Il fiume e il lago

SpiegazioneScuola primaria · 3ªgeografia

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Stesso argomento, tre livelli: Sintetica (più breve), Standard, Estesa (più completa).

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Il fiume e il lago sono due paesaggi d'acqua dolce che si incontrano spesso vicino alle montagne e nelle pianure: in questa lezione scoprirai come nascono, come si chiamano le loro parti e perché sono così importanti per le persone, le piante e gli animali.

Che cos'è un fiume

Un fiume è un corso d'acqua dolce che scorre sempre nella stessa direzione, dalla montagna verso il mare, il lago o un fiume più grande. La sua acqua non sta mai ferma, ma si muove giorno e notte, anche quando noi dormiamo, spinta dalla forza della gravità che la fa scendere verso il basso. I fiumi nascono in alto, di solito tra le rocce delle montagne, e arrivano in basso seguendo un percorso lungo che può misurare anche centinaia di chilometri. Pensa per esempio a un ruscello che vedi in gita, con l'acqua fresca che scivola tra i sassi: anche quello, se cresce, può diventare un fiume vero. Un altro esempio quotidiano è il piccolo torrente che attraversa il paese di nonna: durante l'estate è basso, mentre in autunno con la pioggia diventa più gonfio e rumoroso. I fiumi quindi cambiano di stagione in stagione, perché la quantità d'acqua che portano dipende dalla pioggia e dalla neve che si scioglie.

Le parti del fiume

Ogni fiume ha parti precise che hanno un nome speciale e che insieme formano il suo percorso completo. Il punto in cui il fiume nasce si chiama sorgente, e di solito si trova in montagna, dove l'acqua esce dalle rocce o dal ghiacciaio che si scioglie al sole. Il percorso che il fiume compie si chiama corso, e si divide in tre parti: corso superiore in montagna, corso medio in collina e corso inferiore in pianura. Le sponde, chiamate anche rive, sono le due strisce di terra ai lati del fiume, dove crescono pioppi, salici e cespugli che amano l'umidità. L'acqua scorre dentro una specie di canale naturale che si chiama letto o alveo, formato da sabbia, sassi e ghiaia levigati dalla corrente. Infine la foce è il punto in cui il fiume finisce il suo viaggio, gettandosi nel mare oppure dentro un lago più grande. Se osservi una pozzanghera dopo la pioggia che scorre verso il tombino del cortile, vedrai in piccolo come funziona il viaggio dell'acqua di un fiume.

Gli affluenti e il bacino

Un fiume, durante il suo cammino, non è quasi mai solo: spesso incontra altri corsi d'acqua più piccoli che gli portano nuova acqua. Questi piccoli aiutanti si chiamano affluenti e sono fiumi minori o torrenti che si uniscono al fiume principale, facendolo diventare più largo e potente. Per esempio il Po, il fiume più lungo d'Italia, riceve l'acqua di tanti affluenti come il Ticino, l'Adda e il Tanaro, che scendono dalle Alpi e dagli Appennini. Tutto il territorio dal quale il fiume e i suoi affluenti raccolgono l'acqua della pioggia si chiama bacino. Puoi immaginare il bacino come un grande imbuto naturale: la pioggia cade su prati, boschi e tetti, scivola nei ruscelli, e questi ruscelli portano l'acqua al fiume principale. Anche il tuo cortile, quando piove, funziona come un mini-bacino: l'acqua scivola in mezzo all'erba, raggiunge i canaletti e poi sparisce nei tombini.

Che cos'è un lago

Un lago è una grande quantità d'acqua, di solito dolce, che riempie una conca, cioè una specie di grande buca naturale nel terreno. A differenza del fiume, l'acqua del lago non scorre via veloce, ma resta quasi sempre ferma, anche se il vento può creare piccole onde sulla sua superficie. I laghi possono essere grandi come piccoli mari, oppure piccoli come uno stagno in fondo a un bosco. In Italia abbiamo laghi famosi come il lago di Garda, il lago Maggiore e il lago di Como, dove tante famiglie vanno in vacanza d'estate per fare il bagno o andare in barca. Un altro esempio più piccolo è il laghetto del parco vicino a casa, dove a volte nuotano le anatre e galleggiano le ninfee. Anche il riflesso del cielo sull'acqua del lago, quando è una giornata tranquilla, è uno spettacolo che fa pensare a un grande specchio appoggiato sulla terra.

Come nascono i laghi

I laghi non nascono tutti nello stesso modo, e proprio per questo si dividono in famiglie diverse a seconda della loro origine. I laghi di origine glaciale si sono formati tantissimi anni fa, quando enormi ghiacciai hanno scavato profonde conche che poi si sono riempite d'acqua: il lago di Como e il lago di Garda sono nati così. I laghi vulcanici, come il lago di Bolsena o il lago di Bracciano, riempiono il cratere di antichi vulcani che oggi non sono più attivi e che da molto tempo non eruttano. I laghi costieri si formano vicino al mare quando un cordone di sabbia chiude una piccola insenatura, e l'acqua resta separata dal mare aperto. Esistono poi i laghi artificiali, creati dall'uomo costruendo una grande diga su un fiume per raccogliere l'acqua e produrre energia elettrica. Anche una piccola pozza che si forma nel parco dopo un acquazzone è, in miniatura, come un piccolo lago temporaneo che durerà solo qualche ora.

L'acqua entra ed esce: immissari ed emissari

Quasi tutti i laghi sono collegati ai fiumi, perché l'acqua deve entrare e uscire dalla conca per restare pulita e viva. I fiumi che entrano nel lago e gli portano la loro acqua si chiamano immissari, mentre quelli che escono dal lago e portano via l'acqua si chiamano emissari. Per esempio il fiume Ticino è immissario del lago Maggiore quando vi entra, e poi esce da quello stesso lago come emissario per continuare il suo viaggio verso il Po. Puoi pensare al lago come a una grande vasca da bagno naturale: dal rubinetto entra l'acqua nuova (l'immissario), mentre dallo scarico l'acqua esce e va via (l'emissario). Senza questo ricambio continuo, l'acqua del lago diventerebbe ferma e poco sana, come succede nelle pozzanghere dimenticate.

Piante, animali e persone vicino all'acqua

Fiumi e laghi sono ambienti pieni di vita, perché l'acqua dolce permette a tantissime piante e animali di sopravvivere e crescere bene. Sulle rive crescono canne, ninfee, pioppi e salici, le cui radici aiutano anche a tenere ferma la terra quando l'acqua spinge sulla riva. Negli ambienti d'acqua dolce vivono pesci come la trota, il luccio e il persico, oltre a rane, rospi e tartarughe d'acqua che ami vedere al laghetto. Anche tanti uccelli scelgono questi posti per costruire il nido, come l'airone cenerino, il germano reale e il cigno bianco che galleggia elegante sull'acqua. Le persone, fin dall'antichità, hanno costruito villaggi e città vicino ai fiumi e ai laghi per avere acqua da bere, per coltivare i campi e per pescare. Ancora oggi molte città italiane importanti, come Roma sul Tevere o Firenze sull'Arno, sono nate proprio sulle rive di un fiume.

A cosa servono fiumi e laghi oggi

Fiumi e laghi non sono solo bellissimi da guardare, ma servono ogni giorno alle persone in tantissimi modi diversi e molto utili. L'acqua dolce viene raccolta, pulita e portata nelle case attraverso i tubi, così possiamo bere, lavarci e cucinare tutti i giorni senza problemi. Nei campi vicini ai fiumi i contadini fanno l'irrigazione, cioè portano l'acqua alle piante con piccoli canali, perché grano, mais e ortaggi possano crescere bene. L'acqua dei laghi artificiali, scendendo con forza dalle dighe, fa girare grosse turbine che producono l'energia elettrica per le lampadine di casa tua. Sui laghi e sui fiumi si fanno anche tante attività sportive divertenti, come la canoa, la pesca, la barca a vela e il nuoto in zone sicure. Persino il pesce che la mamma compra al supermercato a volte arriva da un lago vicino, come le trote allevate nei laghetti di montagna.

Ricorda

Piccolo esercizio di verifica: prendi il tuo quaderno e disegna un fiume che scende da una montagna fino al mare. Indica con le frecce e scrivi vicino le seguenti parole: sorgente, corso superiore, affluente, corso medio, sponde, corso inferiore, foce. Sotto il disegno fai poi una piccola tabella con due colonne, una per il fiume e una per il lago, e scrivi in ciascuna almeno tre parole che hai imparato e che riguardano solo quel paesaggio.

Riferimento curricolare

Scheda didattica (bozza auto-generata) sull'obiettivo ob.primaria.geografia.cl3.paesaggio.01 — Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione. Da revisionare.

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