso Terrestre, un bosco pieno di fiori e di canti, dove Dante incontra la giovane Matelda e assiste alla processione mistica che culmina con l'apparizione di Beatrice. Qui avviene un cambio epocale: Virgilio, simbolo della ragione umana e guida lungo Inferno e Purgatorio, scompare in silenzio perché non può accedere al Paradiso, e Beatrice, simbolo della teologia e della grazia, prende il suo posto. Prima di salire al cielo, Dante deve confessare le proprie colpe e venire immerso nei fiumi Letè ed Eunoè, che cancellano il ricordo del male compiuto e ravvivano la memoria del bene. Per coglierne il senso, immagina un atleta che, dopo una lunga riabilitazione, prima di tornare in gara, attraversa una doccia che lo lava dalla stanchezza e una che gli restituisce la freschezza dei muscoli: solo allora è veramente pronto.
Stile, lingua e significato allegorico
Lo stile del Purgatorio è notevolmente diverso da quello dell'Inferno: meno espressionistico, più sfumato, ricco di paesaggi delicati, similitudini distese e dialoghi pacati. Compaiono interi canti dedicati alla poesia stessa: l'incontro con il musicista Casella, la conversazione con Bonagiunta Orbicciani sul Dolce stil novo, il colloquio con Guido Guinizzelli e con il provenzale Arnaut Daniel. In queste pagine Dante riflette sul senso del proprio mestiere e indica una linea di poesia in cui l'amore, ispirato direttamente dal cuore, diventa via di conoscenza spirituale. Sul piano allegorico, l'intera cantica racconta il cammino dell'anima che, illuminata dalla ragione (Virgilio) e sostenuta dalla grazia, riconosce le proprie colpe, le combatte attivamente e si prepara a incontrare Dio. Ognuno di noi, nelle proprie scelte quotidiane, può riconoscersi in qualche cornice: chi fatica a non invidiare un compagno bravo a scuola, chi non sa controllare la rabbia, chi cede troppo al cibo o alla pigrizia. Il messaggio dantesco è che nessuno di questi difetti è una condanna eterna: con consapevolezza, pentimento e impegno si può salire, gradino dopo gradino, fino a ritrovare la versione migliore di se stessi.
Ricorda
I punti chiave da fissare sono questi:
- Il Purgatorio è una montagna nell'emisfero australe, divisa in spiaggia, Antipurgatorio, sette cornici e Paradiso Terrestre.
- Le sette cornici corrispondono ai sette peccati capitali, ordinati dal più grave (superbia) al meno grave (lussuria).
- La pena agisce per contrappasso e ha valore pedagogico: purifica, non condanna.
- Nel Purgatorio esistono tempo, speranza e solidarietà fra anime, vive e morte.
- Virgilio guida fino alla vetta, poi cede il posto a Beatrice nel Paradiso Terrestre, dove Letè ed Eunoè preparano la salita al cielo.
Ora metti alla prova le tue conoscenze. Sul quaderno, scrivi un paragrafo di circa dieci righe in cui spieghi perché la presenza del tempo nel Purgatorio è coerente con la sua funzione teologica, mettendolo a confronto con l'eternità immobile dell'Inferno. Poi prova a immaginare una nuova cornice dedicata a un difetto tipico del nostro tempo (per esempio la dipendenza dagli schermi) e descrivila in cinque righe, inventando la pena per contrappasso, gli esempi di virtù e quelli di vizio punito.