L'ambiente e i problemi: capire la Terra per proteggerla

SpiegazioneScuola secondaria di I grado · 2ªgeografia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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L'ambiente è il sistema in cui viviamo, fatto di aria, acqua, suolo, piante, animali ed esseri umani. Oggi questo sistema è in difficoltà a causa dell'azione dell'uomo, ma conoscere i problemi è il primo passo per affrontarli.

Che cos'è l'ambiente

Quando parliamo di ambiente intendiamo l'insieme degli elementi naturali e artificiali che ci circondano e che interagiscono fra loro in un equilibrio molto delicato. Comprende le componenti non viventi, come le rocce, l'acqua dei fiumi e l'aria che respiriamo, ma anche tutti gli esseri viventi, dalle alghe microscopiche fino alle balene. Tra questi elementi esistono continui scambi di energia e di materia che permettono la vita sul nostro pianeta. Pensa a un bosco di faggi sull'Appennino: il sole fa crescere gli alberi, gli alberi offrono cibo agli scoiattoli e rifugio agli uccelli, le foglie cadute nutrono il terreno. Anche una città come Milano è un ambiente, perché in essa convivono persone, animali domestici, piccioni nei parchi, piante lungo i viali ed edifici costruiti dall'uomo. Studiare l'ambiente significa capire come queste parti si influenzano a vicenda.

L'inquinamento dell'aria

L'aria che respiriamo non è sempre pulita: spesso contiene sostanze nocive prodotte dalle attività umane, soprattutto nelle aree industriali e nelle grandi città. Le principali fonti di inquinamento atmosferico sono i gas di scarico delle automobili, il riscaldamento degli edifici alimentato a combustibili fossili e le ciminiere delle fabbriche. Queste emissioni rilasciano polveri sottili, conosciute come PM10, che penetrano nei polmoni e causano malattie respiratorie come asma e bronchite. Nella pianura Padana, ad esempio, d'inverno si formano spesso nubi grigie di smog perché le montagne intrappolano l'aria sporca e impediscono al vento di pulirla. Un altro esempio quotidiano è il bruciore agli occhi che si prova in una strada molto trafficata di Roma durante l'ora di punta. Per ridurre il problema servono mezzi pubblici efficienti, piste ciclabili e energie pulite.

L'effetto serra e il cambiamento climatico

Alcuni gas presenti nell'atmosfera, come l'anidride carbonica e il metano, trattengono naturalmente il calore del Sole e mantengono la Terra a una temperatura abitabile. Quando però bruciamo enormi quantità di carbone, petrolio e gas naturale, immettiamo in atmosfera molta più anidride carbonica di quella che il pianeta riesce ad assorbire. Questo eccesso provoca un riscaldamento progressivo del globo, fenomeno noto come cambiamento climatico, che modifica le piogge, scioglie i ghiacciai e fa salire il livello dei mari. In Italia possiamo osservarne gli effetti sul ghiacciaio della Marmolada, che negli ultimi decenni ha perso enormi quantità di ghiaccio e nel 2022 è stato teatro di un crollo drammatico. Allo stesso modo, le estati sempre più calde portano siccità nelle campagne della Sicilia e ondate di caldo nelle città del Nord. È un problema globale che richiede risposte coordinate fra tutti i Paesi.

L'acqua: una risorsa preziosa in pericolo

L'acqua dolce disponibile per gli esseri umani rappresenta solo una piccolissima parte di tutta l'acqua del pianeta, eppure la usiamo come se fosse infinita. I problemi che la riguardano sono due: l'inquinamento e lo spreco. Fiumi e laghi vengono contaminati da scarichi industriali non depurati, da fertilizzanti agricoli che finiscono nel terreno e da rifiuti di plastica che raggiungono il mare. Un caso emblematico è il fiume Sarno, in Campania, considerato per anni uno dei corsi d'acqua più inquinati d'Europa a causa degli scarichi dei conciatori e delle fabbriche conserviere. Allo stesso tempo, nei periodi di siccità come quella del Po nel 2022, scopriamo quanto siamo dipendenti dall'acqua per bere, lavarci, irrigare i campi e produrre energia idroelettrica. Comportamenti semplici, come chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti, possono fare una differenza concreta.

La deforestazione e la perdita di biodiversità

Le foreste sono i polmoni della Terra: assorbono anidride carbonica, producono ossigeno, ospitano milioni di specie animali e vegetali e regolano il clima. Quando vengono abbattute per ricavare legname, creare pascoli o costruire strade, l'intero pianeta perde un servizio fondamentale. La biodiversità, cioè la varietà di forme di vita, diminuisce rapidamente perché molti animali non riescono a sopravvivere senza il loro habitat. Nella foresta amazzonica, ogni minuto vengono distrutti spazi grandi come decine di campi da calcio, e con essi scompaiono piante medicinali ancora sconosciute e popolazioni indigene. Anche più vicino a noi, gli incendi che ogni estate colpiscono la Sardegna o la Calabria distruggono in poche ore boschi che impiegano un secolo a ricrescere. Proteggere le foreste significa proteggere anche noi stessi.

I rifiuti e il problema della plastica

Ogni cittadino italiano produce in media più di cinquecento chili di rifiuti all'anno, una quantità enorme se moltiplicata per milioni di persone. Una parte importante di questi rifiuti finisce in discarica o viene bruciata negli inceneritori, ma una percentuale crescente, grazie alla raccolta differenziata, viene riciclata e trasformata in nuovi oggetti. La plastica resta uno dei materiali più problematici perché si decompone in tempi lunghissimi, fino a centinaia di anni, e si frammenta in microplastiche che entrano nella catena alimentare. Nel mar Mediterraneo galleggiano milioni di frammenti che ingannano tartarughe e delfini, scambiati per cibo con conseguenze spesso mortali. Anche una banale bottiglietta abbandonata in un sentiero di montagna può inquinare il terreno per generazioni. Ridurre, riutilizzare e riciclare sono le tre azioni chiave per affrontare il problema.

Il dissesto del suolo e i rischi del territorio

Il suolo italiano è particolarmente fragile a causa della sua conformazione montuosa e collinare, e l'azione dell'uomo ha aggravato i rischi naturali. Quando si costruiscono case lungo i fiumi o sui pendii senza rispettare le regole, aumentano le probabilità di alluvioni e frane. Il dissesto idrogeologico è uno dei problemi più gravi del nostro Paese e provoca ogni anno vittime e danni economici enormi. Pensiamo alle alluvioni che nel 2023 hanno colpito l'Emilia-Romagna, allagando città come Faenza e Forlì e distruggendo coltivazioni di pere e di kiwi. Oppure ricordiamo la frana di Casamicciola, sull'isola di Ischia, dove la costruzione abusiva su pendii instabili ha avuto conseguenze tragiche. Una corretta pianificazione del territorio e il rispetto delle aree naturali sono indispensabili per proteggere le persone.

Lo sviluppo sostenibile e le buone pratiche

Di fronte a tanti problemi non bisogna scoraggiarsi, perché esistono soluzioni concrete e ognuno può contribuire al cambiamento. Lo sviluppo sostenibile è un modello economico che soddisfa i bisogni di oggi senza compromettere quelli delle generazioni future, come stabilito nei diciassette obiettivi dell'Agenda 2030 dell'ONU. Significa preferire energie rinnovabili come il solare e l'eolico, costruire case che consumano poco, mangiare prodotti locali e di stagione per ridurre i trasporti inquinanti. Una buona pratica quotidiana è scegliere la bicicletta o il monopattino per i piccoli spostamenti invece dell'automobile, come fanno molti studenti delle città olandesi e anche di Bolzano. Un'altra è la creazione di orti scolastici e di tetti verdi che migliorano la qualità dell'aria e insegnano il rispetto della natura. Le scelte individuali, sommate a quelle politiche, possono davvero invertire la rotta.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: scegli tre problemi ambientali fra quelli studiati e per ciascuno scrivi, in tre righe, una causa principale, una conseguenza visibile sul territorio italiano e una possibile soluzione che potresti adottare tu o la tua famiglia nella vita di tutti i giorni.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.geografia.cl3.paesaggio.02 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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