Soggetto e predicato: i due protagonisti della frase

SpiegazioneScuola primaria · 3ªitaliano

Lunghezza

Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

Scarica in PDF Scarica in Word Adatta al mio alunno

Una frase è come una piccola storia

Ogni volta che parliamo o scriviamo, costruiamo delle frasi, cioè piccole storie che hanno un senso compiuto. Se dico soltanto "il gatto", chi ascolta resta con la curiosità: cosa fa il gatto? Dove si trova? Sta forse dormendo sul divano oppure inseguendo una farfalla in giardino? Allo stesso modo, se dico soltanto "miagola", manca un pezzo importante: chi è che miagola? Per fare una frase vera e propria abbiamo bisogno di mettere insieme due elementi fondamentali, che lavorano sempre in coppia come due compagni di banco. Questi due elementi si chiamano soggetto e predicato, e in questa lezione impareremo a riconoscerli e a usarli con sicurezza.

Che cos'è il soggetto

Il soggetto è la persona, l'animale o la cosa di cui si parla nella frase: è il protagonista della nostra piccola storia. Per scoprirlo basta fare una semplice domanda al verbo: chi? oppure che cosa? La risposta che otteniamo è proprio il soggetto. Per esempio, nella frase "La nonna prepara la torta", se chiediamo "chi prepara la torta?" la risposta è la nonna, quindi la nonna è il soggetto. In un altro esempio, "Il treno arriva in stazione", la domanda "che cosa arriva in stazione?" ci porta alla risposta treno, che è il soggetto della frase. Il soggetto può quindi essere una persona come Luca, un animale come il cane, oppure un oggetto come la palla.

Che cos'è il predicato

Il predicato è la parte della frase che ci dice qualcosa sul soggetto: racconta che cosa fa, oppure come è, oppure dove si trova. Si chiama predicato proprio perché "predica", cioè dichiara, annuncia qualcosa sul protagonista. Il predicato è sempre un verbo, perché solo i verbi sanno esprimere un'azione o uno stato. Pensiamo alla frase "Sara disegna un fiore": il verbo disegna ci dice che cosa fa Sara, quindi disegna è il predicato. Oppure nella frase "Le foglie cadono lentamente", il verbo cadono ci spiega l'azione compiuta dalle foglie, ed è dunque il predicato. Senza il predicato non sapremmo mai che cosa succede al soggetto e la frase resterebbe incompleta.

La frase minima: soggetto più predicato

Quando uniamo un soggetto e un predicato otteniamo la frase minima, cioè la frase più corta che possiamo costruire mantenendo un senso compiuto. È come una piantina con due foglioline soltanto: piccola, ma viva e completa. Per esempio, "Il bambino corre" è una frase minima perfetta, perché abbiamo il soggetto bambino e il predicato corre. Anche "La pioggia cade" funziona benissimo: c'è il soggetto pioggia e il predicato cade. Possiamo poi arricchire la frase aggiungendo altri elementi, come "Il bambino corre velocemente nel parco", ma la sua struttura essenziale rimane sempre soggetto e predicato. Se togliamo uno dei due pilastri, la frase crolla e non comunica più nulla.

Come trovare il soggetto: la domanda magica

Per scovare il soggetto possiamo usare un piccolo trucco, una vera domanda magica da fare al verbo. Ecco i passi da seguire ogni volta che incontriamo una frase nuova:

  1. Leggi con attenzione tutta la frase fino in fondo.
  2. Individua il verbo, cioè la parola che indica un'azione o uno stato.
  3. Chiedi al verbo: chi? oppure che cosa?
  4. La parola che risponde alla domanda è il soggetto.

Proviamo subito con la frase "In cucina Marta cuoce la pasta": il verbo è cuoce, chiediamo "chi cuoce?" e la risposta è Marta, dunque Marta è il soggetto. Facciamo un altro tentativo con "Sul prato saltellano i conigli": il verbo è saltellano, chiediamo "chi saltella?" e troviamo i conigli, che sono il soggetto. Questo trucco funziona sempre, anche quando il soggetto non si trova all'inizio della frase.

Il soggetto sottinteso: c'è ma non si vede

A volte il soggetto non viene scritto né pronunciato, ma si capisce lo stesso grazie al verbo: in questo caso si chiama soggetto sottinteso. È come quando un amico ti saluta dicendo "arrivo!": tu capisci subito che sta parlando di sé, anche se non ha detto la parola io. Per esempio, nella frase "Mangiamo la pizza insieme", il verbo mangiamo ci fa capire che il soggetto è noi, anche se non è scritto. Allo stesso modo, nella frase "Hai studiato la lezione?", il verbo hai studiato ci dice chiaramente che il soggetto è tu. Il soggetto sottinteso è una piccola furbizia della lingua italiana, che ci permette di parlare più velocemente senza ripetere sempre tutto.

Predicato verbale e predicato nominale

Non tutti i predicati sono uguali: ne esistono di due tipi diversi, ed è bello conoscerli entrambi. Il predicato verbale è formato da un verbo che indica un'azione o uno stato concreto, come correre, dormire, mangiare, leggere. Nella frase "Il cane abbaia forte" il predicato verbale è abbaia, perché esprime un'azione vera e propria. Il predicato nominale, invece, è formato dal verbo essere unito a un nome o a un aggettivo che ci spiega come è il soggetto: in "Luca è gentile" il predicato nominale è è gentile, perché ci dice una qualità di Luca. Un altro esempio chiaro è "La mela è rossa", dove è rossa è il predicato nominale che descrive il colore della mela. Riconoscere i due tipi di predicato ci aiuta a capire meglio la struttura delle frasi che leggiamo ogni giorno.

Una curiosità sulle frasi senza soggetto apparente

Esistono frasi particolari in cui sembra non esserci nessun soggetto, eppure funzionano perfettamente: sono le frasi che parlano del tempo o di fenomeni della natura. Quando diciamo "Piove a dirotto" oppure "Nevica sulle montagne", non c'è una persona o una cosa che compie l'azione, ma la frase è ugualmente chiara e completa. In questi casi gli esperti dicono che il soggetto manca davvero, perché l'azione riguarda un fenomeno generale che non ha un protagonista preciso. È una piccola eccezione curiosa, che mostra quanto la nostra lingua sia ricca e piena di sorprese. Per ora basta sapere che esistono, mentre approfondiremo questo tema negli anni successivi.

Ricorda

Ecco i punti più importanti da tenere a mente, come un piccolo bagaglio sempre pronto all'uso:

  1. Il soggetto è chi compie l'azione o di cui si parla, e si trova chiedendo al verbo chi? o che cosa?
  2. Il predicato è ciò che il soggetto fa o è, e corrisponde sempre a un verbo.
  3. Soggetto e predicato insieme formano la frase minima, cioè la più piccola frase con senso compiuto.
  4. Il soggetto può essere sottinteso quando si capisce dal verbo, come in "Cantiamo" o "Dormi?".
  5. Il predicato verbale indica un'azione, mentre il predicato nominale usa il verbo essere e descrive una qualità.

Ora prova tu sul quaderno: scrivi tre frasi minime inventate da te, poi sottolinea con il rosso il soggetto e con il blu il predicato. Per finire, trasforma una di queste frasi rendendo il soggetto sottinteso, e spiega a un compagno come hai capito chi è il protagonista. Buon lavoro!

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele all'obiettivo DM 254/2012 ob.primaria.italiano.cl3.grammatica.02; testo in linguaggio accessibile per DSA/BES.

Questa scheda, su misura per il tuo alunno

Adiuvo la riscrive per il profilo del tuo alunno: frasi brevi, font ad alta leggibilità, esercizi calibrati sul disturbo (dislessia, discalculia, ADHD, autismo…).

Adatta gratis