Il testo argomentativo

SpiegazioneLiceo · 2ªitaliano

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il testo argomentativo serve a sostenere una tesi con prove e ragionamenti, per convincere chi legge della sua validità.

Quando scriviamo per esprimere un'opinione su un problema, non basta dichiarare ciò che pensiamo: dobbiamo dimostrarlo. Il testo argomentativo nasce proprio per questo, cioè per difendere un punto di vista attraverso prove, ragionamenti e confronti con le idee opposte. Lo incontriamo continuamente: negli editoriali dei giornali, nei dibattiti televisivi, nelle arringhe degli avvocati e perfino nelle conversazioni quotidiane in cui cerchiamo di convincere qualcuno. Per essere efficace, però, deve seguire una struttura precisa e usare un linguaggio adeguato. Saperlo scrivere significa imparare a pensare in modo critico e ordinato.

La struttura: tesi, argomenti, antitesi, confutazione

Ogni testo argomentativo si apre con la presentazione del problema, che serve a introdurre l'argomento di cui si discuterà e a mostrarne la rilevanza. Subito dopo viene formulata la tesi, cioè l'opinione che l'autore intende difendere, espressa in modo chiaro e sintetico così che il lettore comprenda fin dall'inizio la posizione da cui si parte. A sostegno della tesi vengono presentati gli argomenti, ovvero le ragioni che la rendono solida: possono essere dati statistici, citazioni di esperti, esempi concreti, principi logici o riferimenti storici. Un buon testo non si limita però a difendere la propria posizione, ma considera anche l'antitesi, cioè la tesi opposta a quella sostenuta, mostrando di conoscere il punto di vista altrui. A questo punto interviene la confutazione, in cui l'autore spiega perché le ragioni avversarie sono deboli, incomplete o sbagliate. Si chiude infine con una conclusione che riprende la tesi rafforzandola alla luce di tutto il percorso compiuto.

Il linguaggio e i connettivi

Il linguaggio del testo argomentativo è oggettivo e controllato: si evitano espressioni troppo emotive e si preferisce un registro formale, perché lo scopo non è commuovere ma persuadere razionalmente. I verbi sono spesso al modo indicativo presente, che dà al discorso un tono di certezza e validità generale, e il lessico deve essere preciso, soprattutto quando si trattano questioni tecniche o specialistiche. Fondamentali sono i connettivi logici, parole o espressioni che collegano le frasi mostrando il rapporto tra le idee: ci sono connettivi causali (poiché, dato che), conclusivi (quindi, pertanto), avversativi (tuttavia, invece), aggiuntivi (inoltre, oltre a ciò) e concessivi (sebbene, nonostante). Senza di essi il ragionamento appare frammentato e poco convincente. Vediamo un esempio concreto: «La lettura quotidiana arricchisce il vocabolario degli studenti (tesi). Numerose ricerche linguistiche dimostrano infatti che chi legge almeno trenta minuti al giorno conosce in media il quaranta per cento di parole in più rispetto ai coetanei (argomento). Qualcuno obietta che oggi i ragazzi imparano nuovi termini soprattutto dai social network (antitesi), tuttavia il lessico digitale è limitato e ripetitivo, mentre i libri offrono varietà sintattica e ricchezza espressiva (confutazione). Per questo motivo la lettura resta lo strumento più potente per la crescita linguistica (conclusione)».

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: scegli un tema attuale (ad esempio l'uso dello smartphone in classe), scrivi sul quaderno una tesi in una sola frase, elenca due argomenti a favore, formula un'antitesi e prova a confutarla in due righe.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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