L'Italia è un Paese ricco di montagne: a nord si estendono le Alpi, mentre lungo tutta la penisola corrono gli Appennini, due catene molto diverse per età, forma e clima.
Una catena montuosa è un insieme di montagne vicine, nate insieme milioni di anni fa per lo scontro lentissimo di enormi pezzi della crosta terrestre. In Italia ne troviamo due principali, che disegnano la forma del nostro territorio e influenzano il clima, i fiumi e la vita delle persone. Le Alpi formano un grande arco a nord, mentre gli Appennini sono come una lunga spina dorsale che attraversa la penisola da nord a sud. Conoscerle significa capire perché in certe zone si scia, in altre si coltiva l'ulivo e perché alcuni fiumi sono lunghi e altri brevissimi. Per studiarle bene osserviamo dove si trovano, quanto sono alte, di quali rocce sono fatte e quale paesaggio offrono.
Le Alpi: giovani, alte e innevate
Le Alpi si trovano nel Nord dell'Italia e fanno da confine naturale con Francia, Svizzera, Austria e Slovenia, disegnando un grande arco lungo circa 1.200 chilometri. Sono montagne geologicamente giovani, nate circa 65 milioni di anni fa, e per questo hanno cime aguzze, pareti ripide e vette altissime ricoperte di neve quasi tutto l'anno. La vetta più alta è il Monte Bianco, che supera i 4.800 metri e si trova al confine tra Italia e Francia: dalla sua sommità nascono numerosi ghiacciai. Le Alpi si dividono in tre settori: Alpi Occidentali, Alpi Centrali e Alpi Orientali, ciascuno con paesaggi e rocce leggermente diversi. Tra le montagne si aprono valli profonde scavate dai ghiacciai antichi, come la Val d'Aosta, dove scorrono fiumi importanti e si incontrano laghi di origine glaciale come il Lago di Garda o il Lago Maggiore. Per esempio, chi vive a Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, d'inverno vede paesi coperti di neve e d'estate cammina su sentieri tra prati fioriti e ghiacciai scintillanti.
Gli Appennini: antichi, più bassi e verdi
Gli Appennini percorrono l'Italia per circa 1.300 chilometri, dalla Liguria fino alla punta della Calabria, e proseguono idealmente in Sicilia con i suoi rilievi. Sono montagne più antiche delle Alpi e per questo hanno cime arrotondate, pendii più dolci e altezze minori, raramente superiori ai 2.900 metri. La vetta principale è il Gran Sasso d'Italia, in Abruzzo, alto 2.912 metri, che custodisce il ghiacciaio più meridionale d'Europa, il Calderone. Anche gli Appennini si dividono in tre tratti: Appennino Settentrionale, Centrale e Meridionale, ognuno con caratteristiche proprie di rocce, clima e vegetazione. Lungo questa catena si trovano numerosi vulcani, alcuni spenti come il Monte Amiata e altri attivi come il Vesuvio in Campania, segno che la terra qui è ancora viva e in movimento. I boschi di faggi e querce, i pascoli e gli ulivi rendono il paesaggio appenninico più verde e morbido rispetto a quello aspro e roccioso delle Alpi.
Ricorda
- Le Alpi sono al Nord, giovani, altissime, con ghiacciai e cime aguzze; la vetta più alta è il Monte Bianco.
- Gli Appennini attraversano tutta la penisola, sono più antichi, più bassi e arrotondati, con vulcani e boschi; la cima più alta è il Gran Sasso.
- Entrambe le catene si dividono in tre settori (occidentale/settentrionale, centrale, orientale/meridionale) e influenzano clima, fiumi e vita degli abitanti.
Piccolo esercizio sul quaderno: disegna la sagoma dell'Italia e traccia con il blu le Alpi e con il verde gli Appennini; poi segna con una stellina rossa il Monte Bianco e con una stellina gialla il Gran Sasso, scrivendo accanto la loro altezza.