Le generazioni: nonni, genitori e bambini

SpiegazioneScuola primaria · 2ªstoria

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Ogni famiglia è come un albero con tante foglie: ci sono i bisnonni, i nonni, i genitori e i bambini. Ognuno appartiene a una generazione diversa e porta con sé ricordi, abitudini e storie del proprio tempo.

Che cosa è una generazione

Una generazione è un gruppo di persone che sono nate più o meno negli stessi anni e che quindi hanno vissuto da bambine nello stesso periodo. Possiamo immaginare le generazioni come gradini di una scala: in basso ci sono i più piccoli, in alto i più grandi. Le persone della stessa generazione hanno spesso giocato con gli stessi giocattoli, guardato gli stessi cartoni animati e cantato le stesse canzoni. Per esempio, tutti i bambini nati nel 2018 frequentano oggi le stesse classi e conoscono gli stessi programmi televisivi. Allo stesso modo, le persone nate intorno al 1955 da piccole ascoltavano la radio insieme e giocavano nei cortili senza televisione a colori. Capire le generazioni ci aiuta a mettere in ordine le persone della famiglia secondo l'età.

Le tre generazioni della famiglia

Nella maggior parte delle famiglie convivono almeno tre generazioni: i nonni, i genitori e i figli. I nonni sono nati per primi, tanti anni fa, e oggi sono adulti anziani con i capelli spesso bianchi o grigi. I genitori sono nati dopo i nonni e oggi sono adulti che lavorano e si prendono cura dei bambini. I figli sono nati per ultimi e oggi sono bambini o ragazzi che vanno a scuola e crescono ogni giorno. Per esempio, la nonna Anna è nata nel 1958, sua figlia Giulia è nata nel 1985 e la nipotina Sofia è nata nel 2019. Un altro esempio è quello del nonno Piero, nato nel 1953, di suo figlio Marco, nato nel 1980, e del piccolo Leo, nato nel 2020.

I bisnonni e le quattro generazioni

A volte in una famiglia si trovano anche i bisnonni, cioè i genitori dei nonni: in questo caso le generazioni diventano quattro. I bisnonni sono molto anziani e hanno vissuto in un'epoca molto diversa dalla nostra, spesso senza automobili moderne, senza computer e senza telefonini. Ascoltare i bisnonni è prezioso perché raccontano com'era il mondo tanti anni fa, quando andavano a scuola con il grembiule nero e il calamaio. Per esempio, la bisnonna Rosa, nata nel 1932, da bambina scriveva con il pennino intinto nell'inchiostro. Un altro esempio è il bisnonno Tonino, nato nel 1935, che da piccolo andava a prendere l'acqua alla fontana del paese perché in casa non c'era il rubinetto.

L'albero genealogico

L'albero genealogico è un disegno che mostra tutte le generazioni di una famiglia ordinate dalla più vecchia alla più giovane. In basso, come radici, ci sono i bisnonni; sopra di loro i nonni; poi i genitori e infine i bambini, come foglie nuove sui rami più alti. Costruire il proprio albero genealogico è un bellissimo modo per scoprire la propria storia familiare e capire da chi siamo arrivati. Per esempio, Matteo ha disegnato il suo albero e ha scoperto che il suo bisnonno faceva il fornaio in un piccolo paese di montagna. Sara invece ha scritto i nomi di tutti i suoi parenti e si è accorta di assomigliare moltissimo a una zia nata nel 1975.

Come cambia la vita tra una generazione e l'altra

Ogni generazione vive in un mondo un po' diverso da quello delle altre, perché il tempo passa e le cose cambiano. I giochi, i vestiti, la scuola, il cibo e i mezzi di trasporto non sono uguali per i bambini di oggi e per quelli di cinquant'anni fa. I nostri nonni da piccoli giocavano spesso fuori casa con la trottola, le biglie o la corda, mentre molti bambini di oggi usano anche i videogiochi e i tablet. Allo stesso modo, una volta le lettere si scrivevano a mano e arrivavano dopo molti giorni, mentre oggi un messaggio sul telefono arriva in pochi secondi. Notare questi cambiamenti ci aiuta a capire come il mondo si trasforma di generazione in generazione.

Le storie dei nonni: una macchina del tempo

I racconti dei nonni e dei bisnonni sono come una piccola macchina del tempo che ci porta indietro di tanti anni. Quando ci raccontano la loro infanzia, possiamo immaginare strade senza semafori, cucine con la stufa a legna e bambini che andavano a scuola a piedi attraverso i campi. Questi racconti sono importanti perché ci aiutano a capire da dove vengono le nostre tradizioni, le ricette di famiglia e perfino le canzoni che cantiamo ancora oggi. Per esempio, la nonna Lucia racconta che da piccola la domenica si mangiava la pasta fatta in casa e che le galline razzolavano nell'aia. Il nonno Bruno invece ricorda che ascoltava le partite alla radio insieme al papà, perché in casa non c'era ancora la televisione.

Misurare il tempo con le generazioni

Le generazioni ci aiutano a misurare il tempo in modo concreto, usando le persone della nostra famiglia come punti di riferimento. Di solito tra una generazione e l'altra passano circa venticinque o trent'anni, cioè il tempo che serve perché i figli diventino grandi e abbiano a loro volta dei bambini. Così, contando le generazioni, possiamo capire quanti anni fa è successo qualcosa, anche senza guardare il calendario. Per esempio, se il tuo nonno è nato nel 1960 e tu sei nato nel 2018, tra voi due ci sono quasi sessant'anni di differenza. Allo stesso modo, se la tua bisnonna è nata nel 1930, da quando è nata lei a oggi sono passate quasi quattro generazioni di bambini.

Ricorda

Piccolo esercizio sul quaderno: disegna tre cerchi uno sopra l'altro e scrivi dentro il nome del tuo nonno o della tua nonna, di tuo papà o tua mamma e il tuo nome. Accanto a ciascun cerchio prova a scrivere un anno di nascita e un gioco preferito di quella persona, poi confronta i tre giochi e scrivi una frase su come sono cambiati nel tempo.

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