La favola e la fiaba sono due antichissimi generi narrativi che, pur essendo cugini, hanno caratteristiche, scopi e personaggi molto diversi che è importante saper riconoscere.
Quando apriamo un libro di racconti, ci capita spesso di trovare storie brevi con animali parlanti o lunghe avventure con principi e draghi. Entrambe appartengono alla grande famiglia della narrativa popolare, nata oralmente intorno al fuoco molte generazioni fa, prima ancora che venisse messa per iscritto. Per molto tempo i due termini sono stati usati come sinonimi, ma in realtà indicano forme narrative differenti per finalità, ambientazione e protagonisti. Imparare a distinguerle ti aiuterà a leggere meglio e a comprendere il messaggio che ogni autore vuole comunicare al lettore.
La favola: animali che insegnano
La favola è un racconto molto breve, in prosa o in versi, i cui protagonisti sono quasi sempre animali che parlano e si comportano come esseri umani. Ogni animale rappresenta in modo fisso un difetto o una virtù: la volpe simboleggia l'astuzia, il leone la forza, la formica la laboriosità, la cicala la spensieratezza. L'ambientazione è poco descritta, perché ciò che conta davvero è l'azione e l'insegnamento finale, chiamato morale, che spiega in poche righe la lezione di vita contenuta nella storia. I favolisti più famosi sono il greco Esopo, il latino Fedro e il francese Jean de La Fontaine. Pensa alla celebre storia della formica che lavora tutta l'estate per mettere da parte il cibo, mentre la cicala canta senza preoccuparsi del domani: arriverà l'inverno e la cicala scoprirà sulla propria pelle quanto era importante essere previdenti.
La fiaba: magia e avventure
La fiaba, invece, è un racconto molto più lungo e ricco di personaggi diversi, come re, regine, principi, principesse, streghe, orchi, fate e maghi, che vivono in un mondo dominato dalla magia. L'ambientazione è indefinita nel tempo e nello spazio, e si riconosce subito dalla formula d'apertura «C'era una volta, in un regno lontano» e da quella di chiusura «E vissero felici e contenti». La trama segue uno schema fisso: un eroe parte da casa, attraversa prove difficili grazie all'aiuto di oggetti magici o di personaggi soprannaturali, sconfigge il cattivo e ottiene una ricompensa, spesso un matrimonio o un regno. A differenza della favola, la fiaba non ha una morale dichiarata: il suo scopo è soprattutto far sognare, divertire e trasmettere valori come il coraggio, la bontà e la perseveranza. I raccoglitori più importanti sono i fratelli Grimm in Germania, Charles Perrault in Francia e Italo Calvino in Italia.
Ricorda
- Nella favola i protagonisti sono animali umanizzati che rappresentano vizi e virtù, e il racconto si chiude con una morale esplicita.
- Nella fiaba i protagonisti sono umani e creature fantastiche immersi nella magia, e la storia segue lo schema partenza-prove-vittoria-ricompensa.
- Esercizio attivo sul quaderno: scrivi due colonne, «favola» e «fiaba», e inserisci sotto a ciascuna almeno tre elementi tipici (personaggi, ambiente, formule, scopo); poi inventa un brevissimo inizio (massimo tre righe) per ognuno dei due generi, rispettandone le caratteristiche.