La nascita della filosofia: i presocratici

SpiegazioneLiceo · 3ªfilosofia

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

I presocratici sono i primi pensatori greci che, tra il VI e il V secolo a.C., abbandonano le spiegazioni mitologiche del mondo e cercano un principio razionale capace di rendere conto della realtà.

La filosofia nasce nelle colonie greche dell'Asia Minore, in particolare a Mileto, intorno al 600 a.C., in un contesto di intensi scambi commerciali, contatti con culture orientali e libertà politica. Prima di allora, i Greci spiegavano i fenomeni naturali attribuendoli al capriccio degli dèi: il fulmine era l'ira di Zeus, il mare in tempesta la collera di Poseidone. I primi filosofi, chiamati presocratici perché vissuti prima di Socrate, compiono una vera rivoluzione: cercano una spiegazione razionale e unitaria della natura, fondata sull'osservazione e sull'argomentazione. Si interrogano sull'archè, cioè sul principio originario da cui tutto deriva e in cui tutto si dissolve. Questo passaggio dal mythos al logos rappresenta l'atto di nascita del pensiero occidentale.

I filosofi della natura: dalla scuola di Mileto a Eraclito

La prima scuola filosofica è quella di Mileto, fondata da Talete, considerato il primo filosofo della tradizione occidentale. Talete individua nell'acqua l'archè di tutte le cose, osservando che l'umidità è presente in ogni forma di vita e che la terra stessa sembra galleggiare sulle acque. Il suo discepolo Anassimandro compie un passo decisivo: il principio non può essere un elemento determinato, ma deve essere l'apeiron, cioè l'infinito indeterminato, da cui si separano per opposizione il caldo e il freddo, il secco e l'umido. Anassimene, terzo esponente della scuola, individua invece nell'aria l'archè, spiegando le trasformazioni della materia attraverso i processi di rarefazione e condensazione. Un esempio concreto chiarisce il pensiero di Anassimene: l'aria, condensandosi, diventa nuvola, poi acqua, poi ghiaccio; rarefacendosi, diventa fuoco. Eraclito di Efeso, infine, individua nel fuoco il simbolo del divenire universale: tutto scorre (panta rhei) e nulla resta uguale a se stesso, perché la realtà è regolata da una legge razionale, il logos, che armonizza i contrari.

Pitagorici, eleati e pluralisti: la ricerca di nuovi principi

Mentre i milesi cercavano l'archè nella materia, Pitagora di Samo, vissuto nella Magna Grecia, individua nel numero il principio di tutte le cose, perché ogni realtà può essere misurata e ordinata secondo rapporti matematici. La scuola di Elea, con Parmenide, si oppone radicalmente a Eraclito: il vero è soltanto l'essere, che è eterno, immutabile e uno, mentre il divenire è pura illusione dei sensi. Zenone difende il maestro con celebri paradossi, come quello di Achille e la tartaruga, che mostrano l'impossibilità logica del movimento. I pluralisti tentano una sintesi tra Parmenide ed Eraclito: Empedocle individua quattro radici (acqua, aria, terra, fuoco) mosse da amore e contesa, Anassagora introduce gli omeomerie governate dal Nous, l'intelligenza ordinatrice. Democrito, con la sua geniale teoria atomistica, riduce ogni realtà ad atomi indivisibili che si muovono nel vuoto, anticipando intuizioni della scienza moderna. I sofisti, infine, spostano l'attenzione dalla natura all'uomo, preparando il terreno per la riflessione socratica.

Ricorda

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele al curriculum primaria.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis