Le vocali: le cinque amiche del nostro alfabeto

SpiegazioneScuola primaria · 1ªitaliano

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Le vocali: le cinque amiche del nostro alfabeto

Le vocali sono cinque letterine speciali che si possono pronunciare da sole, senza l'aiuto di nessun'altra lettera. Sono come il cuore di ogni parola che diciamo.

Nell'alfabeto italiano vivono ventuno letterine, ma cinque di loro hanno un potere magico: si chiamano vocali e sono A, E, I, O, U. Prova a dirle ad alta voce: la bocca si apre, l'aria esce libera e non incontra nessun ostacolo. Le altre letterine, invece, hanno bisogno delle vocali per farsi sentire bene. Senza le vocali non potremmo dire né il nostro nome, né salutare la maestra, né chiamare la mamma.

La vocale A: la bocca spalancata

La prima vocale che impariamo è la A, una letterina che pronunciamo aprendo bene la bocca, come quando il dottore ci chiede di dire "aaah". È una vocale allegra e rumorosa, che troviamo all'inizio di tantissime parole. Pensiamo a parole come ape, albero, anatra, amico e arancia: tutte cominciano con il suono della A. Anche dentro le parole questa vocale si nasconde spesso, per esempio in mamma, casa, gatto e palla. Quando scriviamo la A in stampato maiuscolo, disegniamo due bastoncini inclinati uniti in alto con un piccolo trattino in mezzo.

Le vocali E e I: le sorelle sorridenti

Le vocali E e I sono un po' come due sorelle, perché quando le pronunciamo la bocca si allarga e sembra quasi che stiamo sorridendo. La E la sentiamo in parole come elefante, edicola, erba e estate, che usiamo spesso quando raccontiamo le nostre giornate. La I, invece, è la vocale più sottile di tutte e la troviamo in parole come isola, indiano, imbuto e inverno. Per pronunciare bene la I dobbiamo stringere un pochino le labbra e tirare indietro la lingua. Queste due vocali sono molto importanti perché spesso le usiamo per formare il plurale, cioè per dire che una cosa diventa tante cose, come quando da libro passiamo a libri.

Le vocali O e U: le labbra a cerchietto

Quando pronunciamo la O facciamo con le labbra un bel cerchietto, proprio come la forma di questa lettera tonda e simpatica. La sentiamo in parole come orso, occhio, orto e ombrello, parole che usiamo ogni giorno quando giochiamo o quando piove. La vocale U è simile alla O, ma le labbra si stringono ancora di più, quasi come quando vogliamo dare un bacio o quando soffiamo sulle candeline. Troviamo la U in parole come uva, uccello, uovo e uno, e ci aiuta a contare quando diciamo i numeri. Senza la O e la U non potremmo neppure pronunciare la parola "cuore", che ha ben tre vocali una dietro l'altra.

Le vocali dentro le parole

Le vocali non stanno solo all'inizio delle parole, ma si nascondono dappertutto: all'inizio, in mezzo e alla fine. Una parola come "aiuola" è davvero speciale perché contiene tutte e cinque le vocali in fila: A-I-U-O-A. Anche quando incontriamo una parola che inizia con una vocale, come ape o elefante, non diciamo mai "il ape" o "la elefante", ma usiamo una piccola parolina con l'apostrofo: l'ape, l'elefante. Questo trucchetto serve a far suonare meglio le parole quando le diciamo o le scriviamo. Provate a leggere queste frasi ad alta voce: l'orso mangia il miele, l'uva è dolce, l'isola è lontana.

Ricorda

  1. Le vocali sono cinque: A, E, I, O, U, e si possono pronunciare anche da sole.
  2. Le vocali sono il cuore di ogni parola, perché senza di loro non potremmo parlare.
  3. Davanti a una parola che inizia con una vocale usiamo l'apostrofo, come in l'ape e l'orso.
  4. Piccolo gioco: prova a cercare nella tua cameretta cinque oggetti che iniziano ciascuno con una vocale diversa.

Riferimento curricolare

Scheda didattica originale fedele al curriculum primaria; linguaggio accessibile per DSA/BES.

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