Le forze e l'equilibrio

SpiegazioneLiceo · 3ªfisica

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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In questa lezione scopriremo che cos'è una forza, come si rappresenta, come si combina con altre forze e quali condizioni devono essere rispettate perché un corpo, fermo o appoggiato, resti veramente in equilibrio.

Che cos'è una forza

Quando spingiamo una porta, solleviamo lo zaino o stringiamo una molla, stiamo applicando una forza, cioè un'azione capace di deformare un corpo oppure di modificarne lo stato di moto. In fisica una forza non è un oggetto, ma una interazione tra due corpi, sempre reciproca, che si manifesta attraverso effetti misurabili come accelerazioni o deformazioni. L'unità di misura nel Sistema Internazionale è il newton, simbolo N, definito come la forza necessaria per imprimere a un chilogrammo l'accelerazione di un metro al secondo quadrato. Uno strumento semplice per misurare le forze è il dinamometro, una molla calibrata che si allunga in modo proporzionale all'intensità applicata. Nella vita quotidiana incontriamo molte forze diverse: il peso che ci tira verso il basso, l'attrito che frena il libro sul tavolo, la tensione della fune che regge un'altalena. Capire la natura di una forza significa imparare a riconoscerne la sorgente, la direzione e gli effetti che produce sui corpi coinvolti.

La forza come grandezza vettoriale

A differenza di grandezze come la massa o la temperatura, una forza non si descrive con un solo numero ma richiede quattro informazioni: punto di applicazione, direzione, verso e intensità. Per questo motivo la forza è una grandezza vettoriale e si rappresenta graficamente con una freccia, la cui lunghezza è proporzionale al modulo secondo una scala scelta. Immaginiamo di trascinare un trolley in stazione: se tiriamo il manico orizzontalmente otteniamo un effetto diverso rispetto a quando lo tiriamo inclinandolo verso l'alto, perché cambia la direzione del vettore. Sommare due forze non significa quindi sommare semplicemente i numeri, ma applicare la regola del parallelogramma o, equivalentemente, il metodo punta-coda. Se due forze hanno la stessa direzione e verso concorde i moduli si sommano; se hanno verso opposto si sottraggono e il vettore risultante punta nel verso della maggiore. Quando invece le forze formano un angolo qualunque possiamo scomporle lungo due assi cartesiani perpendicolari e sommare separatamente le componenti orizzontali e verticali.

Le forze fondamentali in meccanica

Nello studio dell'equilibrio incontriamo costantemente alcune forze ricorrenti che è bene saper riconoscere. La forza peso agisce su ogni corpo dotato di massa ed è diretta verso il centro della Terra, con modulo P = m·g, dove g vale circa 9,8 N/kg alle nostre latitudini. La reazione vincolare, spesso chiamata normale, è la spinta che una superficie esercita perpendicolarmente sul corpo appoggiato e impedisce la compenetrazione dei materiali. La forza elastica, descritta dalla legge di Hooke F = -k·x, compare ogni volta che una molla viene allungata o compressa rispetto alla sua lunghezza a riposo. La forza d'attrito statico si oppone all'inizio del moto e può variare da zero fino a un valore massimo pari al prodotto del coefficiente per la reazione normale. Infine la tensione di una fune o di un cavo trasmette le azioni meccaniche da un capo all'altro, e in condizioni ideali ha lo stesso modulo lungo tutto il suo sviluppo. Saper distinguere queste forze ci permette di disegnare correttamente il diagramma di corpo libero, strumento fondamentale per qualunque problema di statica.

L'equilibrio del punto materiale

Un punto materiale è un modello idealizzato che trascura le dimensioni dell'oggetto e ne considera solo la massa, utile quando le rotazioni non sono rilevanti. Diciamo che un punto materiale è in equilibrio quando rimane fermo nel tempo, condizione che si verifica se e solo se la somma vettoriale di tutte le forze applicate è nulla. Questa affermazione, che corrisponde al primo principio della dinamica, equivale a richiedere che siano contemporaneamente nulle la componente orizzontale e la componente verticale della risultante. Pensiamo a un lampadario appeso al soffitto: il suo peso, diretto verso il basso, è equilibrato dalla tensione della catena, diretta verso l'alto, e i due vettori si annullano esattamente. Quando invece un libro è poggiato su un piano inclinato liscio, dobbiamo scomporre il peso lungo la direzione del piano e lungo la perpendicolare, e l'equilibrio è possibile solo se interviene un'altra forza, come l'attrito o una fune. La procedura operativa per studiare questi casi consiste sempre nei seguenti passi:

  1. Disegnare il diagramma di corpo libero del punto materiale.
  2. Scegliere un sistema di assi cartesiani conveniente, spesso allineato con il piano.
  3. Scomporre ogni forza lungo i due assi.
  4. Imporre che la somma delle componenti lungo x sia nulla e che la somma delle componenti lungo y sia nulla.
  5. Risolvere il sistema di equazioni per trovare le grandezze incognite.

L'equilibrio del corpo rigido e il momento

Quando l'oggetto ha dimensioni non trascurabili e può ruotare, il modello di punto materiale non basta più e dobbiamo introdurre il concetto di corpo rigido, cioè un oggetto le cui parti mantengono distanze fisse. In questo caso una forza, oltre a spostare il corpo, può farlo ruotare attorno a un asse, e l'effetto rotatorio si misura con il momento, definito come prodotto della forza per il braccio M = F·b, dove il braccio è la distanza perpendicolare tra la retta d'azione della forza e l'asse di rotazione. Il momento si misura in newton per metro e ha un segno convenzionale, positivo se la rotazione è antioraria e negativo se è oraria. Un corpo rigido è in equilibrio quando sono verificate due condizioni simultanee: la somma vettoriale delle forze deve essere nulla e la somma algebrica dei momenti rispetto a un qualunque polo deve essere nulla. L'esempio classico è la leva del bilanciere in palestra: se il peso di destra moltiplicato per la sua distanza dal fulcro uguaglia il peso di sinistra per la propria distanza, la sbarra resta orizzontale. Anche una scala appoggiata al muro, una porta sui cardini o una mensola fissata alla parete obbediscono alle stesse due equazioni cardinali della statica.

Ricorda

Punti chiave da fissare bene in mente:

  1. La forza è un vettore con punto di applicazione, direzione, verso e modulo, misurato in newton.
  2. Per sommare le forze si usano la regola del parallelogramma o la scomposizione lungo gli assi.
  3. Un punto materiale è in equilibrio se la risultante delle forze è il vettore nullo.
  4. Per un corpo rigido serve anche che la somma dei momenti rispetto a un polo sia zero.
  5. Il momento di una forza vale M = F·b, dove b è il braccio perpendicolare alla retta d'azione.

Piccola verifica attiva: sul quaderno disegna un quadro rettangolare appeso alla parete da due chiodi simmetrici tramite un filo teso a V. Indica con vettori il peso del quadro e le due tensioni del filo, scrivi le condizioni di equilibrio lungo gli assi x e y e ricava la tensione di ciascun tratto sapendo che il quadro pesa 20 N e che ogni tratto di filo forma un angolo di 30° con la verticale.

Riferimento curricolare

Scheda didattica rigenerata (prompt v2, §35 C-F4); allineata al curricolo del segmento.

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