In natura tutti gli esseri viventi sono collegati tra loro dal cibo: chi mangia chi forma una catena, e tante catene insieme formano una grande rete.
Introduzione: chi mangia chi?
Hai mai osservato una lumaca mentre rosicchia una foglia di insalata nell'orto della nonna? In quel momento stai assistendo a uno degli spettacoli più importanti della natura: il passaggio di energia da un essere vivente a un altro. Ogni animale, ogni pianta e perfino ogni minuscolo fungo del bosco deve nutrirsi per crescere, muoversi e respirare. Il cibo non è soltanto qualcosa di buono da mangiare, ma è soprattutto il carburante che permette alla vita di continuare giorno dopo giorno. Gli scienziati hanno notato che, se metti in ordine chi mangia chi, ottieni una sequenza ordinata, simile agli anelli di una catenina d'oro. Questa sequenza si chiama catena alimentare e la useremo come una piccola lente d'ingrandimento per capire come funziona il mondo dei viventi.
Il Sole: il motore di tutto
Ogni catena alimentare comincia molto, molto lontano da noi, a centocinquanta milioni di chilometri di distanza: comincia dal Sole. La nostra stella manda sulla Terra una grande quantità di luce e calore, e senza questa energia nessun essere vivente potrebbe sopravvivere a lungo. Le piante, grazie alle loro foglie verdi, sono capaci di catturare la luce solare e di trasformarla in zuccheri e amidi, cioè in cibo per sé stesse. Pensa a un campo di girasoli che, durante l'estate, segue il movimento del Sole come se volesse abbracciarlo: in quelle ore i girasoli stanno letteralmente fabbricando il proprio nutrimento. Anche l'erba del prato dietro la scuola fa la stessa cosa, in silenzio, mentre tu giochi a pallone durante la ricreazione. Tutta l'energia che entra nelle catene alimentari, quindi, è energia del Sole travestita prima da foglia, poi da animale e infine da resti che tornano alla terra.
I produttori: le piante in prima fila
Gli scienziati chiamano le piante produttori, perché sono gli unici esseri viventi capaci di produrre il proprio cibo a partire da acqua, aria e luce solare. Tutte le altre creature, invece, devono procurarsi il nutrimento mangiando qualcosa o qualcuno: per questo i produttori si trovano sempre al primo posto in ogni catena alimentare. Senza di loro, semplicemente, non ci sarebbe niente da mangiare per nessuno e la vita sulla Terra si spegnerebbe come una candela senza cera. Prova a immaginare un grande faggio in un bosco di montagna: con le sue foglie nutre bruchi, scoiattoli e cervi, mentre con le sue ghiande sfama cinghiali e ghiandaie. Un altro esempio sono le alghe verdi che galleggiano in uno stagno: piccolissime e silenziose, sono il banchetto preferito dei girini e di tantissimi insetti d'acqua. Ricorda dunque che ogni volta che vedi una foglia, stai vedendo l'inizio di una catena.
I consumatori: erbivori, carnivori e onnivori
Dopo i produttori arrivano i consumatori, cioè tutti gli animali che hanno bisogno di mangiare altri esseri viventi per vivere. I primi della fila sono gli erbivori, chiamati consumatori primari, perché si nutrono direttamente di piante: la mucca al pascolo, la lepre nel campo di grano, il bruco sulla foglia di cavolo. Subito dopo troviamo i consumatori secondari, animali carnivori che mangiano gli erbivori, come la volpe che caccia la lepre oppure la coccinella che divora gli afidi sulle rose del giardino. Esistono poi i consumatori terziari, predatori più grandi che mangiano altri carnivori, come l'aquila reale che cattura una donnola sulle Alpi. Ci sono infine gli onnivori, come il cinghiale, l'orso o noi esseri umani, che mangiano sia vegetali sia animali e possono quindi inserirsi in punti diversi della catena. Più sali di livello, meno animali trovi: per sostenere un'aquila servono molte donnole, e per sostenere molte donnole servono ancora più topolini.
I decompositori: i pulitori della natura
Quando una foglia cade dall'albero in autunno o un piccolo animale muore nel sottobosco, non resta lì per sempre: entrano in azione i decompositori, gli operatori delle pulizie del pianeta. Sono organismi spesso minuscoli, come funghi, muffe, batteri e lombrichi, che si nutrono dei resti degli esseri viventi e li trasformano in sostanze semplici. Queste sostanze tornano nel terreno e diventano nutrimento per nuove piante, ricominciando così il ciclo della vita. Se osservi un tronco caduto in un bosco umido, vedrai funghi colorati che spuntano dalla corteccia: stanno smontando il legno pezzetto per pezzetto, restituendolo alla terra. Anche nel compost del giardino di casa accade la stessa cosa: bucce di mela, foglie secche e fondi di caffè diventano, in pochi mesi, terriccio scuro e profumato. Senza decompositori il pianeta sarebbe sepolto da una montagna di rifiuti naturali e le piante non avrebbero più sali minerali per crescere.
Dalla catena alla rete alimentare
In natura, però, le cose non sono mai così semplici come una catenina con pochi anelli: la stessa volpe può mangiare un topo, un coniglio, una rana o addirittura un grappolo d'uva. Per questo motivo gli scienziati preferiscono parlare di rete alimentare, perché tante catene si intrecciano come i fili di una ragnatela. In una rete, ogni essere vivente è collegato a molti altri, e basta tirare un filo per far tremare tutta la struttura. Pensa al prato vicino a casa tua: l'erba nutre cavallette, lumache e topi; le cavallette finiscono nel becco delle rondini; i topi vengono cacciati dal gufo, ma anche dalla biscia. Oppure pensa al mare: il plancton sfama i piccoli pesci, i piccoli pesci sfamano i pesci più grandi, e questi ultimi diventano cibo per gabbiani, delfini e perfino per noi umani. La rete alimentare ci ricorda che ogni essere vivente, anche il più piccolo, ha un ruolo importante per l'equilibrio dell'ambiente.
Quando l'equilibrio si rompe
La rete alimentare funziona bene solo se tutti i suoi anelli restano al posto giusto: se ne togliamo uno, l'intero equilibrio può vacillare in modo sorprendente. Immagina un bosco in cui, per qualche motivo, scompaiono improvvisamente tutti i lupi: in pochi anni i cervi diventerebbero tantissimi e finirebbero per mangiare ogni giovane alberello, impedendo al bosco di rinnovarsi. Oppure pensa a uno stagno in cui qualcuno versa sostanze inquinanti: le alghe muoiono, i girini non hanno più cibo, le rane spariscono e gli aironi se ne vanno altrove. Anche le nostre azioni quotidiane influenzano la rete alimentare: usare troppi pesticidi nei campi può uccidere le api, e senza api molti fiori non darebbero più frutti. Per questo proteggere la natura significa proteggere ogni singolo anello, dal più grande predatore al più piccolo lombrico. Studiare le catene e le reti alimentari ci aiuta dunque a diventare cittadini attenti e rispettosi del mondo che ci circonda.
Ricorda
- L'energia di ogni catena alimentare arriva dal Sole, catturata dalle piante grazie alle loro foglie verdi.
- I produttori (piante e alghe) sono al primo posto; i consumatori (erbivori, carnivori, onnivori) vengono dopo; i decompositori chiudono il cerchio.
- Le frecce di una catena alimentare puntano sempre da chi viene mangiato verso chi mangia, perché indicano dove va l'energia.
- Più catene unite tra loro formano una rete alimentare, in cui ogni vivente è collegato a molti altri.
- Se manca un anello della rete, l'equilibrio dell'ambiente si rompe e tutti gli esseri viventi ne risentono.
Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna una catena alimentare di un orto, scegliendo tra carota, lumaca, riccio e volpe. Disponi i quattro esseri viventi nell'ordine giusto e collegali con frecce che vanno da chi è mangiato a chi mangia. Sotto al disegno scrivi accanto a ciascun essere vivente il suo ruolo (produttore, consumatore primario, consumatore secondario, consumatore terziario) e spiega in tre righe che cosa succederebbe se nell'orto scomparissero improvvisamente tutte le volpi.