I grafici sono disegni speciali che trasformano i numeri in immagini facili da capire: in questa lezione impareremo a leggerli con attenzione, scoprendo come parlano senza usare parole.
Che cos'è un grafico
Un grafico è una rappresentazione visiva di dati, cioè di informazioni espresse con numeri o quantità che vogliamo confrontare tra loro. In geografia usiamo i grafici per mostrare la popolazione di una città, le piogge cadute durante l'anno o quanti turisti hanno visitato un museo. Invece di leggere una lunga lista di numeri, possiamo guardare un'immagine e capire subito qual è il valore più grande o quello più piccolo. Un grafico funziona un po' come una fotografia dei numeri, che li rende immediatamente comprensibili. Pensa, per esempio, a un cartellone che mostra quante bottigliette d'acqua bevi ogni giorno della settimana: con una sola occhiata vedi quando ne hai bevute di più. Allo stesso modo, in geografia un grafico ti racconta in un attimo come cambia un fenomeno nel tempo o nello spazio.
Gli elementi del grafico
Ogni grafico ha alcune parti fondamentali che dobbiamo imparare a riconoscere prima di leggerlo. C'è il titolo, che ci dice di cosa parla il grafico e che si trova quasi sempre in alto. Poi ci sono due linee chiamate assi: l'asse orizzontale, posto in basso, e l'asse verticale, posto a sinistra. Sugli assi troviamo le indicazioni di ciò che viene misurato, per esempio i mesi dell'anno o il numero di abitanti. Infine ci sono i dati, rappresentati con barre, linee o fette colorate, e spesso una legenda che spiega il significato dei colori. La legenda è come un piccolo dizionario del grafico: senza di lei a volte non capiremmo cosa indicano le forme. Per esempio, in un grafico sulle temperature di Roma, il titolo dirà "Temperature di Roma", l'asse in basso mostrerà i mesi e quello a sinistra i gradi.
Il grafico a barre o istogramma
L'istogramma, detto anche grafico a barre, è uno dei più usati nelle scuole perché è molto chiaro e immediato. È formato da rettangoli, chiamati appunto barre, che possono essere disposti in piedi (verticali) o sdraiati (orizzontali). Ogni barra rappresenta una quantità: più la barra è alta o lunga, più grande è il numero che indica. Per leggere correttamente un istogramma, dobbiamo guardare la base della barra per capire a cosa si riferisce e la sua cima per leggere il valore sull'asse. Questo tipo di grafico è perfetto quando vogliamo confrontare quantità diverse, come la popolazione di città italiane. Per esempio, se vediamo che la barra di Milano arriva a 1.300.000 abitanti e quella di Bologna a 400.000, capiamo subito quale città è più grande. Un altro esempio quotidiano: un istogramma a scuola può mostrare quanti libri ha letto ogni bambino durante l'anno.
Il grafico a linee
Il grafico a linee, detto anche cartesiano, serve soprattutto a mostrare come una quantità cambia nel tempo. È formato da punti uniti da una linea che sale, scende o resta uguale, raccontando la storia di un fenomeno. Quando la linea sale verso l'alto, significa che il valore sta aumentando; quando scende, sta diminuendo; quando resta dritta, significa che non cambia. Questo grafico è molto usato in geografia per mostrare l'andamento delle temperature durante l'anno oppure la crescita della popolazione nei vari decenni. La sua particolarità è che mostra benissimo le variazioni e ci aiuta a capire le tendenze nel tempo. Pensa, per esempio, a un grafico che segna quanti centimetri sei cresciuto ogni anno: la linea che sale racconta la tua crescita. Allo stesso modo, una linea che mostra le piogge a Venezia da gennaio a dicembre ci fa vedere subito quali sono i mesi più piovosi.
Il grafico a torta o areogramma
Il grafico a torta, chiamato anche areogramma, ha la forma di un cerchio diviso in fette, proprio come una pizza tagliata. Ogni fetta rappresenta una parte di un totale, e più la fetta è grande, più quella parte è importante rispetto all'insieme. Le fette vengono colorate in modo diverso e la legenda ci spiega cosa significa ogni colore. Questo grafico è utilissimo quando vogliamo capire come è suddiviso un totale, per esempio quali sono i mezzi di trasporto usati dagli abitanti di una città. Il grafico a torta serve a mostrare le proporzioni, cioè a far vedere a colpo d'occhio chi occupa più spazio nel totale. Immagina un grafico che mostra come usano il tempo libero i tuoi compagni: una fetta grande per chi gioca a calcio, una più piccola per chi disegna, una piccolissima per chi suona uno strumento. Allo stesso modo, in geografia possiamo vedere come è divisa la superficie dell'Italia tra pianure, colline e montagne.
Come si legge un grafico passo dopo passo
Per leggere bene un grafico non basta guardarlo: bisogna seguire un metodo ordinato che ci permetta di non sbagliare. Prima di tutto si legge il titolo, poi si controllano gli assi o la legenda, e infine si osservano i dati con calma. Solo dopo aver capito tutte queste informazioni possiamo trarre conclusioni e rispondere alle domande. Questo modo di procedere ci aiuta a non confonderci e a comprendere davvero ciò che il grafico vuole comunicare. Ecco il metodo in passi precisi:
- Leggi il titolo per capire l'argomento del grafico.
- Osserva gli assi e leggi cosa indicano: tempo, quantità, luoghi.
- Controlla la legenda per capire i colori e i simboli.
- Confronta i dati cercando il valore più alto e quello più basso.
- Rifletti sulle informazioni e prova a raccontare con parole tue ciò che hai visto.
Per esempio, davanti a un grafico sulle nascite in un paese di montagna, seguiamo questi passi e scopriamo che i bambini nati sono pochi e in diminuzione. Oppure, davanti a un istogramma sui turisti di una città d'arte, capiamo subito qual è il mese con più visitatori.
A che cosa servono i grafici in geografia
In geografia i grafici sono strumenti preziosi perché ci permettono di studiare fenomeni che riguardano il territorio, le persone e l'ambiente. Grazie a loro possiamo confrontare la popolazione di regioni diverse, osservare quanto piove in zone lontane, capire come cambia il clima nel corso dell'anno. Senza grafici dovremmo leggere lunghissime tabelle di numeri e impiegheremmo molto più tempo per capire le informazioni. Inoltre, i grafici ci aiutano a notare somiglianze e differenze tra luoghi, raccontandoci la geografia in modo visivo. Possiamo dire che i grafici sono veri e propri alleati dello studio del nostro pianeta. Per esempio, un grafico a linee può mostrarci come le temperature in Sicilia siano più alte di quelle in Trentino. Un grafico a torta, invece, può farci vedere quale settore di lavoro (agricoltura, industria, servizi) occupa più persone in una regione.
Attenzione agli errori più comuni
Quando leggiamo un grafico, è facile cadere in piccoli errori che possono farci capire male le informazioni. Il primo errore è non leggere il titolo e quindi non sapere di cosa parla il grafico. Il secondo è confondere gli assi o saltare la legenda, perdendo informazioni importanti sui colori e sui simboli. Un altro errore frequente è confrontare grafici di tipo diverso senza fare attenzione: per esempio, due istogrammi con scale differenti possono ingannarci. Per questo serve sempre fare attenzione alle indicazioni numeriche e alle unità di misura. Per esempio, un grafico che mostra le piogge in millimetri non si può confrontare direttamente con uno che le mostra in centimetri. Allo stesso modo, se confrontiamo gli abitanti di un piccolo paese con quelli di una grande città, dobbiamo controllare bene la scala dei numeri per non sbagliare valutazione.
Ricorda
- Un grafico trasforma i numeri in un'immagine facile da capire.
- Ogni grafico ha titolo, assi (o legenda) e dati.
- L'istogramma usa le barre, il grafico a linee mostra cambiamenti nel tempo, l'areogramma a torta mostra le proporzioni.
- Per leggere bene si parte dal titolo, poi assi e legenda, infine i dati.
- In geografia i grafici servono a confrontare luoghi, climi e popolazioni.
Piccolo esercizio di verifica sul quaderno: disegna un istogramma con i giorni della settimana sull'asse orizzontale e le ore che dedichi allo studio sull'asse verticale. Colora le barre, dai un titolo al grafico e scrivi sotto due frasi che spieghino quale giorno studi di più e quale di meno. Infine, prova a immaginare un grafico a torta che mostri come dividi le tue giornate tra scuola, gioco, riposo e pasti: disegna il cerchio diviso in fette e crea una piccola legenda con i colori scelti.