Quando leggiamo un romanzo o guardiamo un film, gli eventi non sempre ci vengono presentati nell'ordine in cui sono accaduti: a volte la storia comincia dalla fine, altre volte si interrompe per tornare al passato. Distinguere ciò che è accaduto da come ci viene raccontato è una delle competenze fondamentali per capire davvero un testo narrativo.
Che cos'è il testo narrativo
Il testo narrativo è una tipologia testuale in cui un narratore racconta una serie di eventi, reali o di fantasia, che coinvolgono personaggi collocati in un certo tempo e in un certo luogo. Appartengono a questa categoria generi molto diversi tra loro: il romanzo, la novella, la fiaba, il mito, la cronaca giornalistica, il diario di viaggio e perfino la barzelletta. Ciò che li unisce è la presenza di una storia, cioè di una successione di fatti collegati da rapporti di causa ed effetto, non semplicemente accostati per caso. Per esempio, se scriviamo "Marco ha studiato per due settimane e all'interrogazione ha preso nove", il legame tra studio e voto rende la frase una micro-narrazione. Se invece scriviamo "Marco ha mangiato una mela e poi il treno è arrivato in stazione", abbiamo due fatti senza nesso, quindi non una vera narrazione. Capire questa differenza ci aiuta a distinguere un testo narrativo da un semplice elenco di eventi.
La fabula: l'ordine logico e cronologico
La fabula è la successione degli avvenimenti così come si sono svolti realmente nel tempo della storia, ordinati secondo la cronologia e secondo i legami di causa ed effetto. Possiamo immaginarla come una linea retta che parte dall'inizio e arriva alla fine, senza salti né interruzioni. Quando ricostruiamo la fabula di un racconto, dobbiamo chiederci: cosa è successo per primo, cosa è successo dopo, e perché un evento ha provocato il successivo. Pensiamo a una giornata tipo: ci svegliamo, facciamo colazione, prendiamo l'autobus, arriviamo a scuola, seguiamo le lezioni, torniamo a casa, studiamo, ceniamo, dormiamo. Se raccontassimo questa giornata seguendo esattamente quest'ordine, staremmo seguendo la fabula. La fabula non dipende dallo stile dell'autore, ma dai fatti stessi: è l'ossatura nuda della storia, quella che resta se togliamo le scelte narrative del narratore.
L'intreccio: l'ordine scelto dal narratore
L'intreccio è invece il modo in cui gli eventi vengono effettivamente disposti e raccontati nel testo, secondo le scelte artistiche di chi scrive. Il narratore può decidere di partire dal centro della vicenda, di iniziare dal finale, di anticipare ciò che accadrà o di tornare indietro a un episodio del passato. L'intreccio è quindi l'ordine narrativo, mentre la fabula è l'ordine cronologico. Per fare un esempio quotidiano, immagina di raccontare a un amico la tua giornata cominciando così: "Non crederai a cosa mi è successo a pranzo! Ma per capirlo devo dirti com'era cominciata la mattina…". Hai iniziato dal pranzo, poi sei tornata indietro alla colazione: stai seguendo un intreccio diverso dalla fabula. Quando la fabula e l'intreccio coincidono, abbiamo un racconto lineare; quando differiscono, il racconto diventa più complesso e spesso più coinvolgente, perché crea attesa o sorpresa nel lettore.
Gli strumenti dell'intreccio: analessi, prolessi, in medias res
Per costruire un intreccio diverso dalla fabula, il narratore dispone di alcuni strumenti precisi che è importante conoscere e saper riconoscere.
- L'analessi, detta anche flashback, è un salto all'indietro nel tempo: la narrazione si interrompe per raccontare un evento accaduto prima rispetto al punto in cui ci troviamo. Per esempio, mentre il protagonista è seduto in aula durante un'interrogazione, il narratore può inserire il ricordo della sera precedente passata sui libri.
- La prolessi, detta anche flashforward, è un salto in avanti: il narratore anticipa un evento che accadrà più tardi, spesso per creare suspense o per orientare il lettore. Per esempio, un narratore può scrivere: "Quel mattino Luca non sapeva ancora che sarebbe stata l'ultima volta che vedeva la sua vecchia scuola".
- L'inizio in medias res consiste nel cominciare il racconto direttamente nel mezzo dell'azione, senza presentare l'antefatto, che verrà recuperato in seguito tramite analessi. Pensa a un film d'azione che si apre con un inseguimento già in corso: solo dopo capiamo chi sono i personaggi e perché stanno scappando.
Perché distinguere fabula e intreccio
Distinguere fabula e intreccio non è un esercizio puramente scolastico, ma una competenza che cambia il modo in cui leggiamo. Riconoscere l'intreccio ci permette di capire le strategie del narratore: perché ha scelto di cominciare proprio da quel punto, perché ha nascosto un'informazione, perché ha anticipato un dettaglio. Per esempio, in un racconto giallo l'intreccio serve a tenere nascosta l'identità del colpevole fino all'ultima pagina, mentre la fabula, ricostruita alla fine, ci mostra come tutti gli indizi fossero già presenti. Anche nella vita quotidiana usiamo continuamente intreccio e fabula: quando spettegoliamo, quando raccontiamo un sogno, quando scriviamo un tema autobiografico decidiamo da dove partire e cosa rimandare. Sapere riconoscere queste tecniche ci rende lettori più consapevoli e, soprattutto, narratori più efficaci, capaci di costruire racconti che catturano davvero chi ci ascolta o chi ci legge.
Ricorda
I punti chiave da fissare sono i seguenti.
- La fabula è l'ordine cronologico e causale dei fatti; l'intreccio è l'ordine in cui il narratore sceglie di raccontarli.
- Quando fabula e intreccio coincidono, il racconto è lineare; quando differiscono, il racconto è complesso.
- Gli strumenti principali per costruire un intreccio non lineare sono analessi (flashback), prolessi (flashforward) e inizio in medias res.
- Riconoscere queste tecniche aiuta a comprendere le scelte espressive del narratore e a scrivere testi più efficaci.
Esercizio di verifica da svolgere sul quaderno. Pensa a un episodio scolastico vissuto recentemente, per esempio una verifica andata bene o un litigio con un compagno. Scrivi prima la fabula in cinque frasi numerate, rispettando l'ordine cronologico dei fatti. Poi riscrivi lo stesso episodio costruendo un intreccio diverso: comincia in medias res, inserisci almeno una analessi e, se possibile, una prolessi. Sottolinea in rosso le parti che corrispondono ad analessi e in verde quelle che corrispondono a prolessi, così da rendere visibili le scelte narrative compiute.