Niccolò Machiavelli, fiorentino vissuto a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento, scrive il Principe nel 1513 per analizzare con sguardo nuovo come si conquista e si conserva il potere politico.
L'autore e il contesto storico
Niccolò Machiavelli nasce a Firenze nel 1469 e vive in un'Italia frammentata, percorsa dalle discese degli eserciti francesi e spagnoli e incapace di unirsi contro le potenze straniere. Per quindici anni ricopre l'incarico di segretario della seconda cancelleria della Repubblica fiorentina, occupandosi di diplomazia e di affari militari. In questo ruolo osserva da vicino sovrani come Cesare Borgia, Luigi XII di Francia e papa Giulio II, traendone una conoscenza diretta dei meccanismi del potere. Quando nel 1512 i Medici tornano al governo di Firenze, Machiavelli viene destituito, incarcerato, torturato e infine confinato nel podere dell'Albergaccio a Sant'Andrea in Percussina. È durante questo amaro esilio, nelle lunghe sere descritte nella celebre lettera a Francesco Vettori, che compone di getto il trattato, sperando invano di rientrare nelle grazie dei nuovi signori e di tornare a servire lo Stato.
Il Principe: struttura, metodo e pensiero politico
Il Principe è un breve trattato in lingua volgare, diviso in ventisei capitoli e dedicato a Lorenzo de' Medici, che classifica i tipi di principato e i modi per conquistarli e mantenerli. La grande novità di Machiavelli sta nel metodo: egli vuole andare alla «verità effettuale della cosa», cioè osservare la politica come è realmente, non come dovrebbe essere secondo i moralisti. Per questo separa nettamente la sfera dell'etica da quella della politica, sostenendo che il principe deve saper essere buono quando può, ma anche entrare nel male quando la necessità lo impone. Famose sono le coppie concettuali del trattato: la virtù, intesa come energia, intelligenza e capacità di agire, contrapposta alla fortuna, paragonata a un fiume in piena che si può arginare solo con previdenza; e l'immagine del principe che deve essere insieme volpe, cioè astuto nel riconoscere le insidie, e leone, cioè forte nel respingere i nemici. Un esempio concreto: nel capitolo VII Machiavelli analizza l'operato di Cesare Borgia in Romagna, che dopo aver pacificato la regione con il duro Remirro de Orco lo fece giustiziare in piazza per scaricare su di lui l'odio popolare e apparire egli stesso come restauratore della giustizia. Il trattato si chiude con un appassionato capitolo XXVI, un'esortazione a liberare l'Italia dai «barbari» stranieri sotto la guida di un principe nuovo.
Ricorda
- Il Principe (1513) nasce dall'esperienza diplomatica e dall'esilio di Machiavelli e inaugura un metodo politico realistico, fondato sulla «verità effettuale».
- Le categorie chiave del trattato sono virtù/fortuna e l'immagine del principe come volpe e leone, con la separazione tra morale privata e ragione di Stato.
- Esercizio attivo sul quaderno: rileggi mentalmente la vicenda di Remirro de Orco e scrivi in cinque righe quale concetto machiavelliano essa illustra, motivando la tua risposta con almeno due termini tecnici del trattato.