La frase e la sua struttura

SpiegazioneScuola primaria · 2ªitaliano

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Introduzione

La frase è un piccolo gruppo di parole messe in fila con ordine, che ci permette di dire qualcosa di sensato a chi ci ascolta o ci legge.

Quando parliamo con la mamma, quando scriviamo un biglietto al nostro migliore amico o quando raccontiamo la giornata alla maestra, usiamo sempre tante piccole frasi. Ogni frase è come un mattoncino della costruzione del nostro discorso, e proprio come i mattoncini ha una sua forma precisa che dobbiamo imparare a riconoscere. Se mettiamo le parole a caso, senza un ordine, gli altri non capiscono cosa vogliamo dire e restano molto confusi. Per questo motivo è importantissimo scoprire insieme come è fatta una frase, quali pezzi servono per costruirla e quali invece la rovinano. Vedrai che, dopo questa scheda, riuscirai a guardare ogni frase come se avessi degli occhiali magici capaci di vederne tutti i segreti dentro.

Che cos'è una frase

Una frase è un insieme di parole ordinate che insieme comunicano un messaggio completo e chiaro a chi le ascolta o le legge. Non basta mettere vicine due o tre parole qualunque per avere una frase vera: serve che quelle parole, lette tutte insieme, abbiano un senso compiuto e ci facciano capire qualcosa. Se diciamo soltanto "pane tavolo gatto", non stiamo costruendo una frase, perché chi ci ascolta non capisce assolutamente nulla del nostro pensiero. Se invece diciamo "Il gatto dorme sul tavolo", ecco che le parole si tengono per mano e ci raccontano una scena precisa che possiamo immaginare nella testa. Pensa anche a quando, in cortile, gridi al tuo compagno "Marco lancia la palla!": tutti capiscono subito cosa sta succedendo grazie al senso compiuto delle parole. La frase è dunque come una piccola squadra di parole che lavorano insieme per dirci qualcosa.

La proposizione: la frase di base

La frase più semplice e corta che possiamo costruire si chiama proposizione, ed è il punto di partenza per imparare bene la grammatica italiana. Una proposizione contiene una sola informazione, un solo pensierino, e di solito comincia con la lettera maiuscola e finisce con il punto fermo. Per esempio "La nonna prepara la torta" è una proposizione perché ci dà un'unica notizia, chiara e tonda come una mela. Anche "Luca corre nel parco" è una proposizione, perché parla di una sola azione fatta da una sola persona in un momento preciso. Quando invece scriviamo "La nonna prepara la torta e Luca corre nel parco", abbiamo unito due proposizioni con la parolina "e", e così si forma una frase più lunga. In questa scheda ci concentreremo soprattutto sulle proposizioni, perché imparando a riconoscerle bene capirai tutto il resto.

Il soggetto: chi compie l'azione

Dentro ogni proposizione c'è una parola molto importante che si chiama soggetto, e indica la persona, l'animale o la cosa di cui stiamo parlando. Il soggetto è come il protagonista di un piccolo film: senza di lui non sapremmo chi fa l'azione o di chi stiamo raccontando qualcosa. Per scoprire il soggetto di una frase basta farsi una domanda magica: "Chi è che compie l'azione?" oppure "Di chi si parla?". Nella frase "Marta mangia una mela rossa", se ci chiediamo chi mangia, la risposta è Marta: quindi Marta è il soggetto della proposizione. Allo stesso modo, nella frase "Il cagnolino abbaia in giardino", il soggetto è il cagnolino, perché è lui che compie l'azione di abbaiare. A volte il soggetto può anche essere nascosto, come in "Vado a scuola", dove il protagonista sono io che parlo, ma di questo parleremo meglio più avanti negli anni.

Il predicato: che cosa si dice del soggetto

L'altra parola fondamentale che troviamo in ogni proposizione si chiama predicato, e ci dice che cosa fa il soggetto oppure com'è il soggetto. Il predicato è quasi sempre un verbo, cioè una parola che indica un'azione, uno stato o un modo di essere di qualcuno o qualcosa. Per trovarlo possiamo chiederci: "Che cosa fa il soggetto?" oppure "Che cosa si dice del soggetto?". Nella frase "Sofia disegna un castello colorato", il predicato è "disegna", perché è proprio quello che Sofia sta facendo in quel momento sul foglio. Nella frase "Il sole è caldo", il predicato è "è caldo", perché ci dice una caratteristica del sole, cioè come è fatto. Soggetto e predicato sono inseparabili, come pane e companatico: insieme formano il cuore di ogni proposizione che incontriamo nei libri.

L'ordine delle parole

Perché una frase sia davvero chiara e comprensibile, le parole devono essere messe in un ordine giusto, non sparpagliate qua e là come foglie al vento d'autunno. In italiano di solito mettiamo prima il soggetto, poi il predicato, e infine le altre parole che aggiungono informazioni utili al nostro racconto. Per esempio diciamo "Il bambino lancia il pallone" e non "Pallone bambino lancia il", perché in questo secondo modo la frase non funziona più. Prova a leggere ad alta voce "Mamma colazione prepara la": ti accorgerai subito che qualcosa stride, perché manca l'ordine corretto delle parole. Se invece la sistemiamo così, "La mamma prepara la colazione", tutto torna al suo posto e capiamo perfettamente la scena. Imparare a mettere le parole in ordine è un esercizio importante che ti aiuterà a scrivere temi sempre più belli e curati.

I segni della frase scritta

Quando scriviamo una frase sul quaderno dobbiamo ricordarci di usare correttamente la punteggiatura, perché senza di essa il nostro testo diventa difficile da leggere. Ogni proposizione inizia sempre con la lettera maiuscola, proprio come un palazzo che comincia con il suo ingresso principale ben in vista. Alla fine della frase, invece, mettiamo un segno che chiude il discorso: il punto fermo per le frasi che raccontano qualcosa, il punto interrogativo per le domande e il punto esclamativo per le esclamazioni piene di emozione. Per esempio scriviamo "Oggi piove molto." con il punto fermo, ma "Hai preso l'ombrello?" con il punto di domanda, perché stiamo chiedendo qualcosa. Allo stesso modo scriviamo "Che bella sorpresa!" con il punto esclamativo, perché stiamo esprimendo una grande meraviglia o gioia. Questi segni sono come i semafori della scrittura: ci dicono quando fermarci, quando rallentare e quando colorare la voce di stupore.

Ricorda

Ecco i punti più importanti da tenere sempre a mente sulla struttura della frase, in modo da non dimenticarli mai più nei prossimi esercizi.

  1. La frase è un gruppo di parole ordinate che insieme hanno un senso compiuto.
  2. La frase più semplice si chiama proposizione e contiene un solo pensiero.
  3. In ogni proposizione ci sono sempre due parti fondamentali: il soggetto e il predicato.
  4. Il soggetto è chi compie l'azione o di chi si parla.
  5. Il predicato è quello che il soggetto fa o com'è il soggetto.
  6. Le parole devono essere messe in un ordine giusto, di solito prima il soggetto e poi il predicato.
  7. Ogni frase inizia con la lettera maiuscola e finisce con un punto fermo, interrogativo o esclamativo.

Piccolo esercizio di verifica

Leggi con attenzione queste tre frasi e per ciascuna scrivi sul quaderno qual è il soggetto e qual è il predicato.

  1. Il pesciolino nuota nell'acquario.
  2. La maestra spiega la lezione.
  3. Nonno Pietro legge il giornale.

Poi prova a inventare tu due proposizioni originali, una che parla del tuo animale preferito e una che parla di un tuo compagno di classe, ricordando di mettere il soggetto, il predicato, la lettera maiuscola all'inizio e il punto fermo alla fine.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.sec-1grado.italiano.cl3.analisi-logica.01-2025 — Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione. Da revisionare.

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