Che cos'è l'analisi logica
L'analisi logica serve a capire che funzione svolge ogni gruppo di parole all'interno di una frase.
Quando facciamo l'analisi grammaticale guardiamo le singole parole e diciamo se sono nomi, verbi o aggettivi, mentre con l'analisi logica cambiamo punto di vista e osserviamo la frase nel suo insieme. Ogni frase racconta qualcosa, e per farlo ha bisogno di un protagonista, di un'azione e spesso di altre informazioni che spiegano dove, quando, come o perché succede qualcosa. L'analisi logica ci aiuta proprio a riconoscere questi diversi ruoli, chiamati sintagmi o complementi. Il cuore di ogni frase è formato dal soggetto, che indica chi compie o subisce l'azione, e dal predicato, che dice ciò che il soggetto fa o è. Attorno a questo nucleo si possono aggiungere molte altre informazioni, e ognuna di esse ha un nome preciso che impareremo a riconoscere ponendo le giuste domande al verbo.
Soggetto, predicato e complementi
Il soggetto risponde alle domande «chi?» o «che cosa?» davanti al verbo e concorda sempre con esso nel numero e nella persona: in «Le rondini volano alte», il soggetto è «le rondini». Il predicato può essere verbale, quando è formato da un verbo di azione come «corre», «mangia», «studia», oppure nominale, quando è composto dal verbo essere seguito da un nome o un aggettivo, come in «Marco è felice». Intorno al predicato ruotano i complementi, che arricchiscono la frase con nuove informazioni. Il complemento oggetto risponde alla domanda «chi?» o «che cosa?» dopo il verbo e non è mai introdotto da preposizione, come in «Luca beve l'acqua». Esistono poi i complementi indiretti, che si riconoscono perché iniziano quasi sempre con una preposizione: di luogo (dove?), di tempo (quando?), di mezzo (con che cosa?), di compagnia (con chi?), di causa (perché?), di termine (a chi?) e di specificazione (di chi? di che cosa?). Per esempio, nella frase «Domenica andrò al parco con Anna in bicicletta per divertirmi», ogni gruppo di parole risponde a una domanda diversa e ha quindi un nome diverso.
Ricorda
- Il nucleo della frase è formato sempre da soggetto e predicato; tutto il resto sono complementi.
- Per riconoscere un complemento basta porre la domanda giusta al verbo: chi?, che cosa?, dove?, quando?, come?, con chi?, perché?
- Il complemento oggetto non vuole mai una preposizione; i complementi indiretti invece sì.
- Piccolo esercizio sul quaderno: scrivi la frase «Stamattina la maestra ha letto una fiaba ai bambini in classe» e prova a indicare sopra ogni gruppo di parole soggetto, predicato verbale, complemento di tempo, complemento oggetto, complemento di termine e complemento di luogo.