La pragmatica della comunicazione e i suoi disturbi — scheda

Istituto professionale servizi sanita assistenza socialecomp uscita 03 contenuto verificato

Scarica in PDF Adatta questa scheda al mio alunno

In breve: La pragmatica studia come usiamo la comunicazione nelle relazioni reali. Quando si altera, nascono difficoltà nei rapporti con gli altri.

Che cos'è la pragmatica

La pragmatica è lo studio della comunicazione in azione. Non guarda solo le parole, ma il loro uso concreto tra le persone.

Ogni messaggio ha due livelli. C'è il contenuto, cioè ciò che diciamo. C'è poi la relazione, cioè come ci poniamo verso l'altro.

Nel lavoro socio-sanitario questo è fondamentale. L'operatore non trasmette solo informazioni. Costruisce un legame di fiducia con la persona assistita.

Come funziona la comunicazione nella relazione

La comunicazione avviene sempre dentro un contesto. Lo stesso messaggio cambia significato in luoghi e momenti diversi.

Esistono due canali principali. Quello verbale usa le parole. Quello non verbale usa il corpo, lo sguardo, il tono di voce.

Non si può non comunicare. Anche il silenzio o un gesto trasmettono un messaggio. Per questo l'operatore deve curare ogni segnale che invia.

La comunicazione efficace richiede ascolto attivo. Significa accogliere l'altro senza giudicare. Significa anche osservare i suoi segnali non verbali.

I disturbi della pragmatica si manifestano quando questa capacità si altera. La persona può avere difficoltà a capire i sottintesi. Può non rispettare i turni di parola. Può non cogliere ironia o metafore.

Queste difficoltà compaiono in vari quadri clinici. Si osservano nei disturbi dello spettro autistico. Si trovano anche dopo lesioni cerebrali o in alcune patologie psichiatriche.

Esempi nella pratica quotidiana

Esempio 1: un anziano in RSA dice "non ho fame". L'operatore attento osserva il tono triste e lo sguardo basso. Il messaggio reale può essere solitudine, non rifiuto del cibo.

Esempio 2: un utente con disturbo pragmatico non capisce la frase "ci vediamo dopo". Prende il "dopo" alla lettera e attende per ore. L'operatore impara a usare indicazioni precise.

Esempio 3: durante un colloquio, l'operatore sociale incrocia le braccia. L'utente percepisce chiusura, anche se le parole sono gentili. La coerenza tra verbale e non verbale conta moltissimo.

Parole difficili

Riferimenti

Fonte

Scheda didattica verificata sull'obiettivo ob.prof-servizi-sanita-assistenza-sociale.comp-uscita-03.cl3.pragmatica-comunicazione.01 — Revisione dei percorsi dell'istruzione professionale e raccordo con l'istruzione e formazione professionale. Verificata il 2026-06-05 sulla norma di riferimento.

Schede correlate

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive in automatico per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, parole difficili spiegate, anche audio e verifiche.

Adatta gratis