I Fenici furono un popolo di abili navigatori e commercianti che vissero sulle coste del Mediterraneo orientale, in una terra stretta tra il mare e i monti del Libano, e diffusero merci, idee e la loro invenzione più importante: l'alfabeto.
Intorno al 1200 a.C., sulla sottile striscia di terra che corrisponde al Libano di oggi, si svilupparono numerose città-stato fenicie come Tiro, Sidone e Biblo. Il territorio era piccolo e montuoso, quindi poco adatto all'agricoltura, e questo spinse i suoi abitanti a cercare ricchezza guardando verso il mare aperto. Le città fenicie non formarono mai un unico regno unito, ma rimasero indipendenti l'una dall'altra, ciascuna con il proprio re e i propri mercanti. Erano però legate dalla stessa lingua, dalle stesse divinità e soprattutto dalla stessa straordinaria passione per il commercio marittimo. Il nome Fenici venne dato loro dai Greci e significava probabilmente uomini rossi, forse per la porpora, un colore prezioso che ricavavano da un mollusco marino chiamato murice. Questa tintura rossastra veniva usata per colorare stoffe destinate ai re e ai sacerdoti di tutto il Mediterraneo antico.
Navigatori e commercianti del Mediterraneo
I Fenici diventarono il popolo più esperto di navigazione del mondo antico, capaci di affrontare il mare aperto anche di notte usando la stella polare come guida. Costruivano navi robuste con il legno di cedro dei monti del Libano, un albero altissimo che forniva tronchi resistenti e profumati. Le loro imbarcazioni più famose erano le navi tonde, larghe e capienti, fatte per trasportare grandi quantità di merci attraverso lunghe rotte commerciali. Esportavano vetro lavorato, oggetti di avorio, tessuti tinti di porpora, gioielli d'oro e di argento, mentre acquistavano metalli, grano e schiavi dalle terre lontane. Per esempio, una nave partita da Tiro poteva fermarsi prima in Egitto a vendere cedro, poi raggiungere la Sicilia per scambiare vasi di vetro con frumento e infine arrivare in Spagna per caricare argento dalle miniere. Lungo le coste del Mediterraneo fondarono molte colonie, cioè nuove città abitate da Fenici, tra cui la più potente fu Cartagine, nell'attuale Tunisia, in Africa del Nord.
L'alfabeto: la grande invenzione
L'invenzione più importante e duratura dei Fenici fu un nuovo modo di scrivere, che cambiò per sempre la storia della comunicazione. Prima di loro, i popoli antichi come gli Egizi e i Sumeri usavano centinaia di segni diversi, geroglifici o cuneiformi, che solo gli scribi specializzati riuscivano a imparare dopo molti anni di studio. I Fenici, invece, avevano bisogno di un sistema di scrittura veloce e pratico per annotare nei porti i carichi delle navi, i prezzi e gli accordi commerciali con popoli stranieri. Per questo crearono un alfabeto formato da soli 22 segni, ciascuno corrispondente a un suono della loro lingua, tutti rappresentanti consonanti. Questo sistema era così semplice che poteva essere imparato in poche settimane anche da persone comuni, non solo dai sacerdoti o dagli scribi. I Greci adottarono questo alfabeto, aggiunsero le vocali e lo trasmisero ai Romani, dai quali deriva direttamente l'alfabeto latino che usiamo ancora oggi per scrivere queste righe.
Ricorda
- I Fenici vivevano sulle coste dell'attuale Libano in città-stato indipendenti come Tiro, Sidone e Biblo, e fondarono numerose colonie nel Mediterraneo, tra cui Cartagine.
- Erano abilissimi navigatori e commercianti: vendevano porpora, vetro, cedro e gioielli, e diffusero merci e idee tra popoli lontani.
- Inventarono un alfabeto di 22 segni che è all'origine del nostro alfabeto, passando attraverso Greci e Romani.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna una nave fenicia carica di merci e, sotto, scrivi tre prodotti che i mercanti potevano trasportare e tre luoghi del Mediterraneo dove potevano arrivare a venderli.