Introduzione: dove sono io?
Orientarsi significa capire dove ci troviamo e come muoverci tra le cose che ci circondano usando il nostro corpo e parole speciali.
Immagina di entrare in una stanza nuova: i tuoi occhi cominciano subito a guardare in alto, in basso, davanti e dietro. Senza accorgertene, stai già facendo un lavoro importantissimo che si chiama orientamento. Orientarsi vuol dire capire dove sei tu, dove sono gli oggetti e le persone vicino a te, e quale strada devi fare per raggiungere un posto. I geografi, cioè gli scienziati che studiano la Terra, usano queste stesse parole per descrivere città, montagne e fiumi. Anche tu, in classe prima, puoi diventare un piccolo esploratore dello spazio che ti sta intorno.
Il mio corpo è la prima bussola
Il tuo corpo è lo strumento più importante che hai per capire dove sono le cose, perché tutto quello che vedi lo confronti con la tua posizione. Quando dici che la finestra è alla tua destra, stai usando il tuo braccio come punto di partenza per descrivere il mondo. La mano che usi per scrivere o per disegnare ti aiuta a riconoscere la destra, mentre l'altra mano è la sinistra. Davanti hai il viso, dietro hai la schiena, sopra hai la testa e sotto hai i piedi appoggiati al pavimento. Per esempio, se sei seduto al banco, la lavagna è davanti a te e l'attaccapanni è dietro le tue spalle. Un altro esempio: quando giochi a nascondino, ti volti per controllare se qualcuno si è nascosto dietro di te, perché senza girarti non puoi vedere quella zona.
Davanti, dietro, sopra e sotto
Queste parole si chiamano indicatori spaziali e servono per dire con precisione dove si trova qualcosa rispetto a un punto di riferimento. Davanti indica la parte verso cui guardiamo, mentre dietro indica la parte opposta, quella che non vediamo senza voltarci. Sopra significa più in alto, mentre sotto significa più in basso, vicino al pavimento o alla terra. Per esempio, il lampadario è sopra il tavolo della cucina, e il tappeto è sotto le sedie del soggiorno. Un altro esempio quotidiano: nello zaino la merenda di solito sta sopra i quaderni, così non si schiaccia, mentre l'astuccio sta sotto, ben protetto. Imparare bene queste paroline ti aiuta a dare e ricevere istruzioni senza confonderti.
Destra e sinistra: due amiche da riconoscere
La destra e la sinistra sono un po' più difficili da imparare perché cambiano a seconda di come sei girato. Una regola comoda è ricordarsi quale mano usi per impugnare la matita, perché quella mano indica sempre la stessa parte del tuo corpo. Se tu e un compagno siete uno di fronte all'altro, la tua destra corrisponde alla sua sinistra, e questo all'inizio può sembrare strano ma è normale. Per esempio, quando l'insegnante dice di alzare la mano destra, tutti i bambini alzano la stessa mano, anche se sono seduti in posti diversi. Un altro esempio: per attraversare la strada guardiamo prima a sinistra e poi a destra, così controlliamo bene se arrivano macchine da entrambe le parti. Esercitarsi tutti i giorni con piccoli giochi rende queste due parole veloci da usare.
Vicino, lontano, dentro e fuori
Altre parole importanti per orientarsi sono vicino e lontano, che ci dicono quanta distanza c'è tra due cose. Vicino vuol dire a poca distanza, mentre lontano vuol dire a molta distanza, tanto che a volte non riusciamo neppure a vedere bene il luogo che ci interessa. Dentro e fuori invece ci dicono se qualcosa si trova all'interno o all'esterno di un contenitore o di un ambiente. Per esempio, il pesce rosso nuota dentro la boccia di vetro, mentre il gatto cammina fuori dalla boccia, sul tavolo. Un altro esempio: la scuola è vicina a casa tua se ci arrivi in cinque minuti a piedi, ma il mare può essere lontano e per raggiungerlo serve la macchina o il treno. Usando queste parole insieme alle altre, riesci a descrivere lo spazio in modo molto preciso.
I punti di riferimento
Un punto di riferimento è un oggetto, un edificio o un luogo che conosciamo bene e che ci aiuta a non perderci durante un percorso. Quando torni a casa da solo con un genitore, sicuramente riconosci il fornaio all'angolo, il grande albero del parco o il semaforo prima della tua via. Questi segnali servono al cervello come piccoli cartelli che dicono: «Sei sulla strada giusta». Anche dentro casa hai punti di riferimento, come la libreria del salotto o la porta della cucina, che ti aiutano a muoverti senza pensarci. Per esempio, per andare in bagno di notte segui la parete con la mano fino a sentire la maniglia della porta. Un altro esempio: durante una gita, la maestra ti dice di stare vicino alla fontana del parco, così quel posto diventa il punto di ritrovo per tutta la classe.
I percorsi: una strada fatta di passi
Un percorso è la strada che facciamo per andare da un punto di partenza a un punto di arrivo, ed è formato da tanti piccoli movimenti messi in fila. Per descrivere un percorso usiamo i verbi giusti, come andare avanti, girare a destra, girare a sinistra, salire o scendere le scale. Possiamo anche disegnare un percorso su un foglio, tracciando una linea che parte da un disegno e arriva a un altro disegno. Per esempio, per andare dal tuo banco alla porta dell'aula vai avanti di tre passi, giri a destra e cammini fino al muro. Un altro esempio: per arrivare dalla cucina alla tua camera esci dalla cucina, giri a sinistra nel corridoio e apri la seconda porta sulla destra. Imparare a descrivere i percorsi è molto utile per spiegare la strada agli altri.
Ricorda
- Orientarsi significa capire dove siamo e come muoverci nello spazio.
- Il nostro corpo ci aiuta a riconoscere davanti, dietro, sopra, sotto, destra e sinistra.
- Le parole vicino, lontano, dentro e fuori descrivono le distanze e i contenitori.
- I punti di riferimento sono oggetti o luoghi che ci aiutano a ricordare la strada.
- Un percorso è una serie di passi e direzioni che porta dalla partenza all'arrivo.
Piccolo esercizio di verifica: prendi il tuo quaderno e disegna la tua cameretta vista dall'alto. Segna con una X dove si trova il letto, con un cerchio dove si trova l'armadio e con un triangolo dove si trova la porta. Poi scrivi sotto al disegno tre frasi usando le parole «sopra», «vicino» e «a destra» per descrivere la posizione di tre oggetti della stanza.