In breve: L'ingegneria naturalistica usa piante e materiali vivi per proteggere il suolo e le sponde dei corsi d'acqua.
Cos'è l'ingegneria naturalistica
L'ingegneria naturalistica è una tecnica che unisce lavori edili e materiali naturali. Si usa per difendere argini, coste e pendii dall'erosione.
Al posto del solo cemento, si impiegano piante vive, legno, pietre e fibre. Le radici delle piante rinforzano il terreno nel tempo.
Questa tecnica rispetta l'ambiente e il paesaggio. Costa meno della cemento armato e dura a lungo se manutenuta bene.
Come funziona
Il principio è semplice. Le radici tengono unite le particelle del suolo. I fusti rallentano l'acqua e il vento.
I materiali vivi crescono e si rinforzano negli anni. Il legno e le fibre, invece, si decompongono lentamente. Nel frattempo, le piante hanno già consolidato il terreno.
Si scelgono specie autoctone, cioè piante del luogo. Salici, ontani e canne sono molto usati lungo i fiumi. Le radici di queste piante resistono bene all'umidità.
L'operatore valuta prima il sito. Controlla la pendenza, il tipo di suolo e la presenza di acqua. Poi sceglie la tecnica più adatta.
Esempi pratici
Fascinata viva: si lega un fascio di rami di salice. Si posa lungo la sponda dentro un piccolo scavo. I rami germogliano e formano una barriera verde.
Palificata: si costruisce una piccola parete con tronchi incrociati. Negli spazi si mettono terra e talee di salice. Le piante crescono e legano la struttura.
Gradonata: sul pendio si scavano gradini orizzontali. In ogni gradino si piantano talee o arbusti. Si frena l'erosione e si stabilizza il versante.
Biostuoia: si stende un tappeto di fibre di cocco o paglia sul terreno nudo. Sotto si semina l'erba. La stuoia protegge i semi finché non germogliano.
In tutti i casi, l'operatore controlla il lavoro per alcuni mesi. Sostituisce le piante secche e rinforza i punti deboli.
Parole difficili
- Erosione: consumo del suolo causato da acqua, vento o ghiaccio.
- Argine: rilevato di terra che contiene un corso d'acqua.
- Talea: pezzo di ramo che, piantato, sviluppa nuove radici.
- Specie autoctona: pianta originaria del luogo, non importata.
- Sponda: bordo laterale di un fiume, lago o canale.
- Pendio: terreno inclinato, come un fianco di collina.
Riferimenti
- Norma: Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione
- Obiettivo formativo coperto: ob.iefp-operatore-della-gestione-delle-acque-e.competenze-tecnico-professionali.cl3.argini-coste-abilita.02