Le risorse e l'ambiente

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 3ªgeografia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Le risorse naturali sono tutto ciò che la Terra ci offre per vivere e produrre, ma non sono infinite: imparare a distinguerle, usarle bene e proteggerle è una delle sfide più importanti del nostro secolo.

Che cosa sono le risorse naturali

Le risorse naturali sono tutti gli elementi presenti nell'ambiente che gli esseri umani utilizzano per soddisfare i propri bisogni, dalla nutrizione al riscaldamento, dai trasporti alla produzione industriale di beni. Pensiamo all'acqua che beviamo ogni mattina, al legno dei mobili della nostra cameretta, al petrolio che fa muovere gli autobus oppure al vento che fa girare le pale eoliche sulle colline. Una risorsa esiste in natura indipendentemente dall'uomo, ma diventa davvero utile soltanto quando una società ha le conoscenze tecniche per sfruttarla in modo efficace. Il carbone, per esempio, era considerato una pietra inutile finché nell'Ottocento non si scoprì che poteva alimentare le caldaie a vapore delle prime fabbriche e delle locomotive. Lo stesso vale per l'uranio, che è diventato una risorsa energetica fondamentale solo dopo gli studi sulla fissione nucleare nella prima metà del Novecento. Capire questo concetto significa comprendere che il valore di una risorsa dipende sempre dal contesto storico, tecnologico ed economico in cui viviamo.

Risorse rinnovabili e non rinnovabili

La distinzione più importante in geografia riguarda la velocità con cui una risorsa si rigenera rispetto alla velocità con cui viene consumata dalle attività umane. Le risorse rinnovabili si rigenerano in tempi compatibili con la vita umana, come l'energia solare che ogni giorno raggiunge la Terra, oppure l'acqua del ciclo idrologico che continua a evaporare e a ricadere come pioggia. Anche le foreste e i pesci dei mari sono rinnovabili, ma soltanto se il prelievo non supera la loro capacità di riprodursi: una pineta tagliata interamente impiega decenni a ricrescere. Le risorse non rinnovabili, invece, si sono formate in milioni di anni attraverso lenti processi geologici e, una volta esaurite, non potranno essere ricostituite nei tempi storici dell'umanità. Appartengono a questa categoria il petrolio, il carbone, il gas naturale e tutti i minerali metallici come il ferro, il rame o il litio usato nelle batterie degli smartphone. Per questo l'Unione Europea sta investendo molto nel riciclo dei metalli rari contenuti nei dispositivi elettronici vecchi.

Le risorse energetiche

L'energia è la risorsa che muove la nostra società moderna, dal frigorifero di casa fino agli enormi macchinari delle acciaierie e dei porti container. Per molto tempo abbiamo dipeso quasi esclusivamente dalle fonti fossili, cioè carbone, petrolio e gas naturale, che però rilasciano grandi quantità di anidride carbonica e contribuiscono al riscaldamento globale del pianeta. Negli ultimi decenni si sono diffuse le energie alternative pulite: i pannelli fotovoltaici trasformano la luce del sole in elettricità sui tetti delle case, mentre le centrali idroelettriche delle valli alpine usano la caduta dell'acqua dei fiumi per produrre corrente. L'energia eolica sfrutta il vento attraverso grandi turbine, come quelle installate nel Mare del Nord o sui crinali appenninici italiani. Esistono inoltre la geotermia, che utilizza il calore interno della Terra come a Larderello in Toscana, e le biomasse, ottenute da scarti agricoli e forestali. La transizione ecologica consiste proprio nel passaggio graduale dalle fonti fossili a queste energie rinnovabili, più rispettose dell'ambiente.

L'acqua: una risorsa preziosa

L'acqua dolce rappresenta meno del tre per cento di tutta l'acqua presente sulla Terra, e di questa porzione gran parte è intrappolata nei ghiacciai polari o nelle falde sotterranee profonde. Significa che la quantità di acqua effettivamente disponibile per bere, irrigare i campi e alimentare le industrie è molto limitata e distribuita in modo diseguale tra i continenti. In Europa centrale l'acqua è generalmente abbondante grazie alle piogge frequenti, mentre nel Sahel africano o in alcune regioni del Medio Oriente la siccità è un problema quotidiano che spinge intere popolazioni a migrare. Anche in Italia, soprattutto nelle estati recenti, abbiamo visto fiumi importanti come il Po raggiungere livelli minimi storici, mettendo in crisi l'agricoltura della pianura padana. Per questo motivo le città stanno costruendo nuovi acquedotti, riparando le tubature che disperdono fino al quaranta per cento dell'acqua trasportata e promuovendo il risparmio idrico domestico. Ognuno di noi può contribuire chiudendo il rubinetto mentre si lava i denti o installando riduttori di flusso nelle docce.

L'impatto delle attività umane sull'ambiente

Le attività economiche dell'uomo modificano profondamente i paesaggi naturali e generano diverse forme di inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo. L'inquinamento atmosferico delle grandi città è causato soprattutto dal traffico automobilistico, dal riscaldamento degli edifici e dalle emissioni industriali, e provoca malattie respiratorie e piogge acide che danneggiano boschi e monumenti. La deforestazione delle foreste tropicali, come quella amazzonica, distrugge habitat preziosi, riduce la biodiversità del pianeta e accelera il cambiamento climatico perché vengono abbattuti alberi che assorbivano anidride carbonica. Il consumo di suolo è un altro problema serio: ogni anno in Italia perdiamo decine di chilometri quadrati di terreno agricolo coperti da capannoni, strade e parcheggi che lo rendono impermeabile e inutilizzabile per le coltivazioni. Anche i mari sono minacciati dalla plastica, dagli sversamenti di petrolio delle petroliere e dalla pesca eccessiva che impoverisce gli stock ittici. Tutti questi fenomeni mostrano quanto sia stretto il legame tra economia, ambiente e qualità della vita futura.

Sviluppo sostenibile e Agenda 2030

Di fronte a questi problemi la comunità internazionale ha elaborato il concetto di sviluppo sostenibile, formulato per la prima volta nel rapporto Brundtland del 1987. Si tratta di uno sviluppo che soddisfa i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri. Nel 2015 le Nazioni Unite hanno approvato l'Agenda 2030, un programma di azione globale che contiene diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile, chiamati anche SDGs in inglese. Tra questi troviamo la lotta alla povertà, l'accesso universale all'acqua potabile, l'energia pulita e accessibile, le città sostenibili, la difesa del clima e la tutela della vita sulla terra e sotto i mari. Ogni Stato membro si è impegnato a raggiungere questi traguardi entro il 2030, attraverso politiche concrete come il Green Deal europeo che mira alla neutralità climatica nel 2050. Anche le scuole, le imprese e i singoli cittadini hanno un ruolo importante nel realizzare questi obiettivi quotidianamente.

Le buone pratiche per proteggere l'ambiente

Proteggere le risorse naturali non è soltanto un compito dei governi o delle grandi industrie, ma riguarda ogni persona attraverso le scelte di tutti i giorni. La regola delle quattro erre, ridurre, riusare, riciclare e recuperare, ci insegna a diminuire gli sprechi, a dare nuova vita agli oggetti, a separare correttamente i rifiuti e a recuperare materia ed energia dagli scarti. La raccolta differenziata permette per esempio di trasformare le bottiglie di plastica in pile di abbigliamento sportivo o di ricavare carta nuova dai giornali vecchi senza abbattere altri alberi. Anche la mobilità sostenibile è importante: andare a scuola a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici riduce le emissioni di gas serra e migliora la qualità dell'aria del nostro quartiere. A tavola possiamo preferire prodotti locali e di stagione, come la frutta del contadino vicino invece delle fragole importate dall'altra parte del mondo a gennaio. Infine, partecipare a campagne di pulizia di spiagge, parchi o sentieri di montagna è un'esperienza educativa che rafforza il senso di responsabilità verso il bene comune.

Ricorda

Ecco i punti chiave da fissare nella memoria sulle risorse e l'ambiente:

  1. Le risorse naturali si dividono in rinnovabili, che si rigenerano in tempi brevi, e non rinnovabili, che si esauriscono.
  2. Le fonti fossili inquinano molto, mentre le energie alternative come solare, eolico, idroelettrico e geotermico sono più pulite.
  3. L'acqua dolce è scarsa e va risparmiata con comportamenti quotidiani responsabili in casa, a scuola e in agricoltura.
  4. Le attività umane causano inquinamento, deforestazione, consumo di suolo e perdita di biodiversità in tutto il mondo.
  5. Lo sviluppo sostenibile e l'Agenda 2030 indicano la strada per conciliare crescita economica e tutela dell'ambiente.
  6. Le quattro erre, la mobilità dolce e il consumo consapevole sono azioni concrete alla portata di ciascuno.

Piccolo esercizio di verifica: sul tuo quaderno disegna una tabella con due colonne intitolate 'Rinnovabili' e 'Non rinnovabili', poi inserisci correttamente queste otto risorse, sole, petrolio, vento, carbone, acqua corrente, gas naturale, biomasse e rame; infine, sotto la tabella, scrivi un breve testo di sei righe in cui spieghi tre comportamenti che metterai in pratica da domani per ridurre il tuo impatto ambientale, motivando ciascuna scelta con una ragione legata all'Agenda 2030.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.geografia.cl3.paesaggio.02 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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