Marx e il materialismo storico

SpiegazioneLiceo · 5ªfilosofia

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Il materialismo storico è la chiave con cui Karl Marx rilegge l'intera storia umana: non sono le idee dei grandi pensatori a muovere il mondo, ma il modo concreto con cui gli uomini producono ciò di cui hanno bisogno per vivere.

Un nuovo modo di guardare la storia

Immagina di entrare in classe e di sentire il professore dichiarare che la Rivoluzione francese non è scoppiata per gli ideali illuministi, ma perché la borghesia voleva libertà di commercio. Probabilmente protesteresti, citando Voltaire, Rousseau e la Dichiarazione dei diritti. Eppure è proprio questa la mossa filosofica che compie Karl Marx nella seconda metà dell'Ottocento, ribaltando completamente la prospettiva idealistica dominante. Per Hegel la storia era il cammino dello Spirito che, attraverso le contraddizioni, prendeva coscienza di sé. Marx accetta la dialettica, ma la considera capovolta come un acrobata appeso a testa in giù: occorre rimetterla sui piedi, ancorandola alla materia. La vera realtà che muove il mondo non è il pensiero, ma il lavoro concreto degli uomini che producono cibo, vestiti, case e strumenti.

Struttura e sovrastruttura

Il cuore del materialismo storico è la celebre distinzione tra struttura e sovrastruttura, presentata da Marx soprattutto nella prefazione a Per la critica dell'economia politica del 1859. La struttura è la base economica della società: comprende le forze produttive (uomini, strumenti, tecniche, conoscenze applicate al lavoro) e i rapporti di produzione (le relazioni giuridiche e sociali tra chi possiede i mezzi e chi possiede solo la propria forza lavoro). Su questa base materiale si erge la sovrastruttura, formata da diritto, politica, religione, arte, filosofia, morale: tutto ciò che chiamiamo cultura. Marx sostiene che la struttura determina la sovrastruttura, anche se non in modo meccanico e immediato. Pensa a un esempio quotidiano: il fatto che oggi consideriamo normale firmare un contratto di lavoro a tempo determinato non discende da un'idea astratta di libertà, ma da un'organizzazione produttiva flessibile che lo richiede. Le leggi, le sentenze dei giudici e perfino certe canzoni di successo finiscono col giustificare quell'assetto economico come se fosse l'unico possibile.

Le forze produttive e i rapporti di produzione

Per capire davvero come funziona la storia, Marx ci invita a osservare due ingranaggi che lavorano insieme ma a velocità diverse. Le forze produttive crescono di continuo: gli uomini inventano l'aratro, poi il mulino, poi la macchina a vapore, infine i computer; ogni innovazione aumenta la capacità di produrre ricchezza. I rapporti di produzione, invece, restano spesso fermi, perché difendono i privilegi di chi possiede già i mezzi. Quando la distanza tra i due livelli diventa intollerabile, scoppia la contraddizione e si apre l'epoca di una rivoluzione sociale. Pensa al passaggio dall'artigianato alla fabbrica: nel Settecento i mestieri erano regolati dalle corporazioni medievali, ma le nuove macchine richiedevano operai liberi di spostarsi e capitali concentrati. Le vecchie regole gildali furono spazzate via, non per un capriccio illuminato, ma perché soffocavano la nuova produzione industriale. La storia, in questa lettura, non procede per idee, ma per tensioni reali tra ciò che si può produrre e chi controlla come lo si produce.

La lotta di classe come motore della storia

«La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi»: con questa frase folgorante si apre il Manifesto del partito comunista del 1848. Marx ed Engels riconoscono che in ogni epoca esistono gruppi sociali contrapposti, definiti dal loro rapporto con i mezzi di produzione. Liberi e schiavi nell'antichità, patrizi e plebei a Roma, signori feudali e servi della gleba nel Medioevo, infine borghesia e proletariato nell'età moderna: cambiano i nomi, ma resta la struttura del conflitto. La borghesia, classe rivoluzionaria nel Settecento, ha distrutto il vecchio mondo feudale e creato un sistema produttivo gigantesco, ma ha anche generato il proletariato, cioè la massa di operai senza proprietà che dovrà a sua volta trasformare l'ordine esistente. Immagina la differenza tra il signore di un castello medievale, che possedeva terre e contadini, e l'imprenditore di un'azienda di logistica, che possiede magazzini e algoritmi: cambiano gli oggetti, ma persiste il fatto che il conflitto tra chi comanda e chi lavora plasma le istituzioni, le leggi e perfino i sogni di ciascuno.

Coscienza, ideologia e critica della religione

Una delle conseguenze più sorprendenti del materialismo storico riguarda il modo in cui pensiamo noi stessi. Per Marx «non è la coscienza degli uomini che determina il loro essere, ma è, al contrario, il loro essere sociale che determina la loro coscienza». Le idee che ci sembrano più nostre, più libere, più universali, sono in realtà legate alla nostra posizione nella produzione. Quando questo legame viene nascosto e le idee di una classe vengono spacciate per verità eterne, nasce l'ideologia: una rappresentazione rovesciata della realtà, come un'immagine in una camera oscura. La religione, per esempio, viene letta da Marx come «oppio dei popoli»: non un veleno doloso, ma un consolante analgesico che permette di sopportare un mondo ingiusto rinviando la felicità al cielo. Pensa alla pubblicità che ti promette la realizzazione personale comprando un telefono: anche oggi circolano forme di ideologia che presentano scelte economiche come destini individuali e liberatori. Smascherarle è il compito politico e filosofico che Marx affida al pensiero critico.

Ricorda

I punti chiave da fissare sono cinque:

  1. Marx capovolge Hegel: la materia, non lo Spirito, è il vero soggetto della storia.
  2. La struttura economica (forze e rapporti di produzione) determina la sovrastruttura (politica, diritto, cultura, religione).
  3. La storia avanza per contraddizioni tra forze produttive che crescono e rapporti di produzione che resistono.
  4. Il motore concreto della trasformazione è la lotta di classe, oggi tra borghesia e proletariato.
  5. La coscienza è determinata dall'essere sociale; l'ideologia è una rappresentazione rovesciata che giustifica i rapporti esistenti.

Esercizio di verifica sul quaderno: scegli un fenomeno contemporaneo che ti sta a cuore (per esempio lo smart working, gli influencer, il caro-affitti universitario, le piattaforme di food delivery). Descrivilo in un breve testo di circa quindici righe applicando lo schema marxiano: individua la struttura economica che lo rende possibile, la sovrastruttura culturale o giuridica che lo giustifica, e l'eventuale conflitto di classe che vi si nasconde. Concludi spiegando se, secondo te, l'analisi materialistica illumina o impoverisce la comprensione del fenomeno scelto.

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele al curriculum liceo-scienze-umane; linguaggio accessibile per DSA/BES.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis