La scolastica e Tommaso d'Aquino

SpiegazioneLiceo · 4ªfilosofia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La scolastica è la grande filosofia delle università medievali, che cerca di mostrare come la ragione umana e la fede cristiana possano collaborare. Tommaso d'Aquino, nel XIII secolo, ne offre la sintesi più alta, riprendendo Aristotele e fondando una teologia razionale di straordinaria coerenza.

La parola scolastica deriva da schola e indica l'insegnamento filosofico-teologico che si sviluppa nelle scuole monastiche, cattedrali e poi nelle università europee tra l'XI e il XIV secolo. Questo movimento nasce dall'esigenza di organizzare razionalmente il patrimonio della fede cristiana, utilizzando gli strumenti logici della filosofia greca. Il metodo scolastico procede attraverso la lettura di un'autorità, la formulazione di una quaestio, l'esposizione delle obiezioni e infine la responsio argomentata. Tommaso d'Aquino, frate domenicano vissuto tra il 1225 e il 1274, rappresenta il vertice di questa tradizione e la sua opera maggiore è la Summa Theologiae. Egli vive in un'epoca in cui la riscoperta di Aristotele, tradotto dall'arabo e dal greco, scuote profondamente l'Occidente cristiano. La sua impresa intellettuale consiste nel mostrare che la filosofia pagana del greco antico può essere accolta dentro l'orizzonte della verità rivelata.

Ragione e fede: due vie alla stessa verità

Il cuore del pensiero tommasiano è la convinzione che ragione e fede non siano nemiche, ma vie distinte e complementari verso un'unica verità. La ragione, partendo dall'esperienza dei sensi, può raggiungere alcune verità fondamentali come l'esistenza di Dio, l'immortalità dell'anima e i principi della legge morale naturale. La fede, invece, accoglie verità che superano le capacità della ragione, come la Trinità, l'Incarnazione o la creazione nel tempo, perché rivelate da Dio stesso. Tra i due ambiti non vi può essere contraddizione, perché entrambi hanno la stessa origine divina. La filosofia diventa così ancilla theologiae, serva della teologia, ma una serva nobile e indispensabile, dotata di un proprio metodo. Per esempio, quando guardiamo un orologio che funziona perfettamente, la ragione ci porta a concludere che esiste un orologiaio: allo stesso modo, dall'ordine del mondo si risale al suo Creatore. Questa armonia tra le due dimensioni segna una svolta rispetto a chi, come alcuni averroisti, sosteneva la teoria della doppia verità.

Le cinque vie e la metafisica dell'essere

Per dimostrare razionalmente l'esistenza di Dio, Tommaso elabora le celebri cinque vie, che partono sempre dall'esperienza sensibile del mondo. La prima via muove dal movimento: tutto ciò che si muove è mosso da altro, e questa catena non può procedere all'infinito, dunque esiste un Primo Motore immobile. La seconda parte dalla causalità efficiente, la terza dal contingente e dal necessario, la quarta dai gradi di perfezione, la quinta dall'ordine finalistico del cosmo. Sul piano metafisico, Tommaso riprende da Aristotele la distinzione tra potenza e atto, ma la integra con la fondamentale differenza tra essenza ed esistenza. Nelle creature, infatti, l'essenza (ciò che una cosa è) è distinta dall'esistenza (il fatto che essa sia), mentre solo in Dio essenza ed esistenza coincidono: Dio è l'Ipsum Esse Subsistens. Da questa metafisica deriva anche l'antropologia tommasiana, che concepisce l'uomo come unità sostanziale di anima e corpo, e l'etica, fondata sulla legge naturale come partecipazione della creatura razionale alla legge eterna divina.

Ricorda

Esercizio attivo sul quaderno: scegli una delle cinque vie e prova a riformularla con parole tue in cinque righe; poi spiega per iscritto perché, secondo Tommaso, essa non è un articolo di fede ma una dimostrazione razionale. Confronta infine la tua versione con quella di un compagno e annota le differenze.

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