I digrammi ch e gh
In italiano due lettere unite possono formare un digramma, cioè un suono unico. I gruppi ch e gh servono a mantenere il suono duro della c e della g davanti alle vocali e ed i.
Quando scriviamo, la lettera c e la lettera g cambiano spesso il loro suono a seconda della vocale che le segue. Davanti alle vocali a, o, u il suono resta duro, come in casa o in gatto, e tutto sembra semplice. Davanti alle vocali e ed i, però, queste lettere diventano dolci, come in cena o in gelato. Per ottenere ugualmente il suono duro davanti a e ed i abbiamo bisogno di un aiuto, e questo aiuto è la lettera h. La h da sola non si pronuncia, ma messa accanto alla c o alla g crea i digrammi ch e gh, che conservano il suono forte della parola.
Il digramma ch
Il digramma ch si scrive ogni volta che vogliamo sentire il suono duro della c davanti alle vocali e ed i. Pensiamo a parole come chiesa, chiave, occhi, fuochi, panche, oche: in tutte queste la c si pronuncia come in casa, e non come in cena. Senza la h leggeremmo cesa al posto di chesa, sbagliando completamente il suono della parola. La h funziona quindi come una piccola sentinella che protegge il suono duro e impedisce alla c di diventare dolce. Ricordiamo che il digramma ch si trova soltanto davanti a e ed i, mai davanti ad a, o, u.
Il digramma gh
Allo stesso modo, il digramma gh serve a mantenere il suono duro della g davanti alle vocali e ed i. Lo troviamo in parole molto comuni come ghiaccio, ghepardo, funghi, laghi, righe, streghe: in tutte la g suona forte come in gatto. Senza la lettera h leggeremmo gepardo o lagi, con un suono dolce sbagliato che cambierebbe la parola. Per esempio, scrivendo fungo al plurale otteniamo funghi: aggiungiamo la h proprio per non perdere il suono duro che sentiamo al singolare. Anche il digramma gh, come ch, si usa solamente davanti a e ed i.
Ricorda
- I digrammi ch e gh si scrivono solo davanti alle vocali e ed i.
- La lettera h non si pronuncia, ma serve a mantenere il suono duro di c e g.
- Senza la h, c e g davanti a e ed i diventerebbero dolci, come in cena e in gelato.