Il testo narrativo

SpiegazioneScuola primaria · 3ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il testo narrativo è quel tipo di scrittura che racconta una storia, vera o inventata, in cui qualcuno (i personaggi) fa qualcosa (i fatti) in un certo luogo e in un certo tempo. È il testo che incontri quando leggi una fiaba, un racconto di avventure o quando la nonna ti racconta di quando era piccola.

Che cos'è il testo narrativo

Quando apri un libro di racconti, quando ascolti una favola la sera oppure quando un compagno ti spiega cosa gli è successo durante la ricreazione, stai entrando nel mondo della narrazione. Narrare significa raccontare una serie di fatti collegati tra loro, che accadono uno dopo l'altro in modo ordinato e che hanno un senso compiuto. Il testo narrativo può raccontare cose realmente accadute, come una gita scolastica o una vacanza al mare, oppure cose completamente inventate, come le storie di draghi, principesse e maghi. Ciò che conta è che ci sia sempre qualcuno che vive un'esperienza, affronta una situazione e arriva a una conclusione. Per esempio, il diario in cui scrivi cosa hai fatto la domenica è un testo narrativo reale, mentre la storia di Cappuccetto Rosso è un testo narrativo inventato. In entrambi i casi, chi legge segue le vicende come se le vedesse svolgersi davanti agli occhi.

Chi racconta la storia: il narratore

In ogni racconto c'è una voce che ci guida tra le pagine: questa voce si chiama narratore ed è chi ci dice cosa succede, dove e a chi. Il narratore può essere interno, cioè uno dei personaggi della storia che racconta in prima persona usando l'io: in questo caso senti parole come «io camminavo», «mi sono accorto», «pensavo». Oppure può essere esterno, cioè una voce che osserva tutto dall'alto, come una telecamera, e racconta in terza persona usando lui, lei, loro: «Marco camminava», «si accorse», «pensava». Per esempio, se scrivi «Ieri io sono andato al parco e ho visto un cagnolino» sei tu il narratore interno della storia. Se invece scrivi «Luca andò al parco e vide un cagnolino» allora c'è un narratore esterno che racconta i fatti di Luca. Riconoscere chi racconta ti aiuta a capire meglio il punto di vista della storia e a immedesimarti nei personaggi.

I personaggi della storia

I personaggi sono coloro che vivono le vicende del racconto: possono essere persone, animali, oggetti che parlano, creature fantastiche o perfino piante magiche. Nelle storie troviamo personaggi principali, che sono al centro delle vicende, e personaggi secondari, che compaiono per aiutare o ostacolare il protagonista. Spesso c'è un eroe o un'eroina, cioè il personaggio buono che vogliamo veda realizzare i propri desideri, e talvolta c'è anche un antagonista, cioè qualcuno che gli rema contro. Pensiamo a Pinocchio: il protagonista è il burattino, mentre Geppetto, la Fata Turchina, il Grillo Parlante e il Gatto e la Volpe sono personaggi che lo accompagnano in modi molto diversi. Oppure pensiamo a una storia di scuola in cui il protagonista è una bambina di nome Sofia che vuole vincere una gara di corsa, aiutata dalla sua amica del cuore e ostacolata da un compagno bullo. Descrivere i personaggi significa raccontare come sono fatti fuori (alti, bassi, con i capelli ricci) e come sono dentro (coraggiosi, timidi, allegri).

Il luogo e il tempo: l'ambientazione

Ogni storia accade in qualche posto e in un determinato momento: questa cornice si chiama ambientazione ed è formata dal luogo e dal tempo. Il luogo può essere reale, come la tua aula, il giardino della nonna o la spiaggia di Rimini, oppure fantastico, come un castello incantato, un bosco abitato dagli gnomi o un pianeta lontano. Il tempo, invece, ci dice quando si svolgono i fatti: tanto tempo fa, ieri mattina, durante l'inverno, alle tre del pomeriggio. Per esempio, una storia può iniziare così: «Una fredda sera d'inverno, nella vecchia casa in montagna…» e già sappiamo dove e quando ci troviamo. In un altro racconto potresti leggere: «Lunedì scorso, durante l'intervallo, in cortile…» e ti sembra di essere lì insieme ai protagonisti. Quando scrivi una storia, ricordati sempre di dire al lettore dove e quando avvengono i fatti, perché altrimenti la vicenda sembrerà sospesa nel vuoto.

La struttura: inizio, sviluppo e fine

Un buon racconto non è un mucchio disordinato di frasi, ma ha una struttura precisa, divisa in tre parti che si susseguono in ordine. Vediamole insieme con i passaggi fondamentali:

  1. La situazione iniziale presenta i personaggi, il luogo e il tempo: è il momento in cui il lettore conosce chi, dove e quando.
  2. Lo sviluppo racconta il problema o l'avventura che capita al protagonista, con tutti i fatti che si susseguono uno dopo l'altro.
  3. La conclusione spiega come finisce la storia, se il problema viene risolto e cosa succede ai personaggi alla fine.

Pensiamo a una storia inventata: all'inizio una bambina di nome Aurora vive in un piccolo villaggio vicino al mare; poi un giorno scopre una bottiglia con un messaggio dentro e parte per cercare il mittente; alla fine trova un vecchio pescatore che le insegna a navigare. Un altro esempio: in classe arriva un cucciolo trovato in giardino (inizio), i bambini cercano il padrone affiggendo cartelli (sviluppo), una signora del quartiere lo riconosce e lo riporta a casa (fine). Senza queste tre parti, il racconto sarebbe incompleto.

L'ordine dei fatti e le parole del tempo

Quando racconti una storia, i fatti devono essere disposti in un ordine chiaro, di solito quello in cui sono accaduti, perché chi legge possa seguirti senza confondersi. Per collegare un fatto all'altro usiamo parole speciali chiamate connettivi temporali, come all'inizio, poi, dopo, in seguito, mentre, improvvisamente, infine, alla fine. Queste parole funzionano come piccoli ponti che uniscono un momento al successivo e fanno scorrere la storia. Per esempio: «All'inizio Lucia preparò lo zaino, poi salutò la mamma, dopo prese l'autobus e infine arrivò a scuola felice». Oppure: «Mentre il sole tramontava, improvvisamente si sentì un rumore tra i cespugli e il piccolo Tobia si nascose dietro un albero». Senza i connettivi temporali, i fatti sembrerebbero scollegati e il lettore si perderebbe. Curiosità: nelle fiabe troviamo spesso formule particolari come «C'era una volta…» all'inizio e «…e vissero felici e contenti» alla fine.

Tipi di testo narrativo

Esistono tantissime forme di testo narrativo, ognuna con caratteristiche speciali, ed è bello conoscerle per scegliere quella giusta quando vuoi scrivere. La fiaba racconta storie fantastiche con maghi, fate, animali parlanti e di solito ha un finale felice, come Biancaneve o Hansel e Gretel. La favola, invece, è una storia breve in cui i protagonisti sono spesso animali con difetti e qualità umane e si conclude con una morale, come quelle di Esopo sulla volpe e l'uva. Il racconto realistico narra fatti credibili, che potrebbero davvero accadere, come l'avventura di un bambino che si perde al supermercato. La leggenda spiega in modo fantasioso l'origine di qualcosa, per esempio perché un fiume si chiama così o come è nata una montagna. Il diario, infine, è un testo in cui si raccontano in prima persona i fatti della propria giornata, come quando scrivi nel quadernino dei segreti. Ogni tipo ha il suo fascino e ti permette di esprimerti in modi diversi.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: inventa una breve storia in cinque righe ambientata in un bosco al tramonto. Indica chi è il protagonista, scegli se usare il narratore interno o esterno, scrivi una situazione iniziale, uno sviluppo con almeno un problema da risolvere e una conclusione. Sottolinea in rosso almeno tre connettivi temporali che hai usato per legare i fatti.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.storia.cl5.produzione-orale-scritta.03 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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