La punteggiatura: i segni che fanno parlare le frasi

SpiegazioneScuola primaria · 3ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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La punteggiatura è l'insieme dei piccoli segni che mettiamo dentro alle frasi per renderle chiare, ordinate e facili da leggere ad alta voce. Senza questi segni le parole correrebbero tutte insieme e nessuno capirebbe più dove fermarsi.

A cosa serve la punteggiatura

Quando parliamo con la voce, facciamo continuamente delle pause: ci fermiamo per respirare, alziamo il tono per fare una domanda, mostriamo sorpresa con un'esclamazione. La punteggiatura serve proprio a riportare nello scritto tutte queste pause che facciamo naturalmente con la voce. Senza di essa, le parole si ammucchierebbero come i vagoni di un treno senza scambi e ferrovieri. Pensa a una frase come questa: la nonna prepara la torta il nonno legge il giornale i bambini giocano in cortile. Senza segni, il lettore si perde e fatica a capire dove finisce un'azione e dove ne inizia un'altra. Aggiungendo i segni giusti, la frase diventa chiarissima: La nonna prepara la torta, il nonno legge il giornale, i bambini giocano in cortile. La punteggiatura, quindi, è come un semaforo che dice al lettore quando fermarsi, quando rallentare e quando ripartire.

Il punto fermo

Il primo segno che impariamo a usare è il punto fermo, che si scrive come un piccolo cerchietto pieno. Lo mettiamo alla fine di una frase quando il pensiero è concluso e vogliamo cominciarne un altro completamente nuovo. Dopo il punto fermo bisogna sempre ricordarsi di scrivere la parola successiva con la lettera maiuscola, perché stiamo iniziando un discorso diverso. Per esempio, se vogliamo raccontare due cose distinte scriveremo: Stamattina è caduta tanta neve. La maestra ci ha portati in giardino a fare un pupazzo. Le due informazioni sono collegate ma indipendenti, e il punto le separa con chiarezza. Un altro esempio quotidiano potrebbe essere: Il gatto dorme sul divano. Il cane invece corre in giardino dietro alle farfalle. Quando leggi ad alta voce, davanti a un punto fermo devi fare una pausa lunga, come quando prendi un bel respiro.

La virgola

La virgola è uno dei segni più usati e più utili, perché serve a fare pause brevi all'interno della stessa frase. La usiamo soprattutto quando facciamo un elenco di cose, persone o azioni: Nel mio astuccio ho matite, gomme, pennarelli e un temperino. Notate che davanti all'ultimo elemento, di solito, si mette la congiunzione e al posto della virgola. La virgola serve anche per separare frasi collegate fra loro dentro un discorso più lungo, come in Mentre la mamma cucina, io apparecchio la tavola. Un'altra funzione importante è quella di isolare il nome della persona a cui ci rivolgiamo, come nell'esempio Marta, vieni qui un momento? oppure Bambini, ascoltate la storia. Attenzione però: non si mette mai la virgola tra il soggetto e il verbo della frase, perché spezzerebbe il senso del discorso.

Il punto interrogativo e il punto esclamativo

Quando vogliamo fare una domanda, alla fine della frase mettiamo il punto interrogativo, che ha la forma di un piccolo gancio rovesciato sopra un puntino. Serve a dire a chi legge che la nostra voce, su quella frase, deve salire come quando chiediamo qualcosa: Hai già finito i compiti? A che ora torna papà dal lavoro? Il punto esclamativo, invece, si usa per esprimere emozioni forti come gioia, sorpresa, paura, rabbia o stupore, oppure per dare un ordine deciso. Per esempio scriveremo Che bella giornata di sole! Attento, sta arrivando la macchina! per mostrare entusiasmo o avvertimento. Anche dopo il punto interrogativo e dopo il punto esclamativo bisogna ricordarsi di iniziare la frase successiva con la lettera maiuscola. Questi due segni rendono lo scritto vivo e ci permettono di far sentire la voce dei personaggi.

I due punti

I due punti sono formati da due puntini messi uno sopra l'altro e annunciano qualcosa che sta per arrivare subito dopo. Spesso li usiamo per introdurre un elenco, come in In frigorifero ci sono tanti alimenti: latte, yogurt, formaggio e prosciutto. Servono anche per dare una spiegazione di ciò che abbiamo appena detto, per esempio Oggi non posso uscire: ho la febbre alta. Un altro uso molto importante è quello di introdurre le parole dette da qualcuno, cioè il discorso diretto: La maestra disse: «Domani andremo in gita al museo». Dopo i due punti, di solito, si scrive con la lettera minuscola, tranne quando subito dopo iniziano le parole pronunciate da una persona. Sono un segno molto curioso perché preparano la nostra attenzione a ciò che leggeremo dopo, come un sipario che si apre.

Il punto e virgola

Il punto e virgola è un segno un po' speciale, che si scrive con un punto sopra e una virgola sotto. Indica una pausa più lunga della virgola ma più breve del punto fermo, e si usa per separare parti di frase che sono collegate dal significato ma che hanno una loro autonomia. Per esempio si può scrivere: La pioggia cadeva forte; gli ombrelli si aprivano uno dopo l'altro lungo la strada. Le due informazioni sono unite dallo stesso scenario, ma ciascuna potrebbe stare anche da sola. Si usa anche dentro elenchi lunghi e complicati, quando gli elementi sono già divisi da virgole al loro interno. Nella scuola primaria lo incontriamo poche volte, ma è bene sapere che esiste e che fa una pausa di media lunghezza. Dopo il punto e virgola si continua sempre con la lettera minuscola.

I puntini di sospensione e le virgolette

I puntini di sospensione sono sempre tre, né di più né di meno, e servono a indicare che il pensiero rimane incompleto, sospeso a mezz'aria. Li usiamo per lasciare in dubbio il lettore o per mostrare esitazione, come in Non so se dirtelo… forse è meglio aspettare domani. Le virgolette, invece, sono dei piccoli segni che si mettono prima e dopo le parole pronunciate da qualcuno o un titolo che vogliamo evidenziare. Possono essere alte («») oppure basse (""), e racchiudono il discorso diretto, come in Luca esclamò: «Ho vinto la gara di corsa!» Quando leggiamo un dialogo dentro un libro, le virgolette ci aiutano a capire chi sta parlando e cosa sta dicendo davvero. Sono segni preziosi perché rendono i racconti più vivaci e simili a una scena di teatro.

Ricorda

In questa lezione abbiamo scoperto che la punteggiatura è uno strumento prezioso per rendere chiari i nostri pensieri scritti. Ecco i punti chiave da tenere a mente.

  1. Il punto fermo chiude un pensiero e dopo si usa la maiuscola.
  2. La virgola serve per gli elenchi, per le pause brevi e per chiamare qualcuno.
  3. Il punto interrogativo si mette alla fine delle domande.
  4. Il punto esclamativo esprime emozioni forti o comandi.
  5. I due punti annunciano un elenco, una spiegazione o un discorso diretto.
  6. Il punto e virgola fa una pausa media tra parti collegate ma autonome.
  7. I puntini di sospensione lasciano il pensiero incompleto e le virgolette racchiudono le parole dette.

Piccolo esercizio di verifica da fare sul quaderno: copia questo testo senza segni e poi aggiungi tu la punteggiatura giusta: che bella giornata oggi andiamo al mare con mamma papà mio fratello e la zia porteremo secchielli palette e una palla colorata tu vieni con noi. Rileggilo ad alta voce e controlla che le pause suonino naturali.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.italiano.cl5.scrittura.10 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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