All'inizio del Settecento, in Inghilterra, nasce un genere letterario destinato a cambiare per sempre il rapporto tra lettore e finzione: il romanzo moderno. Daniel Defoe e Jonathan Swift sono due dei suoi padri fondatori, anche se lo interpretano in modi molto diversi.
A new genre for a new society
Il romanzo non nasce dal nulla, ma da profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali che attraversano l'Inghilterra del primo Settecento. La rivoluzione industriale è ancora lontana, ma la rivoluzione commerciale è già in atto: Londra è diventata un centro finanziario, la borghesia mercantile cresce, e con essa una nuova classe di lettori. Questa middle class desidera storie che riflettano la propria esperienza quotidiana, non più le avventure di re, cavalieri ed eroi mitologici. Pensiamo a un commerciante di Bristol che, dopo una giornata di lavoro al porto, vuole leggere di personaggi simili a sé, alle prese con denaro, viaggi, contratti e scelte morali. La diffusione dei caffè letterari e delle circulating libraries rende la lettura un'attività sociale accessibile, e i romanzi cominciano a circolare a puntate o in volumi economici. È in questo terreno fertile che fioriscono Defoe e Swift.
Defoe and realistic fiction
Daniel Defoe (1660-1731) è considerato il vero padre del romanzo realistico inglese, e la sua opera più celebre, Robinson Crusoe (1719), inaugura una nuova maniera di raccontare. Il protagonista è un uomo comune, un giovane mercante che, dopo un naufragio, si ritrova solo su un'isola deserta e deve ricostruire pezzo per pezzo la propria esistenza. Defoe sceglie una narrazione in prima persona, in forma di memoir o diario, che dà al lettore una fortissima impressione di authenticity: date precise, inventari di oggetti recuperati dal relitto, calcoli sul tempo trascorso. Per esempio, Robinson elenca con cura quante assi di legno usa per costruire la palizzata, proprio come un contabile annoterebbe le proprie spese. Lo stile è semplice, diretto, quasi giornalistico, e questo non è un caso: Defoe era stato giornalista, pamphleteer e commerciante. La sua narrativa celebra valori puritani e borghesi: il lavoro, la previdenza, l'iniziativa individuale, la fiducia nella Provvidenza divina.
Swift and satirical fiction
Jonathan Swift (1667-1745), decano della cattedrale di San Patrizio a Dublino, sceglie una strada radicalmente diversa: il romanzo come strumento di satira filosofica e politica. Gulliver's Travels (1726) è apparentemente un libro di viaggi, simile a quelli che andavano di moda all'epoca, ma in realtà è una critica feroce alla società, alla scienza, alla politica e alla natura umana stessa. Lemuel Gulliver, un chirurgo di bordo, finisce in quattro mondi immaginari: Lilliput, dove gli uomini sono alti quindici centimetri; Brobdingnag, terra di giganti; Laputa, isola volante di scienziati astratti; e infine il paese degli Houyhnhnms, cavalli razionali contrapposti agli Yahoo, esseri umani bestiali. Ogni viaggio funziona come uno specchio deformante: i litigi tra partiti politici di Lilliput, basati sul modo di rompere le uova, sono una parodia evidente delle dispute religiose inglesi. La forza di Swift sta in questa capacità di nascondere un messaggio amaro dentro un'avventura divertente, una tecnica che chiamiamo allegory.
Two ways of telling a story
Mettere a confronto Defoe e Swift aiuta a capire quanto fosse vasto, fin dall'inizio, il territorio del romanzo. Defoe vuole convincerci che la storia è vera: il lettore deve dimenticare di stare leggendo finzione, deve sentire la sabbia dell'isola sotto i piedi di Robinson. Swift, al contrario, vuole che il lettore sia consapevole di trovarsi davanti a un'invenzione assurda, perché solo così potrà cogliere l'irony e collegarla alla realtà che lo circonda. Defoe celebra l'individuo borghese che, con ingegno e fede, riesce a dominare la natura; Swift mette in dubbio l'idea stessa che l'essere umano sia razionale e civilizzato. Persino la lingua è diversa: piana e funzionale in Defoe, raffinata e tagliente in Swift. Eppure entrambi condividono un elemento fondamentale: un narratore in prima persona che racconta esperienze straordinarie come se fossero perfettamente verosimili, dando al lettore l'illusione di un testimone diretto.
Key features of the early novel
Dall'incontro tra queste due voci possiamo estrarre le caratteristiche principali del romanzo nascente. Il romanzo del primo Settecento privilegia personaggi presi dalla vita quotidiana, ambientazioni geografiche o sociali riconoscibili, e una trama che si sviluppa nel tempo come una biografia. Usa frequentemente la forma del diario, della lettera o del memoir per aumentare il senso di verisimilitude, cioè di somiglianza con il vero. Il narratore è spesso lo stesso protagonista, che condivide pensieri, dubbi e calcoli morali. C'è poi una forte attenzione al denaro, agli oggetti, alle merci: pensiamo a quanto Robinson contabilizzi ogni cosa, o a come Gulliver descriva con precisione le dimensioni di Lilliput. Infine, il romanzo diventa un luogo di riflessione su temi etici, religiosi e politici, accessibile a un pubblico ampio.
Ricorda
- Il romanzo moderno nasce nel primo Settecento grazie alla crescita della borghesia e di un nuovo pubblico di lettori.
- Daniel Defoe (Robinson Crusoe, 1719) è il padre del realismo: stile semplice, narrazione in prima persona, dettagli concreti, valori puritani e borghesi.
- Jonathan Swift (Gulliver's Travels, 1726) usa la finzione in chiave satirica e allegorica, per criticare la politica, la scienza e la natura umana.
- Caratteristiche comuni: verisimilitudine, narratore-protagonista, attenzione alla vita quotidiana e al denaro.
- Caratteristiche distintive: Defoe punta sull'illusione di verità; Swift sull'ironia e sull'assurdo che rivela la verità.
Piccolo esercizio attivo (sul quaderno): scrivi due brevi paragrafi in inglese (circa 60 parole ciascuno). Nel primo, immagina di essere Robinson Crusoe che annota nel suo diario il ritrovamento di un nuovo oggetto utile sull'isola, usando lo stile realistico di Defoe. Nel secondo, immagina di essere Gulliver che descrive con tono ironico una strana usanza degli abitanti di un paese immaginario, alla maniera di Swift. Sottolinea poi nei tuoi testi almeno tre elementi stilistici tipici dei due autori.