La letteratura delle origini

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 2ªitaliano

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La letteratura italiana ha un punto di partenza preciso: nasce nel Medioevo, quando dal latino si sviluppano le lingue volgari e i primi autori cominciano a scrivere testi in una lingua che il popolo possa capire.

Quando e perché nasce la letteratura italiana

La letteratura italiana nasce tra il Duecento e il primo Trecento, in un periodo storico in cui l'Europa medievale stava vivendo profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali. Per secoli la lingua della cultura, della scuola e della Chiesa era stata il latino, mentre la gente comune parlava il volgare, cioè una lingua derivata dal latino ma molto diversa. A un certo punto, però, alcuni autori decisero di scrivere testi importanti proprio nel volgare, per raggiungere un pubblico più ampio e non solo i pochi che sapevano il latino. Questa scelta fu rivoluzionaria, perché diede dignità letteraria a una lingua considerata fino ad allora rozza e popolare. Pensa, ad esempio, a come oggi sentiremmo strano se la televisione trasmettesse il telegiornale solo in latino: capiremmo poco e ci sentiremmo esclusi. Allo stesso modo, i primi scrittori in volgare vollero rendere la letteratura accessibile, parlando della loro fede, del loro amore e della loro vita quotidiana.

I primi documenti in volgare italiano

Prima della vera e propria letteratura, esistono alcuni documenti brevissimi che testimoniano il passaggio dal latino al volgare. Il più famoso è l'Indovinello veronese, scritto verso la fine dell'VIII secolo da un copista che descriveva, con un'immagine poetica, il proprio lavoro di scrittura paragonando la penna a un bue che ara un campo bianco. Un altro testo importantissimo è il Placito capuano del 960, una formula giuridica con cui alcuni testimoni dichiararono che certe terre appartenevano a un monastero: si tratta del primo documento ufficiale in cui compare consapevolmente una lingua diversa dal latino. Per capire meglio, immagina di trovare un vecchio quaderno in soffitta in cui tuo bisnonno, abituato a scrivere in italiano, prova per la prima volta a usare il dialetto: quel quaderno sarebbe la prova del cambiamento. Allo stesso modo, questi piccoli testi mostrano che il volgare stava conquistando spazi sempre più importanti. Sono brevi, ma preziosissimi, perché segnano l'inizio di una storia lunghissima.

La poesia religiosa: san Francesco e Iacopone

La prima vera opera della letteratura italiana è il Cantico delle creature, scritto da san Francesco d'Assisi intorno al 1224, in volgare umbro. In questo testo Francesco loda Dio attraverso le sue creature, chiamando il sole "fratello" e la luna "sorella", e mostrando un amore sincero per la natura e per ogni essere vivente. La sua poesia è semplice, musicale, ricca di immagini concrete che chiunque poteva capire, anche chi non sapeva leggere. Accanto a Francesco, ricordiamo Iacopone da Todi, un frate francescano che scrisse le Laude, componimenti religiosi appassionati e a volte drammatici, come il celebre Donna de Paradiso, in cui Maria parla con Gesù sulla croce. Per capire la forza di queste poesie, pensa a una canzone moderna che ti emoziona perché racconta un dolore vero: anche le Laude funzionavano così, toccando il cuore della gente comune. Questi testi mostrano che la religione poteva esprimersi in una lingua viva e popolare, non solo nei freddi latini liturgici.

La scuola siciliana e la poesia d'amore

Intorno al 1230, alla corte dell'imperatore Federico II di Svevia in Sicilia, nacque la scuola siciliana, un gruppo di poeti che scrivevano poesie d'amore in volgare siciliano illustre, cioè raffinato e nobile. Tra i suoi protagonisti ricordiamo Giacomo da Lentini, considerato l'inventore del sonetto, una forma poetica di quattordici versi che avrà un successo enorme nei secoli successivi. Questi poeti si ispiravano ai trovatori provenzali, ma sostituirono il riferimento al signore feudale con un'idea più astratta dell'amore, immaginato come una forza nobile che eleva l'animo. Per capire l'invenzione del sonetto, immagina di inventare oggi un nuovo formato di video brevi che tutti iniziano a copiare: ecco, il sonetto ebbe quel tipo di fortuna, durando però per secoli. Un esempio pratico di questa poesia è la descrizione della donna amata come una creatura quasi divina, lontana e perfetta, come oggi accadrebbe nelle parole di una canzone romantica appassionata. La scuola siciliana fu fondamentale perché diede alla poesia italiana una forma colta e raffinata.

I poeti toscani e il Dolce stil novo

Dopo la scuola siciliana, il centro della poesia si spostò in Toscana, dove nacque una nuova corrente chiamata Dolce stil novo, attorno alla fine del Duecento. I suoi protagonisti furono Guido Guinizzelli, considerato il padre della corrente, Guido Cavalcanti, Dante Alighieri da giovane e altri poeti raffinati. Lo stilnovo immaginava l'amore come un sentimento nobile, che nasce solo in un cuore gentile, cioè generoso e capace di provare emozioni elevate, e che porta l'uomo verso la perfezione spirituale. La donna amata diventa una creatura angelica, capace di avvicinare l'uomo a Dio con il suo sguardo e il suo saluto. Per capirlo, pensa a quando ti senti migliorare grazie a un amico che ammiri: lo stilnovo applica la stessa idea all'amore, ma con un tono altissimo e quasi religioso. Un esempio quotidiano è il modo in cui certe canzoni moderne descrivono l'amato o l'amata come qualcuno che cambia in meglio chi gli sta vicino. Lo stilnovo prepara il terreno alla grande poesia di Dante.

Le tre corone: Dante, Petrarca, Boccaccio

Nel Trecento la letteratura italiana raggiunge la maturità grazie a tre autori straordinari, chiamati le tre corone: Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio. Dante, autore della Divina Commedia, racconta in volgare fiorentino un viaggio immaginario nell'aldilà, dividendo l'opera in Inferno, Purgatorio e Paradiso, e descrivendo personaggi indimenticabili che incarnano vizi e virtù. Petrarca scrive il Canzoniere, una raccolta di poesie d'amore dedicate a una donna chiamata Laura, in cui esplora con grande finezza i conflitti interiori, i dubbi e le emozioni del proprio cuore. Boccaccio compone il Decameron, una raccolta di cento novelle raccontate da dieci giovani che si rifugiano in campagna per sfuggire alla peste del 1348: le storie parlano di amore, astuzia, fortuna e affari, mostrando una società varia e vivace. Per capirne la modernità, pensa che ancora oggi guardiamo serie televisive che alternano episodi diversi: il Decameron funziona in modo simile, con storie indipendenti unite da una cornice. Le tre corone fissano per sempre il modello del volgare letterario italiano.

Le forme letterarie delle origini

Nelle origini della nostra letteratura troviamo già una grande varietà di generi e di forme che usiamo ancora oggi, in modi diversi. La lauda è una poesia religiosa, spesso cantata, che esprime devozione e sentimenti spirituali con linguaggio appassionato. Il sonetto e la canzone sono forme della lirica amorosa, con regole metriche precise che gli autori dovevano rispettare con cura. La novella è un racconto breve in prosa che narra un episodio singolo, spesso con una morale o una sorpresa finale. Le cronache, come quelle di Giovanni Villani, raccontano in prosa gli eventi storici delle città, simili ai resoconti di un giornalista odierno. Per esempio, oggi un post sui social può somigliare alla novella, perché racconta un piccolo episodio significativo, mentre un articolo di cronaca riprende la funzione della cronaca medievale. Conoscere queste forme aiuta a capire come la letteratura abbia inventato, fin dall'inizio, modi diversi per raccontare la realtà.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno, prova a costruire una tabella con tre colonne (autore, opera, secolo) e inserisci almeno sei autori studiati in questa scheda. Poi scrivi tre righe in cui spieghi perché, secondo te, è stato così importante cominciare a scrivere in volgare invece che in latino, facendo riferimento al pubblico e alle emozioni che i testi volevano trasmettere.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.scrittura.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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