Due filosofi dell'Ottocento hanno scosso le fondamenta del pensiero occidentale: Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Nietzsche (1844-1900). Hanno influenzato tutto il '900.
Karl Marx
Vita e contesto
Nato a Treviri (Germania), studia diritto e filosofia. Esiliato per le sue idee, vive a Parigi, Bruxelles, e infine a Londra dove scrive Il Capitale. Lavora con Friedrich Engels (l'amico-finanziatore).
Il materialismo storico
Marx ribalta Hegel: non sono le idee a fare la storia, ma i rapporti economici. La struttura economica (produzione, distribuzione, scambio) determina la sovrastruttura (politica, religione, cultura, diritto).
La lotta di classe
Tutta la storia è la storia della lotta tra classi: schiavi vs padroni, servi vs signori, proletari vs borghesi. Nel capitalismo, gli operai (proletari) sono sfruttati dai capitalisti che si appropriano del plusvalore (il valore prodotto dal lavoro che non torna al lavoratore come salario).
Il Manifesto del Partito Comunista (1848)
Scritto con Engels, comincia con la celebre frase: "Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo". Termina con "Proletari di tutto il mondo, unitevi!".
Il Capitale (1867)
Opera monumentale (3 volumi) dove analizza il capitalismo. Distingue valore d'uso (utilità di un oggetto) e valore di scambio (quanto costa). Mostra che il capitalismo è destinato a crisi cicliche e, secondo Marx, alla sua trasformazione in una società senza classi.
L'eredità
Influenza fortissima sui movimenti operai e sui partiti comunisti del '900. La Rivoluzione russa del 1917 si ispira a Marx. Anche oggi le sue analisi del capitalismo sono studiate, anche da chi non condivide le sue conclusioni politiche.
Friedrich Nietzsche
Vita e contesto
Nato a Röcken (Germania), figlio di un pastore protestante. Diventa giovanissimo professore di filologia classica a Basilea. Soffre di problemi di salute. 1889: crolla a Torino, abbracciando un cavallo maltrattato, e cade nella follia. Muore 11 anni dopo, assistito dalla sorella Elisabeth (che falsificherà parte dei suoi scritti).
La morte di Dio
Nietzsche annuncia: "Dio è morto" (Gaia Scienza, 1882). Non è una negazione superficiale: significa che i valori tradizionali (cristianesimo, morale assoluta) hanno perso fondamento. L'uomo moderno deve creare nuovi valori.
Apollineo e dionisiaco
Nella Nascita della tragedia (1872): la cultura greca era equilibrio tra apollineo (ordine, ragione, forma) e dionisiaco (caos, istinto, vita). Il razionalismo socratico ha rotto l'equilibrio.
Il superuomo (Übermensch)
Così parlò Zarathustra (1883-85): l'uomo deve essere superato. Il superuomo è colui che crea i propri valori, vive intensamente, accetta la volontà di potenza (volontà di vita e di affermazione).
L'eterno ritorno
Idea inquietante: tutto si ripete eternamente. Vivi la tua vita in modo che vorresti riviverla infinite volte, identicamente.
La critica della morale cristiana
Genealogia della morale (1887): la morale cristiana è "morale degli schiavi", inversione dei valori naturali (la forza diventa cattiva, la debolezza diventa virtù). Nietzsche difende valori "aristocratici": forza, vita, gioia.
L'eredità
Nietzsche è stato strumentalizzato dal nazismo (in modo falsato, dalla sorella Elisabeth). Ma il suo pensiero ha influenzato Heidegger, Foucault, gli esistenzialisti, gli studi culturali. Continua a interrogarci sul senso della vita senza certezze.
In comune
Marx e Nietzsche, pur diversissimi, condividono:
- Critica radicale della tradizione occidentale.
- Sospetto verso le verità "evidenti" (religione, ideologia).
- Visione storica dell'umanità.
- Influenza enorme sulla filosofia, politica, cultura del '900.