Piccole parole, grande lavoro
Le congiunzioni uniscono parole o frasi, mentre le preposizioni collegano una parola a un'altra precisando il senso del discorso.
Nelle frasi che diciamo ogni giorno ci sono parole grandi, come i nomi e i verbi, e parole piccole che sembrano quasi invisibili. Eppure queste paroline minuscole, come e, ma, di, con, perché, fanno un lavoro fondamentale: tengono insieme tutto il discorso. Senza di loro le frasi cadrebbero a pezzi, come una collana senza il filo che unisce le perle. In questa lezione scoprirai come funzionano due tipi di paroline molto importanti: le congiunzioni e le preposizioni. Imparerai a riconoscerle, a distinguerle e a usarle bene quando scrivi e parli. Vedrai che, una volta capite, diventeranno le tue migliori alleate.
Che cosa sono le congiunzioni
La congiunzione è una parola invariabile, cioè non cambia mai forma, che serve a collegare due parole oppure due frasi tra loro. Pensa a un ponte che unisce due rive di un fiume: la congiunzione fa esattamente lo stesso lavoro tra parole e frasi. Le congiunzioni più comuni sono brevissime e le usiamo continuamente senza accorgercene, come e, o, ma, però, anche, quando, perché, se, mentre. Per esempio, se diciamo "Marta legge un libro e ascolta la musica", la parolina e unisce due azioni che la bambina fa insieme. Allo stesso modo, in "Vorrei uscire, ma sta piovendo", la congiunzione ma mette in relazione due frasi che esprimono pensieri in contrasto. Senza queste piccole parole dovremmo parlare a frasi corte e staccate, perdendo tutta la ricchezza del discorso.
Le congiunzioni che uniscono: coordinanti
Un primo gruppo di congiunzioni si chiama coordinanti perché unisce due elementi che hanno la stessa importanza all'interno della frase. È come quando due amici camminano fianco a fianco: nessuno dei due comanda sull'altro, sono allo stesso livello. Nella frase "Andrea suona la chitarra e Sofia canta", le due azioni sono entrambe principali e la congiunzione e le tiene insieme alla pari. Tra le coordinanti più usate troviamo e, anche, inoltre che aggiungono qualcosa; ma, però, invece che mettono in contrasto; o, oppure che propongono una scelta; infatti, cioè che spiegano meglio. Per esempio, "Posso prendere il succo di mela oppure il tè freddo" ti offre due possibilità tra cui scegliere. Sono congiunzioni semplici da riconoscere perché tengono insieme parole o frasi che potrebbero anche stare da sole.
Le congiunzioni che spiegano: subordinanti
Un secondo gruppo di congiunzioni è chiamato subordinanti e ha un compito un po' più complicato: collega due frasi in modo che una dipenda dall'altra. È come un capitano e il suo aiutante: l'aiutante non può fare nulla senza il capitano, perché ha bisogno di lui per avere senso. Nella frase "Resto a casa perché sono raffreddato", la seconda parte spiega il motivo della prima e non potrebbe stare da sola. Le congiunzioni subordinanti più frequenti sono perché, poiché, siccome (spiegano la causa), quando, mentre, appena (indicano il tempo), se (introduce una condizione), affinché (indica lo scopo) e che. Per esempio, in "Se mangi la verdura, diventerai più forte", la parolina se introduce una condizione necessaria perché succeda quello che dice la frase principale. Riconoscerle ti aiuta a capire meglio i collegamenti tra le idee.
Che cosa sono le preposizioni
Le preposizioni sono altre paroline invariabili, ma con un compito diverso rispetto alle congiunzioni: si mettono davanti a un nome, a un pronome o a un verbo all'infinito e lo legano al resto della frase, aggiungendo informazioni preziose. Servono per dirci dove, quando, con chi, di chi, perché, in che modo. Le preposizioni proprie, cioè quelle che fanno solo questo lavoro, sono nove e bisogna impararle a memoria: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Per esempio, nella frase "Vado a scuola con il mio fratellino", la parolina a ci dice dove vado e con ci dice in compagnia di chi. In "Il libro di Anna è sul tavolo", le preposizioni di e su (unita all'articolo) ci spiegano di chi è il libro e dove si trova. Senza di loro non potremmo dare queste informazioni così precise.
Preposizioni semplici e articolate
Quando una preposizione propria si unisce a un articolo determinativo, forma una preposizione articolata, cioè una parolina nuova che le contiene entrambe. Per esempio, a + il diventa al, di + la diventa della, in + i diventa nei, su + lo diventa sullo. È una specie di magia della lingua italiana: due parole si fondono in una sola, più comoda da pronunciare. Nella frase "I bambini giocano nel giardino della scuola", nel nasce da in + il e della nasce da di + la. Anche nella frase "Ho messo i quaderni sullo scaffale accanto al letto" ritrovi due preposizioni articolate, sullo e al, che uniscono dentro di sé preposizione e articolo. Conoscere queste trasformazioni ti aiuta a scriverle senza sbagliare, perché molti errori nascono proprio dal non riconoscere queste fusioni.
Le preposizioni improprie e le locuzioni
Oltre alle nove preposizioni proprie, esistono altre parole che possono funzionare come preposizioni e si chiamano improprie perché in origine erano avverbi, aggettivi o participi. Alcuni esempi sono davanti, dietro, sopra, sotto, vicino, lontano, durante, secondo. Nella frase "Il gatto dorme sotto il divano", la parola sotto funziona come una preposizione perché lega il gatto al divano e indica dove si trova. Esistono poi anche le locuzioni prepositive, cioè gruppi di due o più parole che insieme fanno il lavoro di una preposizione, come in mezzo a, vicino a, insieme con, davanti a, prima di. Per esempio, in "La maestra spiega davanti alla lavagna", l'espressione davanti alla indica esattamente la posizione in cui si trova. Conoscerle ti permette di costruire frasi più ricche e precise.
Non confondere congiunzioni e preposizioni
A volte congiunzioni e preposizioni possono sembrare simili, ma il loro lavoro è davvero differente e con un po' di attenzione si distinguono subito. La preposizione si trova sempre davanti a un nome, a un pronome o a un verbo all'infinito, e introduce un'informazione su luogo, tempo, mezzo, compagnia. La congiunzione, invece, si trova in mezzo a due parole o a due frasi e le lega insieme creando un collegamento logico. Per esempio, in "Vado a casa di Luca" la parolina a è una preposizione perché precede il nome casa, mentre in "Studio matematica e gioco a calcio" la parolina e è una congiunzione perché unisce due frasi. Per non sbagliare, prova a chiederti: questa parolina sta legando due frasi intere o sta introducendo un nome? La risposta ti dirà subito di quale tipo si tratta.
Ricorda
- La congiunzione è invariabile e unisce parole o frasi tra loro, come e, ma, o, perché, quando, se.
- Le congiunzioni coordinanti uniscono elementi dello stesso valore, mentre le subordinanti collegano una frase principale a una che dipende da essa.
- Le preposizioni proprie sono nove: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra e si mettono davanti a nomi, pronomi o verbi all'infinito.
- Le preposizioni articolate nascono dall'unione di una preposizione propria con un articolo determinativo, come del, alla, nei, sugli.
- Esistono anche preposizioni improprie (come sopra, sotto, davanti) e locuzioni prepositive (come in mezzo a, vicino a).
Ora prova tu sul quaderno: scrivi tre frasi inventate da te. Nella prima usa una congiunzione coordinante, nella seconda una congiunzione subordinante e nella terza una preposizione articolata. Poi sottolinea in rosso le congiunzioni e in blu le preposizioni, e per ciascuna scrivi accanto di che tipo si tratta. Buon lavoro!