Il testo argomentativo

SpiegazioneLiceo · 2ªitaliano

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Il testo argomentativo è quello in cui si sostiene una tesi con ragioni, prove ed esempi, allo scopo di convincere chi legge o chi ascolta della bontà di un'idea.

Che cos'è il testo argomentativo

Il testo argomentativo è una tipologia di scrittura in cui chi scrive non si limita a raccontare fatti o a descrivere oggetti, ma cerca di persuadere il destinatario della validità di una propria opinione. A differenza del testo narrativo, che racconta una storia, e del testo descrittivo, che dipinge con le parole, il testo argomentativo lavora con le idee, mettendole in discussione e difendendole. Ogni volta che in classe sosteniamo che il telefono dovrebbe essere ammesso durante la ricreazione, oppure scriviamo un tema in cui spieghiamo perché lo sport individuale forma il carattere più di quello di squadra, stiamo producendo un testo argomentativo. Si tratta di un genere antichissimo, che affonda le radici nella retorica greca e nelle orazioni latine, ma che oggi ritroviamo nei dibattiti televisivi, negli editoriali dei giornali e perfino nei post sui social network. Imparare a riconoscerlo e a costruirlo serve quindi non soltanto per affrontare la prova scritta dell'Esame di Stato, ma anche per esercitare un pensiero critico autonomo nella vita quotidiana.

La struttura tipica: tesi, argomenti, conclusione

Un testo argomentativo ben costruito presenta sempre un'ossatura riconoscibile, che possiamo schematizzare in quattro momenti fondamentali. La presentazione del problema introduce l'argomento e mette il lettore al corrente della questione di cui si discuterà; segue la formulazione della tesi, cioè l'opinione che chi scrive intende difendere, espressa in modo chiaro e netto. A questo punto si sviluppano gli argomenti a sostegno, cioè le ragioni che giustificano la tesi, accompagnate da esempi, dati, citazioni o esperienze concrete. Infine la conclusione riprende il filo del discorso e ribadisce la tesi, rafforzata da tutto ciò che è stato detto in precedenza. Per esempio, in un articolo che difende la lettura quotidiana di un libro, la tesi potrebbe essere "leggere mezz'ora al giorno migliora la concentrazione", sostenuta da ricerche neuroscientifiche e dall'esperienza diretta di lettori abituali. Allo stesso modo, un discorso che invita a fare volontariato partirà dal problema dell'isolamento sociale, presenterà la tesi che il volontariato combatte la solitudine, porterà testimonianze e dati sulle ore donate ai centri d'ascolto, e si chiuderà con un invito ad agire.

Tesi e antitesi: il dialogo con chi la pensa diversamente

Un testo argomentativo davvero efficace non ignora chi la pensa diversamente, ma anzi ne tiene conto: questa è la differenza tra una semplice opinione gridata e un ragionamento maturo. La antitesi è la tesi opposta, quella sostenuta da chi non è d'accordo con noi, e va presentata con onestà intellettuale, senza caricature o deformazioni. Subito dopo si introducono le confutazioni, cioè i controargomenti che mostrano i punti deboli dell'antitesi e ne smontano la solidità. Un esempio chiaro: se la mia tesi è che i compiti delle vacanze siano utili, l'antitesi sarà che le vacanze devono essere un periodo di riposo totale; per confutarla potrò sostenere che un'ora di esercizio al giorno occupa meno tempo di una serie tv e mantiene allenata la memoria. Un altro caso quotidiano riguarda l'uso della bicicletta in città: alla tesi "la bici è il mezzo più ecologico" si oppone l'antitesi "in città la bici è pericolosa", che si può confutare ricordando le piste ciclabili in crescita e le statistiche sugli incidenti diminuiti nei quartieri pedonalizzati. Considerare le obiezioni rende il discorso più credibile, perché dimostra che chi scrive ha esaminato il problema da più angolazioni.

I tipi di argomenti: come si sostiene una tesi

Non tutti gli argomenti hanno lo stesso peso e la stessa funzione, e una buona argomentazione li combina con sapienza. Gli argomenti logici si fondano sul ragionamento deduttivo o sulle relazioni di causa-effetto, come quando affermiamo che, se l'inquinamento provoca malattie respiratorie, ridurre le auto in centro migliorerà la salute dei cittadini. Gli argomenti di autorità si appoggiano alla parola di esperti, scienziati o personalità riconosciute, per esempio citando l'OMS quando si parla di vaccinazioni o un linguista famoso quando si discute di lingua. Gli argomenti basati sui dati portano numeri, statistiche e percentuali, che danno concretezza al discorso: dire che il 78% degli studenti dichiara di dormire meno di sette ore è più convincente che lamentarsi genericamente della stanchezza. Esistono poi gli argomenti pragmatici, che mostrano vantaggi e svantaggi concreti di una scelta, e gli argomenti d'esempio, che illustrano la tesi con casi reali o storici. Un discorso che sostenga l'utilità delle uscite didattiche, per esempio, può unire il dato (le ricerche pedagogiche sull'apprendimento esperienziale), l'autorità (Maria Montessori), l'esempio (la visita al Museo Egizio che ha appassionato la classe alla storia antica) e il pragmatismo (i costi limitati a fronte di benefici culturali notevoli).

I connettivi logici: le parole che cuciono il ragionamento

Un testo argomentativo non è una semplice somma di frasi, ma un tessuto in cui ogni periodo si lega al precedente attraverso parole-ponte che chiamiamo connettivi. I connettivi causali (perché, poiché, dato che, infatti) introducono la ragione di un'affermazione e mostrano il legame fra causa ed effetto. I connettivi consecutivi (quindi, dunque, pertanto, di conseguenza) indicano invece la conseguenza che deriva da una premessa, segnalando al lettore che stiamo per tirare le somme di un ragionamento. Particolarmente importanti nel testo argomentativo sono i connettivi avversativi (ma, tuttavia, però, eppure, d'altra parte), che servono a introdurre l'antitesi o un'obiezione, e i connettivi conclusivi (in conclusione, in definitiva, riassumendo), che annunciano la chiusura del discorso. Senza queste cerniere il testo apparirebbe sconnesso: confrontiamo "piove. Prendo l'ombrello" con "poiché piove, prendo l'ombrello", e capiamo subito la differenza tra giustapposizione e ragionamento. Allo stesso modo, un'argomentazione sulla settimana corta a scuola guadagna chiarezza scrivendo "tuttavia, una giornata libera in più non basta se le ore restano le stesse, dunque occorre ripensare anche la qualità dell'orario".

Il registro linguistico e lo stile

Lo stile del testo argomentativo deve essere sorvegliato, perché la persuasione passa anche dalle parole che scegliamo e dal tono che adottiamo. Il registro è generalmente medio-alto e formale, con un lessico preciso, un periodare ampio ma non contorto e l'uso prevalente della terza persona, anche se la prima persona è ammessa in editoriali e interventi personali. Vanno evitate le espressioni colloquiali, gli abusi del condizionale dubitativo ("sarebbe forse il caso"), le esagerazioni eccessive e gli insulti rivolti all'avversario, che tradiscono debolezza argomentativa. Al contrario, è utile padroneggiare alcune figure retoriche come la domanda retorica, che coinvolge il lettore ("possiamo davvero accettare che nelle nostre città manchino spazi verdi?"), l'antitesi, che oppone concetti per illuminarli a vicenda, e l'enumerazione, che accumula prove. Un editoriale che difende la cultura come bene pubblico potrebbe scrivere: "un teatro non è soltanto un edificio: è memoria, comunità, futuro". L'esempio mostra come l'eleganza espressiva e la chiarezza logica non siano in contrasto, ma si rafforzino a vicenda.

Argomentare bene, argomentare male: le fallacie

Non basta sostenere una tesi: bisogna farlo in modo corretto, evitando le fallacie, cioè quei ragionamenti scorretti che sembrano validi ma in realtà ingannano. L'attacco personale, o argomento ad hominem, consiste nello screditare chi sostiene un'idea anziché discuterne i contenuti: dire che una proposta non vale perché viene da un politico antipatico è una fallacia, non un'argomentazione. La generalizzazione affrettata trae conclusioni universali da pochi casi, come quando si afferma che "i giovani non leggono più" perché si conoscono due o tre ragazzi distratti. L'appello alla tradizione difende un'usanza solo perché esiste da sempre, ignorando se sia ancora giusta o utile: per secoli si è considerato normale escludere le donne dallo studio, eppure quel "si è sempre fatto così" non rendeva la pratica difendibile. Esiste poi la falsa alternativa, che presenta solo due strade quando in realtà ne esistono molte altre ("o studi medicina o sei un fallito"). Riconoscere queste trappole nei discorsi altrui, nei talk show o sui social, è un esercizio prezioso di igiene mentale che ci protegge dalle manipolazioni.

Come si scrive un testo argomentativo: il metodo

Prima di mettere mano alla penna conviene seguire un percorso ordinato, che trasforma la pagina bianca in un progetto chiaro. Ecco i passaggi principali per costruire un buon testo argomentativo:

  1. Leggi attentamente la traccia o scegli con cura il tema, individuando la questione centrale da discutere.
  2. Formula la tua tesi in una frase breve e precisa, senza ambiguità: deve essere riconoscibile a colpo d'occhio.
  3. Raccogli almeno tre argomenti solidi a favore, scegliendo tipologie diverse (un dato, un esempio, un'autorità).
  4. Pensa alla principale antitesi e prepara una confutazione onesta, che la affronti senza ridicolizzarla.
  5. Stendi una scaletta con introduzione, sviluppo e conclusione, decidendo l'ordine degli argomenti.
  6. Scrivi il testo curando i connettivi, varia il lessico e rileggi ad alta voce per controllare il ritmo.

Un esempio concreto: chi deve scrivere se sia giusto vietare il cellulare in classe partirà dal problema della distrazione, formulerà la tesi (il divieto aiuta la concentrazione), porterà come argomenti i dati sui voti, l'esperienza francese e il parere dei pedagogisti, riconoscerà l'antitesi (il telefono come strumento didattico) e la confutará distinguendo uso libero e uso guidato.

Ricorda

I punti chiave da fissare nella memoria sono i seguenti: il testo argomentativo serve a sostenere una tesi attraverso argomenti e prove; la sua struttura prevede problema, tesi, argomenti, antitesi, confutazione e conclusione; gli argomenti possono essere logici, di autorità, di dato, pragmatici e d'esempio; i connettivi cuciono il ragionamento e ne mostrano i passaggi; il registro è formale e lo stile sorvegliato; le fallacie come l'attacco personale o la generalizzazione vanno riconosciute ed evitate.

Ora prova tu, sul quaderno: scegli una tesi tra "la lettura andrebbe inserita come materia autonoma a scuola" oppure "i compiti il fine settimana andrebbero ridotti". Scrivi la tesi in una frase, elenca tre argomenti a favore (di cui almeno uno con un dato o un esempio concreto), formula l'antitesi che potrebbe sostenere chi non è d'accordo e abbozza una breve confutazione di tre righe. Infine sottolinea nel tuo testo i connettivi che hai usato e verifica di averne impiegati almeno uno causale, uno avversativo e uno conclusivo.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis