In breve: Molte industrie producono scarichi che possono inquinare fiumi e falde. Riconoscere i processi a rischio aiuta a prevenire danni ambientali.
Perché studiare i processi produttivi
Ogni industria trasforma materie prime in prodotti finiti. Durante queste trasformazioni nascono rifiuti liquidi che spesso finiscono nelle acque.
L'operatore della gestione delle acque deve conoscere queste lavorazioni. Solo così può capire da dove arriva un inquinamento sospetto.
Sul territorio convivono attività molto diverse tra loro. Alcune sono piccole officine, altre sono grandi stabilimenti chimici o alimentari.
Tipologie industriali e possibili danni
Le industrie chimiche lavorano con sostanze come solventi, acidi e basi. I loro scarichi possono contenere metalli o composti tossici per i pesci.
Le industrie tessili usano molta acqua per tingere i tessuti. L'acqua di scarico può uscire colorata e ricca di prodotti chimici.
Le industrie alimentari (caseifici, macelli, cantine) scaricano residui organici. Questi residui consumano l'ossigeno dell'acqua e soffocano la vita acquatica.
Le officine meccaniche e galvaniche usano oli e bagni metallici. Una perdita può portare cromo, nichel o oli minerali nei tombini.
Le cartiere e le concerie producono scarichi molto carichi di sostanze. Servono impianti di depurazione dedicati prima dello scarico finale.
Cosa sono gli scarichi abusivi
Uno scarico abusivo avviene quando un'azienda riversa rifiuti liquidi senza autorizzazione. Spesso usa tubi nascosti o lo scarico avviene di notte.
I segnali da osservare sul territorio sono diversi. Per esempio: schiuma anomala in un fosso, cattivi odori, acqua colorata o pesci morti.
L'operatore può segnalare il sospetto agli enti di controllo. Tra questi ci sono ARPA, Polizia Locale e Carabinieri Forestali.
Esempi pratici di analisi
Caso 1: in un piccolo fiume compare una macchia bianca lattiginosa. A monte si trova un caseificio: probabile scarico di siero non trattato.
Caso 2: un canale ha riflessi iridescenti sulla superficie. A monte ci sono autofficine: probabile sversamento di oli minerali.
Caso 3: l'acqua di un fosso diventa rossa dopo le piogge. Vicino opera una tintoria: i piazzali dilavati possono trascinare coloranti.
In ogni caso il metodo è simile. Si osserva il sintomo, si risale alla fonte e si raccolgono prove (foto, campioni, orari).
Parole difficili
- Scarico: liquido di rifiuto immesso in acqua, suolo o fognatura.
- Depurazione: trattamento che rimuove sostanze inquinanti dall'acqua usata.
- Sostanza organica: materia di origine animale o vegetale presente negli scarichi.
- Falda: acqua sotterranea contenuta nei terreni permeabili.
- Dilavamento: trascinamento di sostanze da una superficie a opera della pioggia.
- ARPA: Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente, ente di controllo.
Riferimenti
- Norma: Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione
- Obiettivo formativo coperto: ob.iefp-operatore-della-gestione-delle-acque-e.competenze-tecnico-professionali.cl3.qualita-ambientale-conoscenze.04