In breve: Il settore tessile produce scarichi, rifiuti ed emissioni. La legge italiana impone regole precise per proteggere l'ambiente.
Perché serve una normativa ambientale
La produzione di abbigliamento usa molta acqua ed energia. Usa anche tinture, solventi e fibre sintetiche. Queste lavorazioni possono inquinare l'aria, l'acqua e il suolo. Per questo lo Stato ha scritto regole chiare che le aziende devono rispettare. Conoscere queste regole è parte del lavoro dell'operatore tessile.
Le principali aree di tutela
La normativa ambientale italiana si occupa di tre grandi aree. La prima riguarda gli scarichi idrici: l'acqua usata per tingere o lavare i tessuti va depurata prima di tornare nei fiumi. La seconda riguarda i rifiuti: scarti di stoffa, imballaggi e bagni di tintura esausti vanno raccolti in modo separato. La terza riguarda le emissioni in aria, come polveri di fibre o vapori dei solventi.
I fattori di inquinamento del settore tessile
Nel settore tessile gli inquinanti più comuni sono di vari tipi. Le tinture e i fissatori chimici possono contenere sostanze nocive per i corsi d'acqua. I solventi usati nelle pulizie a secco emettono vapori dannosi. Le polveri di cotone e di fibre sintetiche si disperdono nell'aria del laboratorio. Anche le microplastiche, rilasciate dalle fibre sintetiche, sono un problema ambientale recente.
Come si applicano le regole in laboratorio
In pratica, l'operatore deve seguire alcune buone abitudini ogni giorno. Separare gli scarti di stoffa dai rifiuti generali, usando i contenitori giusti. Non versare mai tinture o solventi nei lavandini o nei tombini. Conservare i prodotti chimici nei contenitori originali, ben chiusi ed etichettati. Segnalare al responsabile eventuali perdite o sversamenti accidentali. Usare i sistemi di aspirazione per ridurre polveri e vapori nell'ambiente di lavoro.
Esempio pratico
In un laboratorio di tintura, dopo aver colorato un lotto di magliette, resta del bagno di tintura esausto. L'operatore non lo butta nello scarico, ma lo raccoglie in un fusto dedicato. Il fusto viene etichettato come rifiuto speciale e ritirato da una ditta autorizzata. Così l'azienda rispetta la legge e protegge l'acqua del territorio.
Parole difficili
- Scarichi idrici: acque usate dall'azienda che vengono restituite all'ambiente.
- Depurazione: trattamento che pulisce l'acqua sporca prima di scaricarla.
- Rifiuto speciale: rifiuto industriale che richiede smaltimento controllato.
- Solvente: liquido chimico usato per sciogliere sostanze o pulire tessuti.
- Microplastiche: piccolissimi frammenti di plastica rilasciati dalle fibre sintetiche.
- Sversamento: perdita o caduta accidentale di un liquido sul pavimento o nel terreno.
Riferimenti
- Norma: Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione
- Obiettivo formativo coperto: ob.iefp-operatore-dellabbigliamento-e-dei-prodotti-tessili.competenze-tecnico-professionali.cl3.sicurezza-conoscenze.04