Il moto armonico

SpiegazioneLiceo · 4ªfisica

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Il moto armonico è il moto oscillatorio più importante della fisica: descrive un pendolo che dondola, una molla che vibra e perfino il battito ordinato degli atomi nei cristalli.

Immagina di osservare un'altalena al parco mentre si muove avanti e indietro con regolarità, oppure la corda di una chitarra subito dopo essere stata pizzicata. In entrambi i casi il movimento si ripete a intervalli uguali di tempo, partendo da una posizione di equilibrio e ritornandovi continuamente. Questo tipo di movimento, così frequente in natura e nella tecnologia, prende il nome di moto armonico semplice e costituisce il modello matematico più elegante per descrivere le oscillazioni. Comprenderlo significa avere in mano la chiave per studiare onde sonore, circuiti elettrici oscillanti, vibrazioni meccaniche e molti altri fenomeni. In questa lezione costruiremo passo passo la descrizione cinematica e dinamica di tale moto, partendo da una semplice osservazione geometrica.

La proiezione del moto circolare uniforme

Il modo più intuitivo per costruire il moto armonico è osservare l'ombra di un punto che ruota su una circonferenza con velocità angolare costante. Se illumini un disco rotante da un lato e proietti l'ombra del suo bordo su un muro, vedrai un puntino che si muove avanti e indietro lungo un segmento. Questa proiezione, pur derivando da un moto circolare, descrive esattamente ciò che chiamiamo moto armonico semplice lungo una retta. La posizione del punto proiettato, misurata rispetto al centro, varia nel tempo seguendo una funzione sinusoidale ben precisa. Da questa costruzione geometrica nasce la legge oraria fondamentale, che lega posizione, ampiezza, frequenza e tempo. In un orologio analogico, ad esempio, l'ombra della lancetta dei secondi proiettata su un piano produce proprio un piccolo moto armonico continuo.

Legge oraria, ampiezza e fase

La posizione di un corpo che oscilla armonicamente si scrive come x(t) = A · cos(ω·t + φ), dove A rappresenta l'ampiezza massima dello spostamento. L'ampiezza è la distanza massima dalla posizione di equilibrio e si misura in metri, mentre ω è la pulsazione, misurata in radianti al secondo. Il termine φ, detto fase iniziale, indica da quale punto dell'oscillazione il corpo è partito quando abbiamo fatto scattare il cronometro. Se osservi una molla verticale che oscilla tra 5 cm sopra e 5 cm sotto il punto di riposo, l'ampiezza vale 5 cm, indipendentemente dalla rapidità del movimento. Possiamo anche scrivere la legge oraria con il seno, ottenendo formule equivalenti che differiscono solo per il valore della fase iniziale. La scelta tra seno e coseno è quindi una pura comodità che dipende dalle condizioni di partenza dell'esperimento.

Periodo, frequenza e pulsazione

Tre grandezze descrivono il ritmo con cui un corpo oscilla: il periodo T, la frequenza f e la pulsazione ω. Il periodo è il tempo impiegato per compiere un'oscillazione completa, mentre la frequenza è il numero di oscillazioni eseguite in un secondo e si misura in hertz. Tra queste grandezze valgono le relazioni T = 1/f e ω = 2π/T = 2π·f, che permettono di passare facilmente dall'una all'altra. Un pendolo che impiega 2 secondi per andare e tornare ha periodo T = 2 s, frequenza f = 0,5 Hz e pulsazione ω = π rad/s, valori che caratterizzano completamente il suo ritmo. È importante osservare che il periodo, nel moto armonico semplice ideale, non dipende dall'ampiezza dell'oscillazione: questa proprietà notevole si chiama isocronismo. Galileo la scoprì osservando i lampadari oscillanti nel duomo di Pisa, confrontandone il ritmo con i battiti del proprio polso.

Velocità e accelerazione nel moto armonico

Derivando la legge oraria rispetto al tempo otteniamo la velocità v(t) = −A·ω·sen(ω·t + φ), che è massima nel punto di equilibrio e nulla agli estremi. Derivando ancora una volta si ottiene l'accelerazione a(t) = −A·ω²·cos(ω·t + φ), che invece è massima agli estremi e nulla nel punto centrale. Confrontando queste due espressioni con la legge della posizione, ricaviamo la relazione fondamentale a(t) = −ω²·x(t), che lega istante per istante l'accelerazione allo spostamento. Questa equazione mostra che l'accelerazione è sempre diretta verso la posizione di equilibrio e proporzionale, in modulo, allo spostamento. Pensa a un carrellino agganciato a una molla orizzontale: quando lo allontani molto dal centro, sentirai una forza richiamante intensa, mentre nel mezzo della corsa la forza si annulla. Questo comportamento, che caratterizza ogni moto armonico, è la conseguenza diretta della struttura sinusoidale della legge oraria.

Dinamica: la forza di richiamo elastica

Applicando il secondo principio della dinamica all'equazione a = −ω²·x otteniamo F = −m·ω²·x, ossia una forza proporzionale e opposta allo spostamento. Una forza di questa forma, F = −k·x, prende il nome di forza elastica e descrive il comportamento delle molle ideali secondo la legge di Hooke. Confrontando le due espressioni ricaviamo k = m·ω², da cui segue la formula chiave per il periodo: T = 2π·√(m/k), molto utile in problemi di laboratorio. Per il pendolo semplice di lunghezza L, con piccole oscillazioni, vale invece T = 2π·√(L/g), formula che mostra l'indipendenza dalla massa del corpo oscillante. Un orologio a pendolo regolato per Roma, ad esempio, andrà leggermente diverso al Polo Nord, perché l'accelerazione di gravità g cambia con la latitudine. Energia cinetica ed energia potenziale elastica si scambiano continuamente, mentre la loro somma E = (1/2)·k·A² resta costante, in assenza di attriti.

Ricorda

  1. Il moto armonico semplice è descritto dalla legge x(t) = A·cos(ω·t + φ), con ampiezza A, pulsazione ω e fase iniziale φ.
  2. Periodo, frequenza e pulsazione sono legati dalle relazioni T = 1/f e ω = 2π·f, e il periodo non dipende dall'ampiezza.
  3. L'accelerazione obbedisce alla legge a = −ω²·x, che corrisponde dinamicamente a una forza elastica F = −k·x con k = m·ω².
  4. Per una molla vale T = 2π·√(m/k), per il pendolo semplice T = 2π·√(L/g).
  5. L'energia meccanica totale di un oscillatore armonico ideale si conserva e vale E = (1/2)·k·A².

Esercizio attivo di verifica: prendi il quaderno e disegna sugli stessi assi il grafico di posizione, velocità e accelerazione di un oscillatore con A = 0,2 m e T = 4 s, nell'intervallo da 0 a 8 s, considerando fase iniziale nulla. Indica con chiarezza dove la velocità si annulla, dove l'accelerazione raggiunge il valore massimo e dove la posizione passa per lo zero, scrivendo accanto a ogni grafico i valori numerici corrispondenti.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.tecnico-meccanica-meccatronica-energia.complementi-di-matematica.cl3.popolazione-campione.01 — Riordino degli istituti tecnici. Da revisionare.

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