Il testo poetico è una forma speciale di scrittura, fatta di versi e suoni, che serve a raccontare emozioni, immagini e pensieri in modo musicale e intenso.
La poesia non si presenta come un racconto o una lettera, ma ha una forma riconoscibile a colpo d'occhio. Le righe non arrivano fino al bordo della pagina, ma si interrompono dove decide il poeta, creando un ritmo particolare. Questa è una delle prime caratteristiche da osservare quando hai davanti un componimento.
La struttura: versi e strofe
Ogni riga di una poesia si chiama verso e rappresenta l'unità più piccola del testo poetico. Il poeta sceglie con cura dove far finire un verso, perché quella pausa serve a dare risalto a una parola o a creare una sospensione che fa riflettere chi legge. I versi non hanno tutti la stessa lunghezza: alcuni sono brevissimi, altri più distesi, e questa varietà costruisce la musica della poesia.
Più versi raggruppati insieme formano una strofa, che si riconosce perché è separata dalle altre da una riga bianca. Le strofe sono come i paragrafi della prosa, ma molto più curate dal punto di vista del suono e del ritmo. Ecco un esempio per capire bene la struttura:
Nel giardino silenzioso (verso 1) dorme il gatto sonnacchioso. (verso 2)
Sopra il tetto della casa (verso 3) vola un passero che invasa. (verso 4)
In questo testo ci sono quattro versi divisi in due strofe da due versi ciascuna. Osservando bene noti anche che le parole finali si somigliano nel suono, e questo ci porta dritti al secondo argomento importante.
Le rime: la musica delle parole
La rima è la somiglianza di suono tra le parole che si trovano alla fine di due o più versi, a partire dall'ultima vocale accentata. Nell'esempio sopra, silenzioso e sonnacchioso rimano perché terminano entrambe in -oso, mentre casa e invasa rimano in -asa. La rima rende la poesia piacevole all'orecchio e aiuta anche a ricordarla meglio a memoria.
Esistono diversi tipi di rima, riconoscibili dallo schema con cui si dispongono nei versi. Per indicarli si usa una lettera per ogni suono finale: tutti i versi che rimano tra loro ricevono la stessa lettera. Ecco gli schemi principali che devi imparare a riconoscere:
- Rima baciata (schema AABB): i versi rimano a due a due, uno dopo l'altro, come nell'esempio del gatto e del passero qui sopra.
- Rima alternata (schema ABAB): il primo verso rima con il terzo e il secondo rima con il quarto, creando un'alternanza regolare.
- Rima incrociata (schema ABBA): il primo verso rima con il quarto e i due versi centrali rimano tra loro, come un abbraccio.
Quando due versi vicini non rimano si parla invece di versi sciolti, ma in classe quarta lavoreremo soprattutto con le poesie in rima.
Ricorda
- Il verso è una riga della poesia; più versi formano una strofa, separata dalle altre da una riga bianca.
- La rima è la somiglianza di suono finale tra due o più versi e segue schemi precisi: baciata (AABB), alternata (ABAB), incrociata (ABBA).
- Piccolo esercizio sul quaderno: scrivi questa filastrocca e indica con A o B accanto a ogni verso lo schema delle rime, poi spiega di che tipo si tratta. "Sulla riva del torrente / canta lieto il contadino / mentre passa lentamente / un vecchietto col cestino."